Quando fate i no global con le Nike, mi fate
incazzare. Non voglio dire per forza che vi dobbiate fabbricare da soli i
vestiti o comprare degli stracci osceni al mercato equo e solidale, no, chiedo
solo coerenza. Nella fabbrichetta di Monsummano che la globalizzazione sta
mandando in fallimento, le dovreste comprare, le vostre scarpe: questa sì che
sarebbe una scelta alternativa e giusta.
E mi fate incazzare pure quando fate i fricchettoni
integralisti. Quando blaterate di rivoluzione sociale ed uguaglianza. Perché ve
lo potete permettere, mentre in Piazza Verdi comprate del fumo da un negro e
pensate “poveretto chissà quanta sofferenza”; per voi invece dev’essere stata
dura rinunciare al paio nuovo di Birkenstock pur di andare allo Sziget, nelle
vacanze dalla vostra durissima laurea al Dams, fuoricorso da tre anni,
appartamento pagato. Come sarebbe bello il mondo se tutti potessimo vivere come
voi. Avete ragione, cazzo. Peccato che l’uguaglianza tenda ad abbassare il
livello, non ad alzarlo. E sono convinto che invece d’essere tutti egualmente
proletari, con l’affitto da pagare ed il mal di denti, perché col cazzo che ti
puoi permettere il dentista, ve ne tornereste ad arroccarvi nei vostri manieri
ed a votare lo scudo crociato.
Quel che non capite è proprio questo, chi vive al di
fuori di questo vostro mondo meraviglioso vi ha in odio profondo, anche se
magari condivide i vostri principi. Ma siete una delle tante cause per cui
tante persone di sinistra son finite per votare altrove. Fate incazzare. E’
chiaro che un operaio ha interesse a migliorare le proprie condizioni, ma non
vuole che le sue battaglie vengano portate avanti dai figli di Confindustria:
suona falso. Sia che siano vestiti di stracci, sia che si atteggino da eurocrati in giacca e cravatta.
Abbiamo bisogno che la politica torni ad occuparsi
del Paese reale; un mantra che i penosi rappresentanti della sinistra ci
ripetono allo sfinimento. Ecco, allora andate a casa e lasciate la vostra
poltrona a chi s’è fatto vent’anni di fabbrica. Il segretario del Pd lo voglio
laureato in Storia, o Filosofia, e con una bella dose di precariato e lavori di
merda alle spalle. Uno che sappia cosa voglia dire barcamenarsi nello schifo di
Paese che ci avete confezionato voi, dai vostri comodi scranni ben pagati. Uno
che abbia il coraggio di schierarsi, di essere fieramente di sinistra: per
esempio, che dica chiaramente che in Venezuela è in atto un colpo di Stato
appoggiato dagli Usa; che si lanci in una politica veramente ecologista; che rilanci la battaglia per i diritti di
tutti. Che dica, semplicemente, “chi ha di più paga di più”, che parli di lavoro,
di eguaglianza sociale, non di impresa, di rilancio delle imprese, di aiuti
agli imprenditori: fai pagare meno tasse ad un imprenditore e lui spenderà i
soldi in più in puttane e cocaina, o li porterà in Lussemburgo, o qualsiasi
altra cosa ma di sicuro non aumenterà lo stipendio ai suoi dipendenti.
Ecco perché non può andarci bene la deriva che ha
preso il centrosinistra negli ultimi anni: perché è centro destra. Ma se il
resto della sinistra è formato dall’esercito di incoerenti personaggetti di cui
parlavo all’inizio, stiamo freschi. Ci attende una lunga fase di leghismo al
Governo, sostenuto da tanti ex comunisti incazzati; si potrebbe obiettare che
chi si professava comunista e ora vota Salvini si è semplicemente smascherato,
vuol dire che non è mai stato davvero di sinistra. Ma servono anche i loro
voti, maledetti snob del cazzo del Pd.