giovedì 18 giugno 2020

L'anno sabbatico di un clown: marzo

Rey Kalaria

Ma Christo... un'altra multa. Ma guarda te se sti stronzi devono lavare questa strada proprio il giorno che ci lascio io la macchina.
Il lunedì! Pensavo fosse un giorno buono per sbronzarsi e non tornare a casa. Ma guarda te se sto stronzo deve lasciare la macchina su questa strada, proprio il giorno che devo lavarla io.
Almeno d'ora in poi ho il privilegio di lavorare, con un bel contratto da dodici ore settimanali, ma solo per adesso, così le pago da solo le multe.
Il telefono! È quella santa di mia sorella, la più grande. Portatrice di notizie e gossip, voce di tutta la stirpe Kalaria.
-Pronto-
-Rei, Zio sta male. Mi sa che i dottori non possono fare più niente. Gli rimangono pochi giorni-
-Cazzo!-
-Vieni qua per favore, dobbiamo stare vicini alla Zia, a Blerim e Sadete-
-Arrivo, tra un'ora sono lì-
-Vieni subito!-
-Ela arrivo, cazzo, non posso partire subito!-

Cazzo! Stupido! Sono fatto, e mai in grado di affrontare la situazione.
-Ragazzi, io vado. Mio Zio ha finito di vivere, ora aspetta solo la fine-
Devo stare attento, se non voglio pagare un'altra multa. Aaah, non è il momento di pensare a queste cose. Sì eh! Ti permetti pure di sentirti scocciato di doverti presentare alle persone che ti amano, alle quali farebbe bene la tua presenza. Tua?! Dell'aborto di te stesso che in fretta deciderai di mettere in piedi.
Piangi vai, vigliacco.
-Oooh, sono fuori, vienimi a prendere, non so dov'è Zio-
-Arrivo-
Eccola, già mi guarda come se, oltre alla sagoma della merda che vede, sentisse anche il puzzo della merda che sono, che mi sento, che... VAFFANCULO!
-Ciao Bazze-
Madonna come sta!
Da quant'era che non ci abbracciavamo così. Non glielo dico.

lunedì 8 giugno 2020

Falsa partenza

Francesco Chironi


Camminare in questa città è camminare nei corridoi di casa: sai dove vai anche al buio. Riempie di tempo, non c'è dubbio, ma sono comunque domiciliari.

Sentirsi rinchiuso in casa perché fuori è freddo, ci sono pericoli e il doppio dei problemi che possono annidarsi qui, tra le mura.
C'è la pioggia e c'è anche il sole, il tuo sole.

Noi amanti della luna, piccola, pallida, eppure tanto profonda da far dimenticare il ricordo della luce. Insomma siamo pessimi ottimisti, ma almeno ci proviamo e questo ci rende fieri.
Un centimetro è l'infinito in questa piscina di catrame.

Però che peccato sprecare tutto quel fervore che senti nell'incontrare difficoltà, quella grinta in più che avresti se non dovessi pensare a quel senso di delusione di non riuscire a farcela, quella disperazione di dover tirare avanti se non vuoi provare quel senso di delusione. Ma di nuovo mi consola quella gioia nel vedere che anche se non hai scalato tutte le montagne sei arrivato a metà della catena montuosa.

Eppure sono qui, in bilico tra due fronti: uno pieno di paure, novità, sofferenze, crescite e bellezza; l'altro altrettanto colmo di abitudini, sicurezze, intolleranza, familiarità e bellezza.
C'è la guerra, volano proiettili decisi e ritirate fugaci. Mi ritrovo in mezzo con un paio di mutande per nascondere gli ultimi segreti e uno scontrino con gli insegnamenti dei miei: uno scritto in grassetto e l'altro ormai troppo sbiadito

mercoledì 3 giugno 2020

Biasimo della misera esistenza

Marco Landucci

Le persone che dimenticano in fretta
le credi forti
finché non ti pugnala alle spalle
e ti lascia sconfitto
la fretta di dimenticarle

In ginocchio sulle contraddizioni
non dissetano le lacrime
per chi s'illude di avere sentimenti
per chi t'illude
Meschini dal passo leggero,
per fuggire dai guai
basta un sorriso senza cuore

Puoi pesare un'anima
dalla somma dei rimorsi
Puoi conoscere un uomo
dalle sue cicatrici
Un vuoto è sempre a perdere