giovedì 5 dicembre 2019

Non smettere di sognare troppo presto - per F

Non smettere di sognare troppo presto
nessuna resa al pessimismo conforme
al mediocre susseguirsi delle norme
sputare sangue in silenzio per restare onesto

Lungo sentieri battuti da passi ansanti
pesanti per le lunghe battaglie
svilite
ridotte a teatri d'inutili schermaglie
alza lo sguardo sul dolore e scopri
che non c'è fine
ripetersi incessante di strade millenarie
eppure sempre diverse si scontrano
coi pochi beati illusi
con masse di greggi ottusi
feroci e zelanti ogni novità rinnegano
dietro ogni curva tendono ingannevoli muraglie
delle loro incrollabili paure

Immobile è l'uomo che muore

giovedì 28 novembre 2019

Io me ne vado

del Ciarlatano
io me ne vado.
attraverso un labirinto con muri fatti di ideologie
vado oltre l’orizzonte per vedere quanti morti ha fatto il mare.

Voi restate qui per carità che le navi son troppo piene di vuoto
incolmabile

per capriccio o per semplice inganno naufragano dei corpi
troppo piccoli per essere vivi

sarebbe bello vedervi finire
sarebbe bello potervi ignorare
sarebbe bello potervi odiare
senza però aver paura di morire

m’auguro i vostri pensieri notturni restino gli incubi che di giorno acclamate


mostri! mostrate quello che i miserabili priori mormorano
magari la morte e i martiri che tramano.
ma voi tremate; e tra terrori e terremoti
trovate il terreno fertile per tramutarvi in morti viventi

senza provare vergogna ridete ridete e ridete ancora 
perché la vita è un sogno
perché la vita è bella
ma la guerra non è un gioco anche se voi siete solo pedine

meritate quello che avete
anche se tra ori e ornamenti, adorate chi non conosce rispetto
 persone di sabbia, cenere e violenza
persone fatte di sangue secco, sanguisughe sazie di siero
fagocitate feti, fermamente convinti che fuori piove ed è colpa di altri
votate di far piovere bombe 

plasmati dalla noia, creati per annoiare, messi al mondo per occupare lo spazio di un innocenza ormai naufragata
su questo museo ormai chiuso da tempo, dove il futuro si abbatte senza pietà
un futuro talmente incerto che prende spunto dal passato.

avete paure, non dormite se no per riposare
cannibali di voi stessi, cospargete di egoismo il mondo pur di morire il più tardi possibile.

mostri, solo mostri. Testimoni fasulli, testi slavati da infausti tempi 
senza far male a nessuno tranne che al prossimo.

non avete niente da dire
non avete niente da mostrare
non avete nulla da sapere
non avete nulla da perdere
non avete nulla
siete ancora meno.

io me ne vado dal vostro pensiero, voi rimanete in trappola
voi rimanete qui a mangiare carne di uomo
voi rimanete qui a morire
voi rimanete qui a sbavare su speranze sbiadite sbandierate da sbandati.
mentre le badanti dell’est bramano una vita
mentre i braccianti del sud credono che le catene si siano rotte 
mentre i veli cadono voi vi voltate 

i veli cadono 
veli pesanti
pieni di idee e capelli che profumano di spezie dell’est
con essi cade piombo e fuoco
sale e acqua

abbandonatemi qui con gli esclusi
abbandonate il mondo vi prego
abbondate con la vostra assenza
abbiate pietà

io me ne vado adesso e per sempre
a piangere, vivere, sorridere e morire
a chiedersi il perchè

voi no
voi rimanete pure qui a sparare su chi è già morto.

mercoledì 27 novembre 2019

Io non vi capisco, ma voi capite poo

26/11
Ieri giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Partendo dal fatto che mi sembra terribile già nella sua stessa esistenza, io sarei a favore di una giornata contro la violenza in generale, anzi di una vita contro la violenza, ma insomma è l'interpretazione dell'evento che m'ha sconvolto parecchio.
Intendo, io sono un gran fruitore delle vostre Instastorie e due culi non li disdegno mai, ma ieri mi sono sembrati davvero tanto fuori luogo. Cioè, niente in contrario, però non postateli con la scusa di quella giornata lì, magari prima un bel pippone sulla donna che non è un oggetto, che deve avere lo stesso salario e gli stessi diritti degli uomini, e poi dopo una foto a troione da battaglia. Chi v'impedisce di metterle? Nessuno, non certo io che assai le gradisco, ma cazzo se non avete capito niente della battaglia per l'emancipazione. Siete mentalmente arretrate e proprio vittime di quegli schemi di pensiero maschilisti che pensate di combattere, svilite tutte le ragazze che cercano davvero di darsi da fare e vi meritate la Meloni come portavoce.

Altri che non capiscono nulla, tanto per cambiare, sono quelli del PD e derivati. Sono anni che ragionano di riprendere contatto col territorio senza averne nessuno con la realtà. Quello che mi fa più ridere è Bersani che blatera di una “Cosa Nuova” tutte le volte che lo vedo, senza spiegare cosa intende, senza rendersi conto che come promotore di rinnovamento lui proprio non va bene.
Se quelli del PD vogliono tornare sul territorio, riaprire le sezioni, farsi vedere nei Circoli Arci non prenderanno mezzo voto in più, perché sono posti frequentati soltanto da pensionati che li voterebbero aprioristicamente: sono quel 18% che hanno preso l'ultima volta.
Come sono giunto a questa conclusione? Semplice, facendone diretta esperienza. Anni fa partecipai da UNA E DICO UNA riunione dei Giovani Democratici di Pistoia. Ore di discussione su un argomento fondamentale: scegliere la foto migliore per il santino elettorale del candidato, poi eletto ed attualmente tenuto in Grande Considerazione dai notabili del partito. Programmi, idee, proposte? Nessuna, ma davvero una grande attenzione all'esposizione ed al ritocco fotografico.
E' l'epoca dell'apparire, la piena realizzazione del berlusconismo, e se Zingaretti e soci pensano che tornando a Sarripoli a mangiare le salsicce recupereranno terreno si sbagliano di grosso. Ai giovani d'oggi non gliene frega un cazzo: nella mia città ha vinto un panaio solo perchè viene bene nelle foto su Instagram. La frattura è insanabile ed io, in quella riunione drammatica, l'ho vissuta sulla mia pelle, me ne sono andato sentendomi un dinosauro, incapace d'instaurare un dialogo con alcuni ragazzi di tre/quattro anni più giovani di me, e che adesso sono avviati verso un decente avvenire politico... sempre con delle belle foto. Dei programmi, del territorio, delle idee non frega più un cazzo a nessuno: cari piddini, scegliete un segretario belloccio e forse beccherete qualche voto in più.

sabato 23 novembre 2019

Motivi per cui son stato in silenzio

La digitalizzazione è una bella cosa, però si perde il senso materiale degli oggetti. Quindi, durante le Grandi Litigate, ricordatevi di farvi dare la password di Netflix.

Il dottore m'ha costretto a tornare a Pistoia, dice devo riprendere contatto con i miei familiari, i miei amici, le mie abitudini. Così, da buon chiazzanese, la prima sera ho fatto l'azione più tipica delle mie parti: mi sono impantanato in una redola

-Come ti va la vita?-
-Beh sabato sono finito in fossa con la macchina-
-Eh? Allora?-
-Niente, il carro attrezzi che ho chiamato è finito in fossa davanti ai miei occhi-

-Come ti va la vita?-
-Beh lunedì sono entrato in casa nuova, in centro pieno, molto carina. Solo che è al quarto piano-
-Vabbè dai è una cosa sopportabile-
-La sera stessa mi sono rotto il ginocchio-

Dieta della settimana: sigarette, lacrime e vin novello

L'indie rock è roba per chi non ha mai sentito i primi album di Vasco e crede che sti fighetti scrivano bene. Invece copiano male.

Capisci che ti serve aiuto quando vedi i tuoi amici dopo un mese di isolamento, li convinci ad andare dove vuoi tu e poi passi la serata impaziente di rannicchiarti a piangere a letto.

Ciao concentrazione ciao.
Manco il tempo oggi piove eh visto devo rinnovare la patente la pentola sul foo stasera non vengo belle scarpe che stavo dicendo?

lunedì 4 novembre 2019

Per cominciare male la settimana


Quasi ogni mattina faccio colazione alla pasticceria sotto casa. Ci sono due bariste che si alternano, una tristemente nota come La Lenta. Stamattina toccava a lei. C’era inoltre la Mamma Borghese con Cayenne intenta a scegliere 124 paste per chissà quale ricorrenza; alle 8 di mattina, lei che ha tanto da fare. Insomma, s’è accumulata una discreta fila. Ad un certo punto il Tizio Intelligente svicola e passa davanti a tutti; l’ho visto sorridere compiaciuto. Che misera esistenza.

Con la stessa cadenza mi faccio 40 km di SS309 Romea per andare a lavoro. Trattasi di statale a una corsia, lunghissima, drittissima, trafficatissima, pericolosissima, piena di mezzi pesanti ed agricoli. Si forma un’unica interminabile colonna di ogni genere di veicoli, e l’unica è starsene lì sperando che la velocità media non sia clamorosamente bassa. Eppure, tutte le cazzo di volte c’è un Tizio Intelligente, sempre e comunque su macchina tedesca, che ti si mette al culo, sfanala e manda affanculo finché non riesce a piazzartisi davanti. Giusto davanti a te, perché più in là non c’è verso d’andare. Rischiare la propria e l’altrui vita per guadagnare cinque metri d’asfalto. Che misera esistenza.

giovedì 31 ottobre 2019

LEGALIZZATELA


Sono rimasto dieci giorni in silenzio, a leggere i commenti abominevoli della gente perbene sulla morte di Erika. Vergognosi sciacalli, personaggetti infami che non aspettano altro che poter liberare la frustrazione delle loro merdose esistenze sugli altri. Ma non starò qui a dilungarmi oltre su quello che penso di loro, a parte che mi garberebbe vederli schiantare tra sofferenze atroci.
Quando ho parlato del caso di Erika con le persone di cui ho stima, chiedendo loro quando smetteremo di far morire i deboli, gli ingenui, i più fragili, solo per far stare bene chi ha il culo al posto del cuore, tutti m’hanno dato la stessa risposta: “non sarà l’ultima”.
E infatti, qualche giorno dopo, in altro contesto e in modo ancor più violento, è Luca Sacchi a rimetterci la vita. Un ragazzo, ucciso da due ragazzi. La dinamica ancora non è chiara, ma sembra proprio che il movente di tutto sia una partita di droga, quale essa sia. E giù di nuovo il popolo dei perbenisti a sgolarsi con la retorica, certo in modo più garbato perché lui almeno è un uomo, e poi s’è difeso.
Ma il succo è: adesso basta. Basta basta basta. Basta. L’unico argomento tollerabile se volete parlare di droga è la necessaria, urgente, non rimandabile legalizzazione totale. I vantaggi sono così tanti e così evidenti che non serve nemmeno starli ad elencare. L’unico motivo per cui non ci si adopera in quella direzione è che il mercato nero degli stupefacenti costituisce una delle maggiori fonti di guadagno della criminalità organizzata.
Quindi, tutti voi che siete contrari, siete complici della mafia. Siete degli omertosi, siete dei mafiosi, e meritate di marcire in galera, a riflettere su tutte le morti che avete sulla coscienza.

lunedì 21 ottobre 2019

Non è colpa del Jaiss, nè della techno, ma della vostra schifosa morale; la morte di Erika Lucchesi


Su tutti i media che si sono occupati dell’argomento, dal blog locale al quotidiano nazionale, potete leggere che la ragazza “è morta, pare, per un fatale mix di alcol e droghe”. Vero? Vero. Ma falso: è morta per un fatale mix d’ipocrisia ed ignoranza.
Il modo in cui questo Paese si approccia alla questione della droga è anacronistico, ridicolo, pericoloso. Così capita fin troppo spesso che dei ragazzi non sappiano come usare le sostanze con cui vengono a contatto, perché innanzitutto vi dovete liberare del primo grande paraocchi: se la gente si vuole drogare, lo fa. Solo che siccome facciamo finta che non sia così, può succedere che non tutti abbiano la testa giusta per farsi, e questa è la parte dell’ignoranza; mi spiego: dall’età di sedici anni avrò passato complessivamente una settimana senza assumere stupefacenti (compresi, ovviamente, anche quelli legali), eppure sono sempre vivo, con un lavoro, inserito bene nel contesto sociale. Ma non tutti sanno giocare col fuoco, ecco perché andrebbe loro insegnato. Invece di continuare a fingere che il problema non esista o ad agire solo in maniera repressiva, io vorrei che ci si muovesse concretamente nella direzione della consapevolezza e della riduzione del danno; che davanti alle discoteche ti forniscano dei test per capire quanto è pura la tua droga, che ci siano dei professionisti a spiegarti che se hai intenzione di farti un po’ di sana ecstasy devi bere una quantità abnorme di acqua (che, tra l’altro, in disco vendono a prezzi altissimi approfittandosi proprio di questo… teste di cazzo); certo, la soluzione migliore sarebbe legalizzare, ma mi accontenterei di questo primo passo.
Sono mesi che leggo di maxi sequestri di ganja dalle mie parti: dal ragazzetto scemo che si fa beccare con una palla d’erba in Piazza d’Armi al cinquantenne pregiudicato che si mette a coltivare piante nell’orto per evitare di andare a rubare. Sono settimane che si discute del carcere per gli evasori fiscali, con tutti gli schieramenti che danno addosso ai Cingustarz (e adesso anche una parte di loro che litiga su questo) perché “mezza Italia evade, mica possiamo mettere tutti in galera”. Però i drogati sì! La rabbia che mi fate, invece di trattare i tossici come persone malate che hanno bisogno d’aiuto li buttate in galera! Persone che fanno male soltanto a se stesse (salvo casi limite… ai quali di solito arrivano dopo un paio di soggiorni in gattabuia, che strana coincidenza). Invece gli evasori eh poveretti che li vuoi mettere in prigione… No! Avete ragione, io li fucilerei sulla pubblica piazza! Loro, e voi maledetti ipocriti bastardi!
Erika Lucchesi l’avete uccisa voi! Tutti voi che non capite che la droga, tutta, DEVE ESSERE LEGALE. Tutti voi che esultate perché “una tossica di meno”, e poi magari tornare a casa guidando ubriachi. Tutti voi moralisti da strapazzo che vi sentite superiori perché non vi drogate, se non legalmente. Tutti voi che adesso chiederete pene più severe, maggiori controlli, invece di provare a capire, di rendervi conto che la soluzione non sarà mai la repressione. Tutti voi che tornerete a dire che i giovani d’oggi sono marci, malati, drogati, come se non li aveste cresciuti, come se fossero alieni arrivati già adolescenti. Tutti voi che ci farete affogare nella vostra ipocrisia borghese, che vi basta dire al prete ogni tanto che avete pensato alle cosce della vicina per sentirvi in pace. Tutti voi che pensate così tanto a tenervi la coscienza pulita che ormai non ce l’avete più.

giovedì 17 ottobre 2019

Per un uso consapevole di Tinder



Mentre negli uffici dove lavoro si diffonde una del tutto inadeguata Paranoid, per tutta una serie di motivi che non vi starò a spiegare mi viene in mente che ieri sarebbe dovuta cominciare l’era del blog Aggiornato con Costanza ™ e invece ho bucato subito il primo appuntamento.
Quindi vi beccate un’altra di quelle liste-pisciata che faccio ultimamente, che denotano una totale mancanza d’ispirazione, stile, dignità, e che quindi riscuotono tanto successo. E qui vi beccate in due righe tutto il riassunto del duello Salvini – Renzi.
Oggi riprendo una mia vecchia indagine sociale su Tinder (ammazza che originalità!): anni fa, grazie ad un amico hacker, riuscimmo ad ottenere accesso illimitato a Tinder Plus. L’unica controindicazione era che era davvero illimitato: in sostanza, non c’era possibilità di disfarsene, rimaneva lì nel telefono, e questo m’ha creato anche qualche motivo di frizione a livello sentimentale.
Comunque, era sempre lì, e sebbene non mi servisse più per rimorchiare (anzi, mai servito in tal senso, sono uscito per anni con gente più grande e spigliata e credo d’essere uno degli ultimi ancora capace di attaccare bottone in un locale, magari un’altra volta ve la racconto) valeva la pena sfruttarlo per qualcosa di più che litigare con la mia ragazza.
Ecco allora una breve summa della mia (volontariamente?) infruttuosa esperienza su Tinder, con quelle che sono certezze incrollabili e verificate. Spero vi possano servire per un uso consapevole di questo giochino che sarebbe divertente, se le ragazze italiane capissero che serve PER SCOPARE. Infatti l’unico consiglio che vi do è questo: se volete andare in fica, puntate sulle straniere.

·         se nella foto c’è più di una ragazza, è sicuramente il profilo di quella più brutta
·         se ha solo foto del volto sfiora la tonnellata
·         se non ha foto del volto… no, seriamente, cosa cazzo ti ci metti a fare su tinder
·         se nella bio ha scritto “basta casi umani” esistono due opzioni: se è brutta, vuol dire che sì, la contattano solo casi umani sperando di andare sul sicuro, e lei non s’è ancora arresa al fatto che non può permettersi di meglio; se è carina, il caso umano allora è lei
·         se nella bio ha scritto “solare” SCAPPATE PIU’ LONTANO POSSIBILE CON LA MASSIMA VELOCITA’
·         studiano tutti. gente di 40 anni che scrive “alma mater studiorum Bologna”. non sembrate più giovani fingendo di andare ancora all’università, sembrate dei ritardati
·         se è presente il link al profilo instagram è chiaramente una che s’è messa su tinder solo perché spera di aumentare i seguaci sull’altro social. anche ammesso che vi ingaggi (e non lo farà), voi davvero vorreste infilare quanto avete di più prezioso in un casson… ehm, in una tipa che sogna di fare l’influencer?
·         se nella bio ha scritto cerco una cosa seria, o simili, mi fa compassione
·         se è il profilo di una coppia in cerca di esperienze trasgressive, mi fa ancor più compassione. ma non ce l’avete degli amici?

venerdì 27 settembre 2019

Ambientalisti


Ambientalisti che prendono l’auto per fare 500 metri
Ambientalisti che cambiano cellulare ogni 6 mesi
Ambientalisti favorevoli alla differenziata porta a porta
Ambientalisti in crociera
Ambientalisti in aereo
Ambientalisti nel villaggio vacanze
Ambientalisti che mangiano avocado
Ambientalisti con l’aria condizionata in casa
Ambientalisti col riscaldamento a 23 gradi
Ambientalisti che comprano l’acqua in bottiglia
Ambientalisti che versano l’olio nell’acquaio
Ambientalisti che mettimi la bevuta in plastica
Ambientalisti da McDonald’s
Ambientalisti con le Nike
Ambientalisti che ho preso questa collanina indiana al mercatino equo solidale (distanza tra Roma e New Delhi 5193 km)
Ambientalisti che rimbiancano casa perché gli va. La vernice la comprano dai cinesi perché costa meno.
Ambientalisti che hanno fracassato il cazzo
Ambientalisti che hanno rotto le palle
Ambientalisti che se ne potrebbero andare a fanculo

giovedì 26 settembre 2019

Impreviste allegre deviazioni

#1
Come mi garbano
le fie
ferme ai semafori
colle macchine scassate

Peccato che ora
è tutt'una rotonda
e anche le poeraccie
si fanno la Mini a rate

#2
Soffro d'insonnia da quando ho 16 anni. L'ho provate tutte, dalla meditazione alle pasticche. Le uniche cose funzionanti rimangono Marzullo e il seghino a letto (se invece vi segate su Marzullo, fatevi vedere da uno bravo). Comunque, ormai anche quando c'ho (o credo di avere) sonno, una camomilla me la sparo. Peccato che l'altra sera abbia acceso inavvertitamente la tv in attesa che si freddasse, e abbia beccato la Meloni che parlava di Diritto Costituzionale e funzionamento della Repubblica Parlamentare. Ora, non so voi, ma io ogni tanto mi faccio i filmini delle Personalità che si comportano come persone; mi spiego: anche quelli che consideriamo più entità che esseri umani hanno la loro vita "normale"... che ne so, anche Guccini ponza fortissimo quando non gli esce lo stronzo dal culo. Insomma ho pensato che magari Mattarella in quel momento stava facendo la stessa cosa mia ed era nel mood "tisanina & nanna". Ecco, sono sicuro che per riprendersi dallo shock della Meloni anche lui ha capito che ormai per dormire non bastava la camomilla e s'è rollato un cannone immenso.

#3
L'eterna questione delle domeniche lavorative è una falsa questione. Chi ha un ristorante o lavora nel turismo lo fa da sempre.
Piuttosto li vogliamo tenere aperti i musei e i monumenti? Grazie. Solo quelli, i centri commerciali chiusi. Così se la gente vuole uscire di casa la costringiamo ad acculturarsi. La prossima volta che portate la famiglia in gita da Ikea cento nerbate nella schiena. Al museo dovete andare. Ignoranti.

giovedì 5 settembre 2019

Resistenze ed impellenze - per S

Ciarle pontificie
bocche vacue
discorsi avari
come mandrie disordinate
producono esplosioni
di rabbia, frasi sporche
vuoti fiumi in piena
fracasso e dolore
morte senza onore

Cerco nel disordine
continuo scalpiccio
un alito di pace
la tua voce leggera
come il silenzio all'alba
quando davvero fa freddo
e la luce scaccia
la malattia dai miei occhi

Siedi
respira per me
incapace ad una tregua
fuggiasco del nulla
che sospetto invano
che popolo di mille idoli
odiosi e ridicoli
da farci amara ironia
per sentirmi meno vigliacco

Solo tu comprendi
solo tu ridi
ma sai
che non c'è niente di divertente

martedì 3 settembre 2019

Mio malgrado mi son visto il Jova Beach Party e un sacco di concerti indie demmerda


Mi spiegate che senso ha andare ad un concerto per stare tutto il tempo col cellulare in mano? Cioè, andate per far vedere agli altri di esserci andati, altrimenti non si spiega... Vi potreste comprare il dvd oppure guardarlo su Youtube, meno costo e meno sbatti, stesso risultato.
Come mi permetto di sputare sentenze di tal fatta? Primo, sono presuntuoso. Secondo, ho una certa esperienza in materia, e quando un concerto ti garba (ovvero, ti garba di più della gioia social di comunicare agli altri che ci sei andato) il cellulare lo tieni in tasca. Un breve elenco che comprende solo le volte che mi sono spostato appositamente per il live in questione:

Bruce Springsteen @ Franchi – Firenze
Vasco Rossi @ Modena Park
Tears for Fears @ Lucca Summer Festival
Carlos Santana @ Pistoia Blues
Yann Tiersen @ Prato Piazza Duomo
Giorgio Moroder @ Padova
Paul Kalkbrenner x2
The Prodigy @ Home Festival
Metempsicosi N volte
Snoop Dogg @ Lucca Summer Festival
Franco Battiato x4
Subsonica @ Pistoia Blues
Max Gazzè x3 (da solo, cover band Pink Floyd, con Marina Rei & Paola Turci @ Moontale Festival)
Daniele Silvestri @ Parco delle Cascine
Bugo @ Flog
Gatti Mezzi @ Flog
Premiata Forneria Marconi x3
Baustelle @ TuscanyHall
Mario Venuti @ Nave de Vero
Gipsy King @ Nave de Vero
Tre Allegri Ragazzi Morti @ Flog
I Cani @ Flog
Bobo Rondelli x2
Brunori Sas @ Metarock
Larry Carlton @ Pistoia Blues
Marcus Miller @ Lucca Summer Festival
Bunny Wailer @ Roots & Culture Festival
Horace Andy @ Lago Verde
The Groundation @ Roots & Culture Festival
Fat Freddy’s Drop @ Estragon
Gentleman’s Dub Club @ Flog
Zion Train @ Musica W Festival
Mr Vegas @ Roots & Culture Festival
Africa Unite @ Prato non ricordo dove
The Bluebeaters @ Lago Verde
Sir Oliver Skardy @ San Dona’ di Piave
Bombabomba N volte (a volte Cillo Cillo a volte Marko Marko)
Il Generale N volte
Toni Moretto N volte
Il Jaka @ Flog N volte
Mama Marjas @ Flog
Nico Royale N volte
Earth Beat Movement N volte
Rankin Alpha N volte
Quartiere Coffe @ Musica W Festival
Chisco @ non ricordo
Alborosie @ Beat Festival
Ex CCCP con Gazzè e Appino @ Siena Piazza del Campo
Maurizio Geri N volte
Riccardo Tesi @ non ricordo
Sergio Montaleni N volte
Bandabardò @ Pistoia Blues
Pop X @ Musica W Festival
Seasick Steve @ Musica W Festival
MONO @ Musica W Festival
High on Fire @ Musica W Festival
Cisco Bellotti @ Musica W Festival
Modena City Ramblers @ Pistoia mercato ortofrutticolo
Francesco Guccini @ Firenze Mandela forum
Fausto Mesolella @ Musica W Festival
Riccardo Marasco @ Agliana
Gem Boy @ H2NO
Murubutu @ Mira on Air
Babaman @ Pisa non ricordo
4 Owls @ Marghera Cs Rivolta
Caparezza @ TuscanyHall
Noyz Narcos @ Marghera Cs Rivolta
Colle der Fomento @ Marghera Cs Rivolta
Linea 77 @ Festa dell'Unità Pistoia
Gian Maria Testa, Stefano Bollani, Enrico Rava  & Banda Osiris @ Teatro Manzoni per “guarda che luna”
Sud Sound System @ Teatro Manzoni per “acido fenico”
Apres La Classe @ un festival della birra a caso nel pratese
Giorgio Canali @ un festival della birra a caso nel pratese
Dj Hype @ Deposito Pontecorvo

Più tutti quelli che sul momento non mi ricordo o che ho proprio rimosso dalla memoria o che non vi voglio menzionare (ho fatto uno sforzo con la Bandabardò, non starò a scrivere pure i Sonhora).

sabato 31 agosto 2019

Fuori dall'Ozne, un paio d'anni fa

C'era una luce sull'acqua
il mio amico poeta dice che comincia bene
e si lasciava guardare
immobile come la noia
e la prossima sigaretta fuori dal locale
mani ghiacciate e vini discutibili
vi guardo di traverso ma tranquilli
è soltanto sonno

venerdì 30 agosto 2019

Da che parte stanno gli sbirri?


Ha detto che la gran parte dei poliziotti e dei carabinieri sono con lui, che lo stanno sommergendo d’attestati di stima e che, per loro, il Mattew rimarrà sempre il vero Ministro dell’Interno.
L’affermazione è forte ed ha scatenato reazioni anche indignate. Eppure, periodicamente, emergono particolari inquietanti sul modo di pensare e d’agire delle nostre forze dell’ordine. Eppure, immediatamente dopo, tutte queste considerazioni ritornano nell’oblio, vuoi perché opportunamente insabbiate, vuoi per l’italica fascinazione del potere.
L’ultimo sussulto di coscienza nell’opinione pubblica (in una parte, sia chiaro) c’era stato con la rimozione degli striscioni anti Sega dai balconi. A qualcuno era sembrato una limitazione della libertà di pensiero, si era arrivati addirittura a sostenere che la Digos usasse “metodi fascisti”. Certo, nei media tradizionali i termini erano stati assai più gentili, ma insomma il succo quello era. E sempre questo è con le nuove affermazioni del miserabile Seghista.
A me invece è sempre sembrato così chiaro ed evidente. Sarà che ho frequentato due ambienti lontanissimi tra loro, ma accomunati dalla repulsione, vicendevole, per i personaggi in divisa, come i centri sociali e lo stadio. Lì capisci che è un attimo per finire a terra manganellati e presi a calci, che hai di fronte una pletora di personaggi esaltati, cattivi e soprattutto impunibili. E fascisti.
Faccio un esempio facile facile. Hanno destato grande scalpore le “manifestazioni” di (scusate il termine) CasaPound a Roma contro le assegnazioni, del tutto legittime, di case popolari a famiglie rom italiane. Ebbene, la scena della mamma con la figlia che entra in casa scortata dalla polizia mentre quei cerebrolesi le urlano contro di tutto è agghiacciante. Direte voi: ma i poliziotti hanno fatto il loro dovere e li hanno protetti. Rispondo: certo, sono pagati per quello. Come sono stati però trattati i coglioni neofascisti lì intorno? Coi guanti di velluto. Perché questi pezzenti che cercano di fare del male ad una mamma con una bambina vengono gentilmente allontanati, tra l’altro senza arresti né denunce,  e chi organizza una pacifica manifestazione contro la guerra viene manganellato senza pietà?  
Perché le forze dell’ordine sono a larghissima maggioranza fascista. E il problema non è loro, è vostro. Vostro che non riuscite, o non volete, accorgervene. E’ talmente palese che le guardie siano fasciste che non mi metto nemmeno a perdere tempo a spiegare perché. Ma che cazzo, ma il G8 di Genova non ve lo ricordate? Ma le stragi di Stato? Voi state male sul serio.

Ps: data la loro ideologia, è evidente che detti personaggi costituiscano per la Sega un enorme bacino di voti. Se non fosse il motto dei cingustarz vi direi “sveglia”.

giovedì 22 agosto 2019

Questo post contiene 9 volte la parola "negro"


Stamattina ho fatto tardi a lavoro. La pasticceria era intasata di negri al cellulare (rigorosamente ultima generazione) che tentavano di spacciare, non si riusciva ad entrare.
Quando infine ho preso il caffè, uscendo mi sono accorto che uno zinghero stava sgommando via con la mia macchina.
Allora ho preso il bus, anche se l’autista negro sembrava volesse tirar dritto e alla fine m’ha aperto bofonchiando “bianco di merda”, e son dovuto rimanere in piedi perché tutti i posti erano occupati da negri giovani, atletici e chiaramente spacciatori. Poi è salito il controllore, anche lui negro, che nonostante avessi timbrato il biglietto m’ha fatto la multa perché non avevo il documento dietro. Gli ho spiegato che m’avevano rubato la macchina col portafogli dentro, m’ha riso in faccia.
Finalmente arrivo a lavoro, e quel negro del mio capo mi fa un cazziatone per il ritardo, poi mi dice “tanto non mi servi più, porta via le tue cose”: nel mio ufficio adesso c’è un negro.
Torno a casa, e qui la ciliegina sulla torta: la Boldrini c’ha fatto buttar dentro una quarantina di negri, che a turno sodomizzano lei e la mia compagna. Mi dicono entrambe “vattene alla mensa della Caritas, microdotato e microcefalo”, ma anche lì mi respingono perché non sono negro, o almeno marroncino, o zinghero.
Maledetti negri, m’hanno rovinato la vita.

martedì 20 agosto 2019

Perché sono molto più patriottico di un leghista - elenco in costruzione


Quando vado a fare la spesa, sto sempre attento a comprare prodotti locali. Il leghista medio invece deve alimentare la sua indole borghese con la roba di marca.

Così, ad esempio, in bagno: io sapone Fissi (Firenze), bagnoschiuma e shampoo Naturerb (Pistoia), lui tutto Fructis. Per pulire: io sgrassatore Blix (Massa Carrara), lui il Viakal… dato dalla polacca.

Mi vesto con la roba presa al mercato, ok sarà cinese, ma almeno è prodotta in Italia. Polo e Lacoste per il leghista medio.

Guidavo (ora sono costretto alla vettura aziendale) una macchina italiana. Suv tedesco per il leghista medio.

Insomma, io faccio quello che posso per alimentare l’economia italiana; compro italiano, mangio italiano, sostengo le attività culturali partecipando quanto possibile a mostre, cinema, concerti. Il leghista medio invece ha spostato la sua fabbrichetta con 20 operai da Treviso a Lubiana. Al cinema non ci va, lui ha Sky che guarda dal suo megatelevisore Samsung comprato su Amazon.

Io dico “dobbiamo accogliere tutti” e passo per antitaliano. Lui dice “prima gli ItaGliani” e passa per patriota.
CHE CAZZO DI PROBLEMI AVETE.

giovedì 8 agosto 2019

Il sarcasmo è la mia difesa

-Ma ti piacerebbe fare il critico?-
Certo, mentre faccio l'ennesima recensione dissacrante dell'ennesimo disco indie plasticoso, è una domanda legittima. Ma no.
-Per fare il critico devi avere un'alta considerazione di te stesso. Non mi pare proprio il caso-
-Ah beh scusami, mi pareva-
-Non devi scusarti- a sto ragazzo gli metto un po' di soggezione, lo so; la metto spesso a quanto pare. Non vorrei. Cioè, a sto giro sì, ma in linea di massima vorrei essere più gentile e meno cinico (ed avere uno stile migliore che mi consenta di scrivere roba meno merdosa di “in linea di massima”). Meno grigio, con lo sguardo di traverso e la bocca che sa di fiele.
-Me l'hanno già chiesto in diversi. Ma io non voglio essere critico, solo sarcastico. È il modo che ho per affrontare sta merda di mondo-
-Capisco-
E invece no, perché tu, pischello intimorito dalla mia età, da quel che facevo alla tua, dai segni che m'ha lasciato addosso, tu, maledetto pischello, ce la fai ad essere gentile. Ci vuole una forza assurda per non farsi sbranare dagli insicuri in cerca di rivalsa. Spesso sono sarcastici.
Che venga da qui la vostra insopportabile rassicurante flemma? Cioè voi vi bastate?! Io no, io cazzo no, ho bisogno di competere e, se non di vincere, quantomeno di sapere che ho qualcuno da schiacciare.
Direte sei invidioso. No. Sono competitivo, ma non invidio. Perché non sono interessato ad avere di più. Qui nasce il mio dolore, sono battagliero ma poi alla fine non m'interessa quel che vinco; ho trovato il modo di mettermelo comunque in culo. Mi sento dilaniare tra questa indole da gara, retaggio di una cultura che non apprezzo, ed appunto il disprezzo per quel che si vorrebbe ottenessi. Corro senza meta ormai da anni, ne ho combinate tante ma sono orgoglioso di non avere imparato niente, almeno quando ve le racconto ci fate due risate, invece di pensare “mamma questo che palle, si crede il Messia”. Adesso però sono stanco di saltare sui treni in corsa, leccarmi le ferite quel tanto che basta per reggermi in piedi e cambiare di nuovo strada. È stato bello, ho vissuto tante vite. Adesso voglio la mia.

venerdì 2 agosto 2019

Ultimi sussulti di un'estate bizzosa


Marina di Castagneto Carducci - 27/09/2016

In spiaggia addirittura si suda, il mare più invitante che abbia mai visto qua mi fa sentire stupido: non ho portato il costume.
Intorno solo vecchie di varie nazionalità, il trio di milanesi parla di ogni ristorante/bagno/pensione in un modo che fa capire quanto siano avvezze alle vacanze a Donoratico; certo, io che conosco il posto da quando sono nato potrei intervenire diffondendo succulente notizie e pettegolezzi, ma mi limito a sorridere sornione.
Continua ad arrivare gente, la famiglia di asiatici si tuffa e la invidio. Dietro, la gente ancora pranza, al ritmo lento che solo un martedì di ferie autunnale sa regalare. Quel ritmo che dovrebbe essere proprio di ogni vacanza, e che invece la nostra frenesia ha voluto cancellare, relegandolo alla rarità dei 30 gradi alle porte di ottobre.
Questo mare è veramente troppo liscio e blu, come se fosse profondissimo da subito, e il rumore della risacca misto alle ciarle multilingue (milanesi a sinistra, tedesche a destra, giapponesi davanti) si porta via le ultime resistenze dei miei intenti iniziali; volevo scrivere di decadenza, ma oggi sembra più l'avvento di una primavera in pensione che la fine dell'estate. Nei rumori che la brezza si porta via lascio le voci dentro la mia testa e, dopo tanto tempo, respiro. Adesso mi godrò una sigaretta, io che non le fumo.
Niente, continuano a mettermi solo ansia. Immergo i piedi nell'acqua per riprendermi, ed una grossa nuvola bianca, per niente minacciosa, riporta i colori alla realtà; il paesaggio abbandona quelle tinte morbide che oggi lo rendono così speciale, ma non basta il cinismo dei contorni netti a spengere la pelle; quella sensazione sempre più rara di sentirsi parte della natura e non personaggi che si muovono al suo interno, dominanti o soggiogati che siano. Mi sento di ringraziare ogni singolo granello di sabbia che resterà indosso e che adesso mi massaggia i piedi con una grazia che non ricordavo.
E mi sconvolge pensare che la sabbia è sempre così morbida e giusta, sono io che non riesco a sentirla. Certo il tizio col cingolato dei gelati ed i Black Eyed Peas a palla si potrebbe anche sparare.

sabato 27 luglio 2019

La sinistra proletaria ed il diritto allo sfavio


Ci avete tolto il gusto del porcamadonna. Perché essere di sinistra è difficile. Cioè, per voi, Calenda&fans, no. Per voi figli d’industriali, politici e notabili vari essere di sinistra è semplicissimo. Quando hai tutto, quando fare concessioni al diverso o allo straniero non costa niente, essere di sinistra è ganzo.
Quando invece fai l’operaio, e nel corso del tempo hai visto questi figli di papà di sedicente sinistra smontarti pezzo per pezzo la vita, contratti del cazzo, diminuzione degli ammortizzatori sociali, fabbriche delocalizzate, crollo del potere d’acquisto ecc ecc, insomma, quando per arrivare a fine mese è dura, essere di sinistra è ancor più dura. Cazzo, è quasi impossibile.
In fondo, la sinistra esiste perché nel mondo ci sono i perdenti. E sono la maggioranza. Solo che alla gente proprio non va di essere classificata come tale. E allora vince la destra, anche se questo significa ammettere che sono davvero in pochi, quelli che ce la fanno. Li legittimate col vostro voto, per non sentirvi dei falliti. E a quelli che invece non importa di rientrare nella schiera dei disgraziati, spesso perdere provoca un piacere sadico. Non c’è vittoria, a sinistra.
Ecco perché era importante poter dire porcamadonna. Il negro lo aiuto sì, però che palle, che c’è venuto a fare qua; lo zinghero mi sta sul cazzo ma anche lui che deve fare; i tossici vanno aiutati ma mi fanno schifo e se schiantano, pazienza. Questo era il necessario sfogo. Perché essere di sinistra è tanto complicato, e c’è tanto più valore se ti posso dare una parte della mia minestra io, anche se la mangerei tutta perché mi sono spaccato la schiena nel campo, che nei cinquanta euro annui che la famiglia Vip-rossa invia ad un bambino in Somalia. E te la do, caro il mi negretto, perché sono di sinistra e allora è giusto lottare e condividere, ma fammi dire porcamadonna vai a lavorare.
Invece no, i perbenisti di fintosinistra ci insegnano che così non va bene. Che dobbiamo dire poverini, che vanno capiti, aiutati ad inserirsi. Ma se non siamo inseriti nemmeno noi proletari! Che infatti poi ci incazziamo, smettiamo di dare l’elemosina alla tipa finto invalida fuori dal supermercato, e a forza di sentirci dire che così non va bene poi alla fine votiamo Salvini.
Eppure noi siamo di sinistra; voi che lo sbandierate tanto, no.

sabato 13 luglio 2019

Polemica misogina del fine settimana


Sono una persona piena di difetti. Badate bene, non voglio dire con orgoglio che sono fatto così e me ne vanto. Tutt’altro, penso d’essere una merda e spesso alcune mie debolezze, specie quando non riesco a gestire i rapporti con le altre persone, mi causano vuoti esistenziali profondissimi. Ci sto male, parecchio.
Però d’una cosa vado molto fiero: policy of truth. Non ho peli sulla lingua, dico quel che penso e faccio quello che dico (e mi garba fare citazioni che non capirete). Di conseguenza accetto ogni giudizio sul mio conto. Quando mi danno di stronzo, tossico, anaffettivo, incapace in qualsiasi attività sportiva e manuale ecc ecc io non me la prendo. E’ la verità, perché dovrei prendermela?* E quando invece mi accusano con palesi invenzioni o mi dipingono come non sono, me ne sbatto; se non sono così, cazzomene?
Ecco perché quel che tollero di meno nel mondo è l’ipocrisia. Oggi ce l’ho con le fiettine. Purtroppo, ogni eccesso è nocivo, e sebbene sia assolutamente d’accordo sul fatto che il trattamento uomo/donna è ancora assai lontano dalla parità, il rigurgito femminista cui stiamo assistendo in questi ultimi tempi è davvero nauseante.
Vengo al dunque: la parità salariale! Giusta, giustissima, ma come mai al mio amico per farsi assumere in un bar è toccato farsi un corso da barman professionale, l’attestato haccp, un mese aggratis “per imparare” e il budello di su madre vestito da pirata (spesa complessiva un millino), mentre alla mia amica è bastato essere gnocca?
E poi, care fiettine che pensate che un bel sorriso e un bel paio di tette vi concedano un lasciapassare per qualsiasi cosa, prima o poi comincerete ad invecchiare. E mentre avrete pensato soltanto a Tentescion Island e alla ricostruzione unghie, magari il vostro collega maschio si sarà fatto pure il corso da sommelier. E sarà fottutamente stracazzo giusto che guadagni più di voi.
E poi, soprattutto, ma quanto siete svilenti per il resto del genere femminile? Regaliamo un paio d’ali ai brutti, che i belli volano già.

PS: prima d'essere tacciato di maschilismo, ci tengo a fare una precisazione (oggi, purtroppo, ho dormito poco e temo di sottovalutare la vostra capacità di discernimento). Le fiettine sono usate solo come paradigma dell'incompetenza. L'esempio potrebbe benissimo valere anche al contrario.


*bonus per i locali. Ad esempio, perchè il signor Tomasi sindaco di Pistoia, fascista, se la prende se lo chiamano fascista? Perché i suoi luogotenenti se la prendono quando poi tra di loro si chiamano "camerata" e fanno le commemorazioni fasciste per i loro cari estinti? Perché v'ho sentito sai, al cimitero a San Rocco. Ridicoli.

Una nuova - vecchia - idea di fascismo

Pezzo che mi son scordato di pubblicare. Ero in ferie alla facciaccia vostra


Avete ragione, quando diciamo che Salvini è un fascista è un’esagerazione. Così come lo era novant’anni fa dare a Mussolini del dittatore sanguinario: all’inizio, fu salutato come un simpatico guascone. Stessa cosa per Zio Hitle; nel 1938, ai Mondiali di calcio, Churchill gli fa addirittura il saluto nazista.
Cosa volete che sia un po’ di sano nazionalismo. Difesa dei confini. Superiorità della razza. Cosa mai potrebbe accadere, e poi ci siamo noi vecchi volponi della politica a tenerli buoni. Previsione un tantinello sbagliata.
La situazione oggi è molto simile: crisi economica, aumento delle disuguaglianze, dissoluzione del sistema di valori e di etica, della morale comune. Quindi, non è che Salvini sia fascista (cioè, sì, e anche della peggio specie, e potete stare sicuri che se mi dovesse attraversare sulle strisce accelererei), è che la storia ci insegna a non sottovalutare certe tendenze.
Ma dopotutto gli italiani hanno qualche problema con la memoria. Ce l’hanno sicuramente tutti quelli sotto al Po che han votato Lega, dimenticandosi che fino a pochi, pochissimi anni fa, questi signori li avrebbero volentieri ridotti in miseria e schiavitù, che parlavano di secessione, di razza padana. Ho ancora il volantino dello Stato Padano, quello che prevedeva l’affondamento dell’Emilia rossa per creare un canale che avrebbe separato ariani e terroni.
Parlavano anche di Roma ladrona. Quella Roma ladrona a cui hanno indebitamente sottratto 49 milioni di euro. Una cifra mostruosa di soldi nostri, per usare il loro linguaggio. Mani Pulite, anni fa, ha spazzato via un’intera classe dirigente perché rubava soldi pubblici. Adesso la si premia con un risultato schiacciante alle elezioni: ma dico, cosa vi è successo?
Poi è venuto per loro il momento di governare. Cioè, di farlo da protagonisti, perché dalla Seconda Repubblica in poi la Lega è stata al Governo più tempo di tutti gli altri partiti. E’ la Lega autrice dell’attuale legge sull’immigrazione, ma di questo ho già parlato allo sfinimento.
Mi dicevo, a questo punto ci renderemo conto che sparano cazzate. Che dopo un anno gli unici risultati che hanno portato a casa sono un aumento del numero d’irregolari e la possibilità di sparare alla cazzo alla gente che s’avventura nel tuo giardino. Eh ma cuota ciento!!1!! Sì, bella merda, grazie davvero raga, per mandare 4 stronzi in pensione un anno prima io ci andrò dieci anni dopo. Davvero grazie. Eh ma la flat tax!!1!!1! Anche qui, bella merda. Questa è una merda talmente grande che hanno tentato d’insabbiarla subito, e tutti, perché questa fa davvero bene ai padroni, di qualunque schieramento siano. La tassa al 15% per le partite IVA sotto i 75000€/anno sta creando un nuovo esercito di schiavi, di datori di lavoro che ti assumono come dipendente, ti trattano come dipendente, però “ti apri partita IVA così paghi meno tasse”, così non hai malattia e altre tutele, però le responsabilità sono tue, caro il mio libero professionista.
Ieri a Radio Capital sento l’intervento di questo tizio che dice “a Caserta i padroni hanno licenziato gli italiani per prendere i pakistani a 2€ l’ora, per forza poi la gente vota Salvini”. Questo ragionamento lo fanno in molti. Mi spinge a pensare due cose: primo, che tante, tante persone sono davvero stupide; secondo, che non sarà certo Salvini a risolvere il problema. Anzi, se non ve ne siete accorti Mattew farà di tutto per alimentarlo sempre di più, perché i padroni abbiano sempre più disperati da sfruttare, sistemi per evadere le tasse, ogni mezzo possibile per ingrassare il loro portafogli. Sapete chi seppe, con grande opportunismo, mettersi al servizio delle lobby dei potenti? Proprio lui, Benny. Perché il fascismo in fondo è proprio questo: far credere al popolo di comandare, mentre sono i padroni che fan la dittatura.

domenica 23 giugno 2019

Sconclusionato odio domenicale


Sto pezzo non ha capo né coda ma oh, m'annoio.

Domenica mattina, pasticceria veneta, ore 8. Sto per andare a lavoro, un lavoro che mi fa pure cacare, e ribadisco l’esser domenica. Il mio umore, già in partenza, non è dei migliori. Le paste, ovviamente, nemmeno. Ho pure dormito poco perché la gioventù del luogo non ha niente di meglio da fare che ritrovarsi in un parcheggio, davanti a casa mia, ad urlare. Ma drogatevi come tutti e non scassate.
La barista, la donna col più alto connubio di puzza sotto al naso e lentezza mai fatto registrare in tutto il mondo occidentale, batte ogni record precedente mettendoci tredici minuti (13) per farmi un caffè. Un caffè. Di Merda. Per 1,10€. In Tredici (tre-di-ci) minuti.
Così ho tutto il tempo di ascoltare le conversazioni delle persone intorno a me. In realtà cerco di evitarlo, anche perché il dialetto di queste persone è terrificante, ma non ci riesco e le loro parole mi entrano nelle orecchie.
La prima cosa che noto è che c’è pieno di donne. Perché sono già in piedi? Perché costringono in piedi pure i loro figli adolescenti? Cazzo, hanno appena finito la scuola, fateli dormire. Poi capisco: tra mezz’ora c’è la messa. Due vecchiette che sicuramente stanno preparandosi per il grande evento parlano del “coraggio” avuto da una famiglia vicina, che ha adottato un ragazzino negro. Bravi eh, hanno fatto bene, però non puoi mai sapere come ti va con “quelli”, perché ce l’hanno nel dna d’essere delinquenti.
Dietro di me, un tizio con la pancia grande il doppio di Galeazzi (avete capito bene: non più grande della pancia di Galeazzi, ma grande due volte Bisteccone stesso) sta spiegando ad un altro come evadere l’Iva assicurando la macchina con targa slovena. “Sì, hanno modificato la legge, han fatto finta di dare una stretta, ma se sai come fare li freghi lo stesso”.
Ecco, il Veneto è tutto qui. Cattolicesimo feroce e persone infide. Allora ho pensato di fare l’identikit del perfetto veneto.
Anzitutto, vota Lega. Perché prima gli italiani. Cioè, per lui l’Italia andrebbe abolita, lui ancora vuole la secessione, s’è speso in prima persona per il referendum sull’autonomia, ma se proprio non ci possiamo liberare dai terroni almeno che ci levino di torno i negri. Possiede un’azienda agricola, tramandata da generazioni e gestita ancora con logiche da latifondo, dove non lavora nemmeno un italiano. “Perché non hanno voglia di fare un cazzo”. Ma non erano i migliori, ma non bisogna preservare la razza? Certo, è infatti per questo motivo che non assumono italiani a 2 euro l’ora e li fanno dormire nelle stalle. Per non maltrattarli. Invece i negri sono peggio delle bestie, li trattano anche troppo bene. Adesso questo simpatico proprietario terriero, sostenitore dell’esistenza di una lingua veneta, proprietario di due fondi in isola a Venezia affittati a cinesi, ce l’ha a morte coi Cinque Stelle (che pure ha votato, quando s’è scoperto lo scandalo dei soldi rubati e l’allora Lega Nord era scesa al 4%), perché impediscono al Capitano di fare la flat tax. Perché tutti i soldi che risparmia schiavizzando dei disperati non gli bastano, vuole pagare meno tasse. Provate a spiegargli che è colpa della gente come lui se ne paghiamo troppe e correrà in casa a prendere il fucile.
La moglie di questo pacato e colto signore è casalinga, ma fa di tutto per tenersi impegnata. I suoi hobby preferiti sono recarsi alle poste e dal dottore negli unici orari in cui puoi andarci tu. Odia visceralmente tutti quelli nati oltre 10 km dal confine dello Stato (padano), molto più forte di quanto faccia il marito. Perché Egli sta tutto il giorno nel campo, a frustare gli operai, è dall’età di sei anni che non vede altro che lavoro e profitto, profitto e lavoro, e sì odia i “diversi” ma spesso lo fa più per sport, per tradizione culturale, che per sentimento autentico. Un po’ come tutti quei vecchi toscani che votavano Pci solo perché si trovavano al circolino Arci a giocare a tressette, ma poi s’è scoperto che erano i peggio fascisti di tutti. La pulizia etnica che m’ispirate, cazzo.


PS: da quanto è sparito Nord, non vi sembra che il nome Lega sia infinitamente ridicolo? Lega di che, di cosa? Lega. Cazzo vuol dire. Niente, come quello che rappresenta.

giovedì 6 giugno 2019

La morte di Carlo Giuliani e le capriole della memoria.


Avevo dieci anni, il 20 luglio 2001. Avevo dieci anni quando ho capito da che parte stare. Quando ho visto i signori in divisa, le forze dell’ordine, quelli che ci dovrebbero proteggere, ammazzare un ragazzo. E fare una mattanza alla Diaz.
Diciotto anni fa eravate contenti che avessero ammazzato Carlo Giuliani. Me li ricordo i vostri commenti. Se l’era meritato, la zecca comunista, e poi aveva un estintore in mano. Avete prima provato ad incolpare i manifestanti, poi siete riusciti a far passare da martire quell’assassino in divisa. Impunito come da copione.
Eppure Carlo Giuliani è stato ammazzato mentre difendeva (in modo, ok, discutibile) le stesse cose che adesso volete voi. Voi che avete brindato alla sua morte, deriso la vita di un ragazzo di vent’anni la cui colpa era avere delle idee. Vi rinfresco un po’ la memoria, giacché con le ultime elezioni avete dato prova di averne bisogno. Cosa dicevano i no global? Quei puciosi di merda sostenevano che il libero mercato avrebbe ucciso la piccola e media impresa italiana; che un Paese che si reggeva sull’unicità e sulla diversità si sarebbe schiantato contro i giganti multinazionali; che il ceto medio sarebbe stato schiacciato dalle logiche di potere; che i ricchi sarebbero diventati più ricchi e i poveri più poveri; che gli organismi di decisione e controllo sovranazionali avrebbero fatto tutto, meno i nostri interessi
Cosa dice adesso il vostro Capitano? Le stesse identiche cose. Eh ma lui le dice bene. Eh ma per me, cari voi che avete esultato per la morte di Carlo, meritereste la stessa fine. Un colpo di pistola in fronte e tanti saluti.

sabato 1 giugno 2019

Nessun futuro senza cultura


Scheletri di capannoni, rifiuti tossici, edifici fatiscenti che diventano riparo per disperati. Questo è quel che ci resta del capitalismo. Questo è quello che significa produrre: lasciare rifiuti alla storia. Ferite all’ambiente e al paesaggio in cambio di effimera ricchezza per pochi, di reale e cruda schiavitù per molti.
Una differenza che si acuisce quando l’industria, inevitabilmente, chiude i battenti. Ai ricchi padroni resta un lauto conto in banca, in alcuni casi con annessa fuga in paradiso fiscale, ai poveri dipendenti la disoccupazione ed un bell’ecomostro vicino casa. E scrivo mentre suonano le sirene per l’allertamento della popolazione, visto che qui a Marghera c’è un serbatoio di ammoniaca interrato che, se scoppia, ci scioglie tutti fino a Padova. Grazie, capitalismo.
Certo, mica possiamo tornare al feudalesimo, un tessuto industriale è necessario per il futuro del Paese: talmente necessario che è in crisi da trent’anni e ve ne rendete conto soltanto adesso. Basta con questa barzelletta della crisi iniziata nel 2008, quella è la data simbolo dell’esplosione di un problema strisciante, radicato nel profondo della società. Un problema partito dalla fine degli anni Ottanta.
Perché il nostro Paese è rimasto indietro, perché ha perso competitività? Perché abbiamo lasciato che fossero gli industriali e i commercianti a decidere. Gli abbiamo permesso di delocalizzare le fabbriche e mandare la gente a casa, gli abbiamo abbassato le tasse credendo che avrebbero investito in innovazione, abbiamo distrutto ogni tipo di tutela contrattuale dei lavoratori, abbiamo fatto condoni su condoni, fiscali ed edilizi. Consentite ad un industriale di guadagnare di più e lui giustamente spenderà più soldi in puttane e cocaina, per gli investimenti sul futuro andavano obbligati. Obbligati, cristo santo.
E la differenza è tutta qui: cosa ci resta? Cosa resterà tra cinquant’anni, sui libri di storia, della Mercatone Uno, della de Tomaso, della Mivar? Niente. Solo capannoni fatiscenti e tutta una lunga serie di torti e delusioni. Costruite le fabbriche, arricchitevi trent’anni e avvelenateci per trecento.
Forse sarebbe meglio costruire le scuole. Una fabbrica di televisioni dura il tempo di un battito di ciglia, una scuola che insegna come produrle e progettarle crea una generazione di persone consapevoli e competenti. Se l’Italia, nonostante la crisi trentennale, ancora oggi rimane uno dei posti migliori del mondo in cui vivere, lo deve all’egemonia culturale che ha esercitato per secoli sul mondo intero. Dopo settecento anni ancora si devono inchinare tutti di fronte ai grandi poeti del Trecento, e lasciamo stare il Rinascimento o facciamo notte. L’arte e la cultura producono ricchezza, una ricchezza immortale, destinata a rimanere nella storia, una ricchezza che migliora le sorti di tutti, una ricchezza sana, non inquinante, che anzi serve da esempio per le generazioni future. L’arte e la cultura hanno consentito all’Italia di acquisire prestigio e potere, ecco perché adesso è veramente spaventosa questa esaltazione dell’ignoranza.
Dopo aver distrutto il tessuto industriale adesso andiamo all’attacco dell’unico settore sano e funzionante di questo Paese. Cioè, l’attacco è cominciato tanto tempo fa, dopotutto i nostri investimenti nel settore sono ridicoli se paragonati con quelli del mondo occidentale, ma partivamo talmente avvantaggiati che ci siamo permessi, per lungo tempo, di non rendercene conto. Ma il dramma potrebbe non essere soltanto economico: in un Paese che non ha identità nazionale, nato per coercizione di un gruppo di notabili, da subito diviso tra un Nord produttivo ed un Sud da sfruttare, l’unico sentimento unitario è l’orgoglio delle cose passate. Uccidiamo anche questo, e poi davvero potremmo diventare un unico grande parcheggio.

lunedì 13 maggio 2019

Sfogo notturno causa eccesso di sobrietà

Ci sono quelle volte che le vostre scelte le capisco. Addirittura quasi le rimpiango, ma solo perché son cinico. E' un modo come un altro per tirare avanti. Perché siamo stanchi, e delusi, e spesso pigri. A volte fragili, e trovano il modo di azzopparti. A volte tutte queste cose insieme ed allora te la vedi pure brutta, magari c'hai solo 10 euro per campare una settimana. E dire che lavori e pure guadagni, ma hai trovato il modo di farti fregare. Ce ne sono tantissimi, il modo in cui il mondo ti frega è un'industria che tira sempre. Cambia ogni giorno perché ogni giorno puoi trovare un modo nuovo per non guardarti in faccia. E poi a me piace cambiare, se c'è una cosa che non mi manda a picco è che lo so, le cose le affronto sempre di faccia. E allora prendiamola tutta, sta merda. Ma no, basta con la pigrizia, è la volontà, la volontà che ci allontana. La volontà di cambiare, di sentirsi insieme così inadeguati ma incapaci di subire, e alla fine di assorbire il sistema, come fate voi. Che v'incattivite sul vostro divano, che siete stanchi, o pigri, o zoppi, o tutte queste cose insieme e finite per reagire nello stesso modo in cui vi fregano, fregando qualcun altro. E allora dovrete smetterla di vedere me come cinico, voi sarete diventati cattivi. Quasi nessuno per scelta o vocazione, per aver ceduto alla pigrizia, ma per necessità, per aver rinunciato non a come avrebbe voluto essere, ma a com'è. Ai sogni, a quasi tutti, quasi tutti finiamo per rinunciare, alla morale no. Alla volontà di difendere la mia morale io non rinuncio. Io rinuncio a questa società che premia i cattivi, gli arrivisti, i leccaculo, i senza scrupoli. Te lo insegnano da piccino, te lo inculcano nella testa da quando sei ancora incosciente, e sempre non per volontà, ma solo perché siete tutti calati in questa società di merda, incapaci di accorgervene o di reagire. E pazienza se per quelli come me non c'è posto, io un posto qui non ce lo voglio.

Rispetto la legge, ma solo quando mi torna comodo


Rispetto delle leggi. A sentire la gente di destra, loro sono quelli ligi al dovere, mentre le zecche comuniste si fanno le canne, non si lavano, e soprattutto vivono sempre nell’illegalità.
Allora, quando la sindaca di un Movimento “non di destra né di sinistra” (quindi, di destra) applica la legge e assegna le case alle famiglie, questi signori dovrebbero ritenersi soddisfatti. Invece no, proteste a non finire, perché “prima gli Itagliani!”. Anche se poi quelli nelle case, comunque, italiani sono. Ma non abbastanza, si vede.
Una cosa che proprio non tollero, e che è tipica di questi fascistelli da quattro soldi, è che non sono in grado di pronunciare correttamente il nome della Patria, di quella che loro sostengono essere la Cosa più Preziosa che esista. Anche Salvini dice “Itaglia”… ma dove cazzo la sentite la G? Ma uno che non riesce a pronunciare correttamente una parola di sei lettere, può fare il Ministro?
In compenso, al Franco Franchi del Governo, Giggino, sembra giovare l’aria di campagna (elettorale). E allora via, la banda degli Honesti caccia Armando Siri, indagato per corruzione. Era già stato condannato per bancarotta eh, ma che vuoi che controllino la fedina penale di un Sottosegretario? Hanno cose più importanti a cui pensare. Lasciamoli lavorare, vedi che pian piano ce la fanno.
Ora, la morte del Compagno de Michelis mi spinge ad una riflessione. La Prima Repubblica fu spazzata via con Tangentopoli. Giusto, rubavano e pagarono il conto. Ma sbaglio o è stato accertato che anche la Lega ha rubato soldi pubblici? Non è esattamente la stessa cosa? Come mai adesso ci va bene?
Ma soprattutto, come mai va bene ai Cingustarz, i paladini della trasparenza? Come, fate tutto questo puzzo per il presunto conflitto d’interessi del babbo di Renzi, dite chi ruba deve pagare, e poi andate al Governo con dei ladri conclamati?
Ma si capisce, devono essere un po’ confusi. Dopotutto, è difficile schierarsi così duramente contro il conflitto d’interessi quando loro ne sono l’esempio più fulgido. Per chi non lo sapesse, ogni Parlamentare giallovestito versa ogni mese 300€ del suo stipendio (quindi, per usare il loro linguaggio, dei soldi NOSTRI!!1!1) ad un’azienda privata. Privata! Che non s’è ancora capito bene cosa faccia, se non arricchire il signor Casaleggio coi soldi pubblici.
Allora, per nascondere queste evidenti falle nel loro sistema, le devono sparare sempre più grosse. La foto di Salvini col mitra è uscita quando s’è scoperto del troiaio di Siri, per esempio. Le grandi battaglie Honeste sui costi della politica fanno davvero ridere. Grazie al taglio dei vitalizi il Compagno de Michelis è morto in condizioni difficili, lui, che al vostro cospetto era un Gigante, uno che da Ministro degli Esteri ci ha permesso di essere rispettati in tutto il mondo (Sigonella vi dice niente?), non come quell’ameba deficiente di Moavero che non s’è prodigato nemmeno in una parola di cordoglio.
Tuttavia la macchina di propaganda non si ferma. Ieri Facebook ha bloccato decine e decine di pagine a sostegno filogovernativo perché ricettacolo di fake news e altre amenità. Ma non basta, loro sanno spettacolarizzare. Ti fanno passare il taglio dei vitalizi come la panacea di tutti i mali. Ti tolgono la povertà con 40 euro. Sparano addosso ad una proposta di Zanda dicendo che serve ad aumentare gli stipendi dei Parlamentari, e invece non è vero un cazzo di niente, l’idea era quella di legare i rimborsi alle presenze, di modo che chi si fa eleggere e poi non si presenta mai (capito Matthew?) becca meno soldi. Lapidato sulla pubblica piazza, tanto quell’idiota di Zingaretti sta zitto, nelle ultime due settimane s’è sentito solo per dirsi contrario alla legalizzazione delle droghe leggere. Genio vero.

sabato 20 aprile 2019

Sono stati i zingheri


Siamo tutti tolleranti. E siamo tutti razzisti. Ma più di ogni altra questione, siamo tutti ipocriti. Che è la cosa che mi fa incazzare di più.
Che è il motivo per cui le persone che tollero, e che mi tollerano, sono assai poche. Provo a spiegarmi.
Io sono razzista, e parecchio, come tutti voi: lo siamo nei confronti di ciò che consideriamo “diverso”. E’ questo il grande dibattito. E’ per questo che “prima gli italiani dei rom” è una stronzata colossale; perché quei rom cui assegnano le case popolari sono italiani, e dunque hanno, ai sensi di legge, tutti i diritti di cittadinanza. Dire che non sono italiani come noi non serve a niente, rifarsela con loro non serve a niente. Dovreste chiedere ai politici, a quelli che avete votato, di modificare la legge. Cioè di rifare delle leggi razziali.
Dunque, cari miei che vi sentite più italiani di altri, cos’è un Italiano? Sappiamo che la cittadinanza, a vostro giudizio, non basta. Eppure è quello dice la legge, e voi che vi sgolate perché venga applicata non riuscite a rendervi conto del corto circuito mentale nel quale incappate.
“Eh ma insomma dai come fai a dire che gli zingheri sono come noi? Tu ti sentiresti sicuro ad averceli nello stesso palazzo?” Allora, no. Non sono come noi. Ma nemmeno io lo sono, la sola idea d’essere considerato uguale ad un padano cerebroleso leghista mi fa orrore. Tutti abbiamo pregiudizi nei confronti dei rom, ed evidentemente, se è un sentimento così diffuso, avrà pure un fondo di verità. Ma giacché vi considerate superiori in quanto “civili”, dovreste avere la capacità di discernere, dovreste applicare l’unica vera e sana distinzione, quella tra persone perbene e teste di cazzo. Pacciani e i compagni di merende mi sembrano 100% italiani, eppure…
“Eh ma diamo le case a chi non le vuole, loro per cultura sono nomadi”. Altra cazzata tipica, figlia dell’equazione rom = giostrai. Tanto per cominciare, se uno la casa non la vuole la rifiuta, e poi ormai i rom sono stanziali da generazioni. Vedete per caso in giro carovane di roulottes zingare? Non mi pare. E state tranquilli che quelli che fanno i giostrai della casa popolare non  ne hanno bisogno, perché loro sì che sono nomadi, lo richiede il lavoro che fanno, e poi vivono in case viaggianti che a confronto con  le abitazioni messe a disposizione dai Comuni sono degli alberghi di lusso.
Avete mai perso il posto di lavoro in favore di un rom? Avete mai subito angherie da parte di un rom? O la cosa peggiore che v’ha fatto è stato non farvi lo sconto al terzo giro di macchinine a scontro?
Ridicoli.

sabato 30 marzo 2019

La sinistra dei figli di papà: o finti fricchettoni, o finti Berlusconi, comunque ci state sui coglioni.


Quando fate i no global con le Nike, mi fate incazzare. Non voglio dire per forza che vi dobbiate fabbricare da soli i vestiti o comprare degli stracci osceni al mercato equo e solidale, no, chiedo solo coerenza. Nella fabbrichetta di Monsummano che la globalizzazione sta mandando in fallimento, le dovreste comprare, le vostre scarpe: questa sì che sarebbe una scelta alternativa e giusta.
E mi fate incazzare pure quando fate i fricchettoni integralisti. Quando blaterate di rivoluzione sociale ed uguaglianza. Perché ve lo potete permettere, mentre in Piazza Verdi comprate del fumo da un negro e pensate “poveretto chissà quanta sofferenza”; per voi invece dev’essere stata dura rinunciare al paio nuovo di Birkenstock pur di andare allo Sziget, nelle vacanze dalla vostra durissima laurea al Dams, fuoricorso da tre anni, appartamento pagato. Come sarebbe bello il mondo se tutti potessimo vivere come voi. Avete ragione, cazzo. Peccato che l’uguaglianza tenda ad abbassare il livello, non ad alzarlo. E sono convinto che invece d’essere tutti egualmente proletari, con l’affitto da pagare ed il mal di denti, perché col cazzo che ti puoi permettere il dentista, ve ne tornereste ad arroccarvi nei vostri manieri ed a votare lo scudo crociato.
Quel che non capite è proprio questo, chi vive al di fuori di questo vostro mondo meraviglioso vi ha in odio profondo, anche se magari condivide i vostri principi. Ma siete una delle tante cause per cui tante persone di sinistra son finite per votare altrove. Fate incazzare. E’ chiaro che un operaio ha interesse a migliorare le proprie condizioni, ma non vuole che le sue battaglie vengano portate avanti dai figli di Confindustria: suona falso. Sia che siano vestiti di stracci, sia che si atteggino da eurocrati in giacca e cravatta.
Abbiamo bisogno che la politica torni ad occuparsi del Paese reale; un mantra che i penosi rappresentanti della sinistra ci ripetono allo sfinimento. Ecco, allora andate a casa e lasciate la vostra poltrona a chi s’è fatto vent’anni di fabbrica. Il segretario del Pd lo voglio laureato in Storia, o Filosofia, e con una bella dose di precariato e lavori di merda alle spalle. Uno che sappia cosa voglia dire barcamenarsi nello schifo di Paese che ci avete confezionato voi, dai vostri comodi scranni ben pagati. Uno che abbia il coraggio di schierarsi, di essere fieramente di sinistra: per esempio, che dica chiaramente che in Venezuela è in atto un colpo di Stato appoggiato dagli Usa; che si lanci in una politica veramente ecologista; che rilanci la battaglia per i diritti di tutti. Che dica, semplicemente, “chi ha di più paga di più”, che parli di lavoro, di eguaglianza sociale, non di impresa, di rilancio delle imprese, di aiuti agli imprenditori: fai pagare meno tasse ad un imprenditore e lui spenderà i soldi in più in puttane e cocaina, o li porterà in Lussemburgo, o qualsiasi altra cosa ma di sicuro non aumenterà lo stipendio ai suoi dipendenti.
Ecco perché non può andarci bene la deriva che ha preso il centrosinistra negli ultimi anni: perché è centro destra. Ma se il resto della sinistra è formato dall’esercito di incoerenti personaggetti di cui parlavo all’inizio, stiamo freschi. Ci attende una lunga fase di leghismo al Governo, sostenuto da tanti ex comunisti incazzati; si potrebbe obiettare che chi si professava comunista e ora vota Salvini si è semplicemente smascherato, vuol dire che non è mai stato davvero di sinistra. Ma servono anche i loro voti, maledetti snob del cazzo del Pd.

giovedì 28 febbraio 2019

MOGOL HAI ROTTO I COGLIONI


Mogol ha 82 anni. Perché non è in pensione? Perché deve esistere in Italia, sempre e per tutte le categorie, la distinzione tra normali e celebri? Mi sembra che a 67 anni, se sei un NIP (non important paraculo), ti mandino in pensione per forza.
Cosa consente al signor Rapetti di presiedere la Società Italiana Autori ed Editori nonostante alla sua età le persone siano più impegnate a lottare contro l’invecchiamento (e tutto quel che ne consegue) piuttosto che per i diritti d’autore?
“E’ stato il più grande paroliere italiano” direte voi. Pfui, rispondo io. A parte che decisamente non è vero, perché la summa di tutti i testi di Mogol non vale un appunto scritto da Battiato su un fazzoletto in un bar, e certo non finiranno mai sulle antologie come quelli di Guccini, ma poi chi l’ha detto che questo ti trasformi automaticamente nella persona giusta per una carica?
A me, sentire che il Presidente della Siae “ascolta pochissima musica” e “non ha visto SanRemo” fa rabbrividire. Basta pure per chiederne le dimissioni, a dirla tutta.
Mogol, hai rotto i coglioni. Hai 82 anni ed è evidente che tu stia rincoglionendo; cioè, un coglione fascista lo sei sempre stato, ma prima stavi attento a non darlo troppo a vedere. Vabbè che ora va di moda, ma insomma… Non esagerare, Giulio.
Eppure, questa vicenda mi sembra lo specchio perfetto dell’Italia. Vince il Festival un ragazzo italiano, e tutti a gridare allo scandalo perché ha origini egiziane. Non mi sembra che quando El Shaarawy segna con la Nazionale il pubblico non esulti. Non mi sembra ci siano state rivolte popolari contro le vittorie al Festival di Anna Oxa. Ah già, lei ha un colore della pelle più accettabile, e poi è (era) gnocca.
Le soluzioni a questa rivolta dell’opinione pubblica sono state: intervento di Ministri del Governo per dire che si deve far scegliere il vincitore solo al televoto (hanno parecchio da fare i nostri governanti a quanto pare), così che si possano riapprezzare Marco Carta e Valerio Scanu come massimi rappresentanti della canzone italiana; altro intervento governativo per imporre un 33% di musica italiana nelle radio.
A parte che dai rilevamenti emerge che già il 45% della musica che passa parla la nostra lingua, visto che  questo ipotetico provvedimento nasce come reazione allo scalpore suscitato da una canzone italiana cantata da un neGro, cosa dobbiamo intendere per musica italiana? Cantata nella nostra lingua oppure eseguita solo da persone autoctone? Cioè, per capirsi, Sting che canta in vernacolo senese è meno italiano dei Lacuna Coil che cantano in inglese? O viceversa? Perché fatico a comprendere.
E più di me, fatica Mogol. Che si è ovviamente detto d’accordo, perché più roba italiana passa e più lui è un bel presidente! Ma soprattutto più gli si gonfiano le tasche. Si sgonfieranno invece le tasche di quelle radio, non poche, alcune storiche e con davvero una bella programmazione, che mandano già solo musica italiana. Perché la devo imporre anche agli altri? Non siamo nel libero mercato, non siamo il grande Occidente, la patria della libertà? Se non ti piace quel che passano le radio, comprati dei cd. Questo sì che aiuterebbe gli artisti.
Poi, chi lo stabilisce cosa trasmettono le emittenti radio? Le major discografiche. Dunque io mi dovrei sentir propinare la peggio merda che esce dai talent (leggetevi una recente intervista a Red Ronnie sull’argomento, se apro sta parentesi facciamo notte) perché così incassate? Prendete sti regazzini, gli fate stampare un paio di singoli e poi li buttate via. Poi ci lamentiamo della qualità della nostra musica.

PS: Soldi di Mahmood è la canzone italiana più ascoltata di sempre su Spotify. Un successo clamoroso, al pari di Occidentali’s Karma (povero Gabbani, anche lì dovremmo aprire una parentesi sugli “uccisi dalle case discografiche”, ma vi basti guardare la faccia di Roberto Angelini quando gli rammentano Gatto Matto per capire tutto). Dunque la giuria di qualità non aveva tutti i torti. C’era Mauro Pagani ragazzi, altro che Mogol. Uno è un musicista, l’altro un vecchio demente.
PPS: la canzone di Ultimo è ributtante. Oscena, banale e nemmeno orecchiabile. La questione non è “come mai non abbia vinto” ma “come cazzo ha fatto ad arrivare secondo”. Come dite? Con i voti delle regazzì e con quelli dei call center comprati dalle case discografiche? Eh ma tanto il prossim’anno tutto al televoto, così sarà meglio. Ecco, mentre sto bimbetto (ma chi cazz’è poi) se ne stava a piagnucolare in sala stampa, io sognavo che la Bertè entrasse e lo incenerisse sputando fuoco dalla bocca. O che Silvestri, Rancore e Ghemon lo corcassero di mazzate.

venerdì 1 febbraio 2019

La casalinga di Marghera ed il cattolicesimo travisato


Dio stronzo. Sì, è una bestemmia, ma è anche la verità: il Dio dei cattolici è stronzo. E’ un Dio cattivo, vendicativo, di cui avere paura. Non vuole che tu ti goda niente della vita e che tu abbia altro in testa all’infuori di Lvi. Chiaro che poi dentro a sti poveri fedeli cresca la rabbia, e che esploda in manifestazioni di stupidità ed incoerenza uniche. Perché, per credere in un Dio così tanto stronzo, non si può essere intelligenti.
Ecco allora che non mi stupisco quando leggo i fan di Salvini, che del cattolicesimo fa una delle sue armi elettorali preferite, gioire per i neGri morti in mare. Eppure il loro messia diceva “ama il prossimo tuo come te stesso”. E’ una contraddizione talmente elementare che ve la saprebbe smontare anche Maurizio Gasparri.
Sono così poco intelligenti, i cattolici, che arrivano a sostenere che i tizi che vengono dalla zona del loro Messia siano inferiori. Sì, gran parte della colpa è di Zeffirelli, un altro che proprio una cima non era, se le massaie pensano che Gesù sia alto bello biondo. Alto bello biondi occhi celesti puppapperaaaaaa.
E poi, ignoranza e fanatismo religioso, da sempre e dovunque, vanno a braccetto. Ecco perché noi toscani siamo credenti all’acqua di rose (quando lo siamo), ed a certe questioni diamo un peso relativo. Ma da quando mi sono trasferito in Veneto, dove invece le Chiese a messa son sempre piene, la realtà mi si è parata davanti con dolore.  Prendiamo una casalinga di Marghera, cinquantenne, che ha finito le superiori a calci in culo, senza imparare assolutamente niente. Sposata con uno zubo indecente che lavora ventisette ore al giorno, di cui sedici da ubriaco, la povera massaia trova consolazione solo nel Cristo. E nella tv, e chi c’è SEMPRE in tv? Salvini. E Salvini le sembra la versione più ricca, più giovane, più bella, e forse leggermente (leggermente) meno grezza del marito. E siccome anni e anni di messa le hanno insegnato ad essere sotto-messa alla figura maschile, ecco pronta la migliore fan possibile del Matthew.
Poi, adesso queste signore hanno accesso ad i social network, quindi la loro valvola di sfogo si è ampliata incredibilmente: se prima si limitavano ai circoli parrocchiali ed alle sedute dalla parrucchiera, dove al limite erano in dieci a dire le stesse robe, e dove se trovavano un prete decente rischiavano anche di prendere dei sonori vaffanculo, adesso il mondo è la loro piazza. E queste povere casalinghe venete possono fare rete, sentirsi unite nel nome del Cristo e del Matteo, e sfogare tutta la loro rabbia.
Che è enorme, cieca, frutto di una vita vissuta nella paura, nell’autoconvinzione di dover servire, di essere inferiori, di peccare senza rimedio. Perché solo una rabbia enorme può essere così irrazionale. Solo una rabbia enorme può spingere un cattolico a dichiararsi tale e contemporaneamente scagliarsi contro i principi della sua religione.
Ma non temete, noi che credenti non siamo ci segneremo tutti i vostri commenti sui social, ed il giorno che questo Governo verrà rovesciato dal popolo (se pensate che concederanno libere elezioni tra quattro anni siete proprio ingenui) vi verremo a cercare casa per casa. E non avremo rispetto dei valori cristiani che voi stessi state infangando.

venerdì 18 gennaio 2019

Quando Corallo insultò Burioni. Un breve discorso, una lunga agonia.


QUESTO ARTICOLO PARLA DI ROBA VECCHIA, HO ASPETTATO UN PO' PERCHE' INFAMARE IL PD E' COME SPARARE SULLA CROCE ROSSA.

Dobbiamo andare oltre Renzi. Dobbiamo guardare al futuro. Dobbiamo rinnovarci. Questo è il mantra che chiunque sia vicino al PD (membri del partito, tesserati, semplici simpatizzanti) ripete ossessivamente dalla sconfitta elettorale, mentre il partito continua a perdere voti.
Adesso che dovremmo essere vicini ad una svolta, sono partite le grandi manovre. Poco m’importa sapere chi sarà il prossimo segretario di un partito che non voterò, ma giocoforza sono costretto a guardare a questa faticosissima ricostruzione perché, se vogliamo che la sinistra non sparisca del tutto dal Parlamento, tocca inevitabilmente sperare che qualcosa di buono esca fuori dal PD.
E questo sicuramente NON è Dario Corallo. Perché nonostante tutti siano d’accordo sul fatto che Renzi va messo a riposo, dal comunque meno antipatico dei Matteo nazionali hanno ereditato la straordinaria capacità di pretendersi infallibili. Sono tutti lì a dire “eh ma Renzi s’è inimicato la gente perché è presuntuoso ed arrogante, non chiede mai scusa eppure ha sbagliato tante volte” e adesso che un coglione si lancia in una polemica sterile soltanto per farsi pubblicità ecco che tutti si ergono in sua difesa.
Allora o non avete capito nulla, o lo fate apposta, e davvero non so cosa sia peggio. Se non vi levate quella puzza sotto al naso e l’idea d’essere più infallibili del Papa siete destinati a soccombere. Avessi sentito UNO, tolto il povero Vittorio Zucconi, dire “Corallo, la tua stronzata l’hai detta, ora torna a cuccia e chiedi scusa a Burioni”. Al di là del capolavoro albertosordiano di additare la presunta saccenza & arroganza dell’immunologo con saccenza & arroganza, ma che bisogno c’era? Invece niente, tutti a levare lo scudo in difesa del giovane e coraggioso compagno. Perché uno del PD non sbaglia mai.
Dopo la sconfitta di Rutelli, Nanni Moretti disse “con questi dirigenti non vinceremo mai”. Si sbagliava, ma solo perché dall’altra parte facevano talmente tanto schifo che una volta, per miracolo, abbiamo rivinto. Adesso invece ci siamo assicurati la sconfitta per i trent’anni a venire. Ma voi siete sicuri d’essere un partito di sinistra, anzi il grande partito di sinistra, con Minniti e Calenda? Con gente che ha fatto sentire a D’Alema, MASSIMO D’ALEMA, IL PIU’ GRANDE ALLEATO DI BERLUSCONI, l’esigenza di spostarsi più a sinistra?!?! Ma siete stronzi, imbecilli, fascisti o tutti e tre?
Di sicuro siete snob e presuntuosi. Anche in queste schermaglie per la scelta del prossimo leader, si parla solo dei volti, e mai dei programmi. Come se fosse un’elezione dei candidati M5S. (Questa è una grande vittoria del berlusconismo, e la dimostrazione che ormai il pensiero di Berlusconi, anzi l’assenza di pensiero, è sopravvissuto al suo creatore). Ma davvero non avete niente di meglio da proporre? Ma che non ce l’avete uno con le mani spaccate dal lavoro, siete tutti per forza in camicia bianca? Fin quando non capirete che è colpa vostra se gli operai sono finiti nelle mani di Salvini, dovete solo fare silenzio.
Perché non c’è cosa che fa più rabbia, a chi non arriva a fine mese, che sentirsi dire come deve campare dal solito finto fricchettone col babbo avvocato. Madonna se avete scartavetrato i coglioni.