Quasi ogni mattina faccio colazione alla pasticceria sotto
casa. Ci sono due bariste che si alternano, una tristemente nota come La Lenta.
Stamattina toccava a lei. C’era inoltre la Mamma Borghese con Cayenne intenta a
scegliere 124 paste per chissà quale ricorrenza; alle 8 di mattina, lei che ha
tanto da fare. Insomma, s’è accumulata una discreta fila. Ad un certo punto il
Tizio Intelligente svicola e passa davanti a tutti; l’ho visto sorridere
compiaciuto. Che misera esistenza.
Con la stessa cadenza mi faccio 40 km di SS309 Romea per
andare a lavoro. Trattasi di statale a una corsia, lunghissima, drittissima,
trafficatissima, pericolosissima, piena di mezzi pesanti ed agricoli. Si forma
un’unica interminabile colonna di ogni genere di veicoli, e l’unica è starsene
lì sperando che la velocità media non sia clamorosamente bassa. Eppure, tutte
le cazzo di volte c’è un Tizio Intelligente, sempre e comunque su macchina
tedesca, che ti si mette al culo, sfanala e manda affanculo finché non riesce a
piazzartisi davanti. Giusto davanti a te, perché più in là non c’è verso d’andare.
Rischiare la propria e l’altrui vita per guadagnare cinque metri d’asfalto. Che
misera esistenza.
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