giovedì 28 novembre 2019

Io me ne vado

del Ciarlatano
io me ne vado.
attraverso un labirinto con muri fatti di ideologie
vado oltre l’orizzonte per vedere quanti morti ha fatto il mare.

Voi restate qui per carità che le navi son troppo piene di vuoto
incolmabile

per capriccio o per semplice inganno naufragano dei corpi
troppo piccoli per essere vivi

sarebbe bello vedervi finire
sarebbe bello potervi ignorare
sarebbe bello potervi odiare
senza però aver paura di morire

m’auguro i vostri pensieri notturni restino gli incubi che di giorno acclamate


mostri! mostrate quello che i miserabili priori mormorano
magari la morte e i martiri che tramano.
ma voi tremate; e tra terrori e terremoti
trovate il terreno fertile per tramutarvi in morti viventi

senza provare vergogna ridete ridete e ridete ancora 
perché la vita è un sogno
perché la vita è bella
ma la guerra non è un gioco anche se voi siete solo pedine

meritate quello che avete
anche se tra ori e ornamenti, adorate chi non conosce rispetto
 persone di sabbia, cenere e violenza
persone fatte di sangue secco, sanguisughe sazie di siero
fagocitate feti, fermamente convinti che fuori piove ed è colpa di altri
votate di far piovere bombe 

plasmati dalla noia, creati per annoiare, messi al mondo per occupare lo spazio di un innocenza ormai naufragata
su questo museo ormai chiuso da tempo, dove il futuro si abbatte senza pietà
un futuro talmente incerto che prende spunto dal passato.

avete paure, non dormite se no per riposare
cannibali di voi stessi, cospargete di egoismo il mondo pur di morire il più tardi possibile.

mostri, solo mostri. Testimoni fasulli, testi slavati da infausti tempi 
senza far male a nessuno tranne che al prossimo.

non avete niente da dire
non avete niente da mostrare
non avete nulla da sapere
non avete nulla da perdere
non avete nulla
siete ancora meno.

io me ne vado dal vostro pensiero, voi rimanete in trappola
voi rimanete qui a mangiare carne di uomo
voi rimanete qui a morire
voi rimanete qui a sbavare su speranze sbiadite sbandierate da sbandati.
mentre le badanti dell’est bramano una vita
mentre i braccianti del sud credono che le catene si siano rotte 
mentre i veli cadono voi vi voltate 

i veli cadono 
veli pesanti
pieni di idee e capelli che profumano di spezie dell’est
con essi cade piombo e fuoco
sale e acqua

abbandonatemi qui con gli esclusi
abbandonate il mondo vi prego
abbondate con la vostra assenza
abbiate pietà

io me ne vado adesso e per sempre
a piangere, vivere, sorridere e morire
a chiedersi il perchè

voi no
voi rimanete pure qui a sparare su chi è già morto.

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