giovedì 31 ottobre 2019

LEGALIZZATELA


Sono rimasto dieci giorni in silenzio, a leggere i commenti abominevoli della gente perbene sulla morte di Erika. Vergognosi sciacalli, personaggetti infami che non aspettano altro che poter liberare la frustrazione delle loro merdose esistenze sugli altri. Ma non starò qui a dilungarmi oltre su quello che penso di loro, a parte che mi garberebbe vederli schiantare tra sofferenze atroci.
Quando ho parlato del caso di Erika con le persone di cui ho stima, chiedendo loro quando smetteremo di far morire i deboli, gli ingenui, i più fragili, solo per far stare bene chi ha il culo al posto del cuore, tutti m’hanno dato la stessa risposta: “non sarà l’ultima”.
E infatti, qualche giorno dopo, in altro contesto e in modo ancor più violento, è Luca Sacchi a rimetterci la vita. Un ragazzo, ucciso da due ragazzi. La dinamica ancora non è chiara, ma sembra proprio che il movente di tutto sia una partita di droga, quale essa sia. E giù di nuovo il popolo dei perbenisti a sgolarsi con la retorica, certo in modo più garbato perché lui almeno è un uomo, e poi s’è difeso.
Ma il succo è: adesso basta. Basta basta basta. Basta. L’unico argomento tollerabile se volete parlare di droga è la necessaria, urgente, non rimandabile legalizzazione totale. I vantaggi sono così tanti e così evidenti che non serve nemmeno starli ad elencare. L’unico motivo per cui non ci si adopera in quella direzione è che il mercato nero degli stupefacenti costituisce una delle maggiori fonti di guadagno della criminalità organizzata.
Quindi, tutti voi che siete contrari, siete complici della mafia. Siete degli omertosi, siete dei mafiosi, e meritate di marcire in galera, a riflettere su tutte le morti che avete sulla coscienza.

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