Stamattina ho fatto tardi a lavoro. La pasticceria era
intasata di negri al cellulare (rigorosamente ultima generazione) che tentavano
di spacciare, non si riusciva ad entrare.
Quando infine ho preso il caffè, uscendo mi sono accorto che
uno zinghero stava sgommando via con la mia macchina.
Allora ho preso il bus, anche se l’autista negro sembrava
volesse tirar dritto e alla fine m’ha aperto bofonchiando “bianco di merda”, e son
dovuto rimanere in piedi perché tutti i posti erano occupati da negri giovani,
atletici e chiaramente spacciatori. Poi è salito il controllore, anche lui
negro, che nonostante avessi timbrato il biglietto m’ha fatto la multa perché non
avevo il documento dietro. Gli ho spiegato che m’avevano rubato la macchina col
portafogli dentro, m’ha riso in faccia.
Finalmente arrivo a lavoro, e quel negro del mio capo mi fa
un cazziatone per il ritardo, poi mi dice “tanto non mi servi più, porta via le
tue cose”: nel mio ufficio adesso c’è un negro.
Torno a casa, e qui la ciliegina sulla torta: la Boldrini c’ha
fatto buttar dentro una quarantina di negri, che a turno sodomizzano lei e la
mia compagna. Mi dicono entrambe “vattene alla mensa della Caritas, microdotato
e microcefalo”, ma anche lì mi respingono perché non sono negro, o almeno marroncino, o zinghero.
Maledetti negri, m’hanno rovinato la vita.
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