venerdì 2 agosto 2019

Ultimi sussulti di un'estate bizzosa


Marina di Castagneto Carducci - 27/09/2016

In spiaggia addirittura si suda, il mare più invitante che abbia mai visto qua mi fa sentire stupido: non ho portato il costume.
Intorno solo vecchie di varie nazionalità, il trio di milanesi parla di ogni ristorante/bagno/pensione in un modo che fa capire quanto siano avvezze alle vacanze a Donoratico; certo, io che conosco il posto da quando sono nato potrei intervenire diffondendo succulente notizie e pettegolezzi, ma mi limito a sorridere sornione.
Continua ad arrivare gente, la famiglia di asiatici si tuffa e la invidio. Dietro, la gente ancora pranza, al ritmo lento che solo un martedì di ferie autunnale sa regalare. Quel ritmo che dovrebbe essere proprio di ogni vacanza, e che invece la nostra frenesia ha voluto cancellare, relegandolo alla rarità dei 30 gradi alle porte di ottobre.
Questo mare è veramente troppo liscio e blu, come se fosse profondissimo da subito, e il rumore della risacca misto alle ciarle multilingue (milanesi a sinistra, tedesche a destra, giapponesi davanti) si porta via le ultime resistenze dei miei intenti iniziali; volevo scrivere di decadenza, ma oggi sembra più l'avvento di una primavera in pensione che la fine dell'estate. Nei rumori che la brezza si porta via lascio le voci dentro la mia testa e, dopo tanto tempo, respiro. Adesso mi godrò una sigaretta, io che non le fumo.
Niente, continuano a mettermi solo ansia. Immergo i piedi nell'acqua per riprendermi, ed una grossa nuvola bianca, per niente minacciosa, riporta i colori alla realtà; il paesaggio abbandona quelle tinte morbide che oggi lo rendono così speciale, ma non basta il cinismo dei contorni netti a spengere la pelle; quella sensazione sempre più rara di sentirsi parte della natura e non personaggi che si muovono al suo interno, dominanti o soggiogati che siano. Mi sento di ringraziare ogni singolo granello di sabbia che resterà indosso e che adesso mi massaggia i piedi con una grazia che non ricordavo.
E mi sconvolge pensare che la sabbia è sempre così morbida e giusta, sono io che non riesco a sentirla. Certo il tizio col cingolato dei gelati ed i Black Eyed Peas a palla si potrebbe anche sparare.

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