-Ma ti piacerebbe fare il critico?-
Certo, mentre faccio l'ennesima
recensione dissacrante dell'ennesimo disco indie plasticoso, è una
domanda legittima. Ma no.
-Per fare il critico devi avere un'alta
considerazione di te stesso. Non mi pare proprio il caso-
-Ah beh scusami, mi pareva-
-Non devi scusarti- a sto ragazzo gli
metto un po' di soggezione, lo so; la metto spesso a quanto pare. Non
vorrei. Cioè, a sto giro sì, ma in linea di massima vorrei essere
più gentile e meno cinico (ed avere uno stile migliore che mi
consenta di scrivere roba meno merdosa di “in linea di massima”).
Meno grigio, con lo sguardo di traverso e la bocca che sa di fiele.
-Me l'hanno già chiesto in diversi. Ma
io non voglio essere critico, solo sarcastico. È il modo che ho per
affrontare sta merda di mondo-
-Capisco-
E invece no, perché tu, pischello
intimorito dalla mia età, da quel che facevo alla tua, dai segni che
m'ha lasciato addosso, tu, maledetto pischello, ce la fai ad essere
gentile. Ci vuole una forza assurda per non farsi sbranare dagli
insicuri in cerca di rivalsa. Spesso sono sarcastici.
Che venga da qui la vostra
insopportabile rassicurante flemma? Cioè voi vi bastate?!
Io no, io cazzo no, ho bisogno di competere e, se non di vincere,
quantomeno di sapere che ho qualcuno da schiacciare.
Direte
sei invidioso. No. Sono competitivo, ma non invidio. Perché non sono
interessato ad avere di più. Qui nasce il mio dolore, sono
battagliero ma poi alla fine non m'interessa quel che vinco; ho
trovato il modo di mettermelo comunque in culo. Mi sento dilaniare
tra questa indole da gara, retaggio di una cultura che non apprezzo,
ed appunto il disprezzo per quel che si vorrebbe ottenessi. Corro
senza meta ormai da anni, ne ho combinate tante ma sono orgoglioso di
non avere imparato niente, almeno quando ve le racconto ci fate due
risate, invece di pensare “mamma questo che palle, si crede il
Messia”. Adesso però sono stanco di saltare sui treni in corsa,
leccarmi le ferite quel tanto che basta per reggermi in piedi e
cambiare di nuovo strada. È stato bello, ho vissuto tante vite.
Adesso voglio la mia.
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