mercoledì 6 giugno 2018

L'uomo che aveva smesso di sognare. 15/04/2014

L'uomo che aveva smesso di sognare giocherellava con l'evidenziatore. Ancora una volta si era dimenticato di portarsi qualcosa da leggere, per far scorrere la normale noia del suo normale lavoro. Era infelice, l'uomo che aveva smesso di sognare, proprio a causa della mancanza di sogni: non aveva più ambizioni per sé o fiducia nel prossimo, e non sognava nemmeno la notte. L'uomo che aveva smesso di sognare viveva per inerzia, in un costante immobilismo dal quale non riusciva ad uscire, perché per scuotersi ci vuole un motivo.

L'uomo che aveva smesso di sognare era anche angosciato: lui che era stato un sognatore di prima grandezza, un'immaginazione anche troppo fervida, adesso sentiva solo le pareti vuote della sua mente. Dicono che in casi del genere succeda sempre così. L'uomo che aveva smesso di sognare stramalediva le donne, il tempo ed il governo, ma in fondo sapeva che la colpa era soprattutto sua, che ognuno ha un numero limitato di sogni e che non bisognerebbe bruciarli tutti per incostanza, per pigrizia o per sfortuna. Questo lo deprimeva ancora di più.

L'uomo che aveva smesso di sognare si sentiva solo, e dire che accanto aveva un'anima bella, un'anima di sognatrice capace, qualche volta, di riaccenderlo, di trasferire a lui non i suoi sogni, ma la speranza di sognare ancora. Era stupendo. Peccato che l'uomo che aveva smesso di sognare, a ben vedere, stesse in realtà togliendole quella capacità. Non sognava mai, e lei doveva spendere le sue energie per i suoi sogni, e per aiutare lui a riscuotersi. Si sarebbe bruciata, l'uomo che non sognava mai lo sapeva ma non ce la faceva a dirglielo, lei che era rimasta incantata dai sogni che le dipingeva ancora ne sentiva forte il ricordo, ancora sperava di sentirlo sognare di nuovo.

Guardava fuori, l'uomo che aveva smesso di sognare, guardava una giornata frenetica di rate da pagare, pacchi da consegnare, cantieri da finire, e non provava più empatia per i lavoratori come lui, non lottava più per migliorare il mondo circostante; anzi cambiava idea di continuo, salvo poi arrabbiarsi per la sua incoerenza. L'uomo che aveva smesso di sognare non riusciva nemmeno a diventare opportunista.

L'uomo che aveva smesso di sognare aveva perso anche la dignità. L'uomo non era più.

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