È passato un anno, egregio sig. Vannucci, ma del vento del
cambiamento non s’è avvertita nemmeno una leggera brezza (se non il gelo che ha
accompagnato alcune recenti esternazioni del nostro primo cittadino). È passato
un anno e, come dimostra il suo articolo (dal tipico stile popolaresco e
puerile), ancora non ve ne siete accorti: non c’è più alcuna necessità di
questi toni da campagna elettorale. Ci sono affermazioni, nella sua sviolinata
al Sindaco, che vanno dall’assurdo al gravissimo. Andiamo con ordine.
“La città ha guadagnato due spazi verdi”: vero. Il plauso,
però, va rivolto all’amministrazione precedente. Perché Tomasi avrà pure messo
da parte quel principio di competenza che lei definisce “odioso” (che non
stabilisce certo il Sindaco quanto le Leggi, queste sconosciute all’italica
destra), ma senza dubbio si è dimostrato un mago nell’arrogarsi meriti non
propri. Inoltre, più volte lo si è sentito ripetere il mantra “non è di nostra
competenza/la colpa è di quelli prima” tanto caro ai politici di tutti gli
schieramenti.
Siamo partiti dalle cose semplici, sì, e lo abbiamo fatto
male, creando una serie di disagi senza precedenti. Chissà quanta di questa
farina (mi si consenta la metafora, dato il lavoro del self made man…
nell’azienda di famiglia) viene dal sacco dell’assessore Bartolomei, vero
esempio di coerenza politica, già trombato alle primarie Pd ed alle comunali di
Marliana (in quota Lega) nonostante l’appoggio diretto di Salvini.
Signor Vannucci, lei sostiene di essersi occupato di edilizia
scolastica. Due considerazioni: la prima, la più triste, è che fino a quel
punto della sua sottospecie di proclama elettorale la credevo un giovanotto
esaltato da quest’ondata di neofascismo, ed invece deve avere raggiunto l’età
della ragione; la seconda è che, probabilmente, la sua è soltanto l’ennesima
balla: anche il sottoscritto si è occupato di edilizia scolastica, ed ha sempre
trovato aperta la porta del Sindaco Berti prima, e del Bertinelli poi… mentre
non ho memoria di nessun Lorenzo Vannucci a questi incontri. Ma può darsi che
mi sbagli, che sia appena uscito dal Liceo e creda contino qualcosa le
rappresentanze studentesche…
Ma è nell’ultima parte, egregio Vannucci, che si raggiungono
i toni del delirio. Tomasi ci ha restituito la libertà dopo settant’anni, ha
garantito il pluralismo, ci ha liberati da un “retaggio culturale” obsoleto,
quasi osceno, “che ci voleva tutti uguali” (almeno i principi fondamentali
della Costituzione se li legga, per cortesia, se vuole fare questo mestiere).
Sta forse insinuando che i pistoiesi per tutto questo tempo non hanno scelto
liberamente d’essere amministrati dalla sinistra? Sta forse insinuando che i
suoi concittadini per settant’anni sono stati stupidi, ciechi, ottusi? Ma lei
ha una vaga idea di come funziona la democrazia? Probabilmente sì, ma
probabilmente non le piace, come alla gran parte del suo schieramento
ideologico. Le sue sono parole che, se fossero supportate da un qualche barlume
d’intelligenza e di ragionamento, suonerebbero estremamente offensive. Per
fortuna sono solo stupide.
Ps: ritengo inopportuna la presenza istituzionale alla
giornata del ricordo. Quelle persone meritano d’essere compiante come vittime
di una guerra, della più terribile tragedia del mondo moderno, nella quale però
furono loro stesse a farci precipitare, trascinando nel dolore, nella
disperazione, nell’angoscia una Nazione intera. Quelle persone che, ancor prima
dello scoppio delle ostilità, avevano usato la violenza, la persecuzione
giuridica, l’esilio e perfino l’omicidio contro i loro concittadini, rei di
esprimere idee politiche divergenti. Quelle persone non meritano di essere
definite miei connazionali.
Ha citato viale
Matteotti: beh io lo preferisco pieno di crateri ma percorso da gente cosciente
di ciò che è la nostra Storia Patria, piuttosto che liscio come un biliardo al
servizio dei pattinatori dell’ignoranza.