Premessa: il 12 di luglio due intelligenze della destra pistoiese hanno presentato una mozione per: ripristino crocifisso in sala consiliare; intitolazione via, piazza o luogo pubblico ad Oriana Fallaci.
Mi sarebbe piaciuto assistere alla riunione della I°
Commissione Consiliare, oggi, a Palazzo di Giano. Mi sarebbe piaciuto guardarli
in faccia, i consiglieri Mazzeo e Gori, e chiedere loro se hanno mai letto
niente della Fallaci. Considerando l’appartenenza politica, immagino di no.
Io invece ho sempre pensato che il nemico vada studiato e
capito. La prima volta che ho letto qualcosa della Fallaci era il 2001 ed avevo
dieci anni, ma già allora bollai quel suo “La rabbia e l’orgoglio”, che tanto
scalpore fece dopo l’attentato alle Torri gemelle, come osceno, nello stile e
nei contenuti. Anni dopo, raggiunta la maturità, l’ho riletto, ma il risultato
è stato forse peggiore. Ed ho letto anche quasi tutti i suoi altri libri,
perché mi sembrava impossibile si tributassero i meriti di grande intellettuale
ad una scrittrice così mediocre, a una donna con delle opinioni grette e
dozzinali.
Riflettendo poi ho capito: eleggere a proprio riferimento
culturale una donna liberava la destra italiota da quelle accuse di sessismo
assolutamente giustificate dai comportamenti del loro allora lider maximo,
quel Berlusconi che i rappresentanti attuali fanno rimpiangere quanto a stile e
moderazione. Perché, diciamocelo, cari fascistoni, voi pensate d’essere razza
superiore; come diceva Gaber: prima classe seconda classe terza classe poi
donne poveri negri ecc. ecc.
Continua così a vivere in un clima di perenne campagna
elettorale la destra pistoiese, che in un anno ha già dato ampiamente prova di
non essere in grado di amministrare un Comune. Allora, via ai provvedimenti
inutili e sensazionalistici. Ed anch’io faccio il vostro gioco, a rispondervi,
ma proprio non riesco a tenermi dal dirvi che mi fate orrore.
E orrore lo fa soprattutto quel vostro continuo appellarvi
ai valori cristiani & cattolici. Quelli che dicono “ama il prossimo tuo
come te stesso” o “non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”,
o ancora “porgi l’altra guancia”. Quei valori che smascherano tutta la vostra
incoerenza, tutta la feccia che avete al posto del cervello, tutta la feccia di
cui quella puttana analfabeta della Fallaci era degnissima rappresentante. Ma
sì, incensatela sull’altare dei grandi pensatori del Novecento (in effetti, in
confronto all’altro vostro mito, quel Montanelli storico ridicolo e giornalista
vergognoso, è un gigante), così potremmo ricordarci per sempre che mentre voi
vi affannate a glorificare i degni rappresentanti dei vostri cervelli
lobotomizzati, noi i riferimenti culturali ce l’abbiamo avuti eccome.
Voi la Fallaci, noi Nenni.
Voi Neri Parenti, noi Nanni Moretti.
Voi Francesco Baccini, noi Francesco Guccini.
Voi Massimo Boldi, noi Paolo Villaggio.
Voi Filippo Facci, noi Andrea Camilleri.
E la chiudo qui, sennò facciamo notte. Mi raccomando, prima
di andare a letto fate una preghiera a quel profugo palestinese che predicava
la pace e la fratellanza. Poi andate a commentare sul facebook di Salvini la
gioia per l’ennesimo barcone di negri affondato. Ridicoli.
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