venerdì 18 gennaio 2019

Quando Corallo insultò Burioni. Un breve discorso, una lunga agonia.


QUESTO ARTICOLO PARLA DI ROBA VECCHIA, HO ASPETTATO UN PO' PERCHE' INFAMARE IL PD E' COME SPARARE SULLA CROCE ROSSA.

Dobbiamo andare oltre Renzi. Dobbiamo guardare al futuro. Dobbiamo rinnovarci. Questo è il mantra che chiunque sia vicino al PD (membri del partito, tesserati, semplici simpatizzanti) ripete ossessivamente dalla sconfitta elettorale, mentre il partito continua a perdere voti.
Adesso che dovremmo essere vicini ad una svolta, sono partite le grandi manovre. Poco m’importa sapere chi sarà il prossimo segretario di un partito che non voterò, ma giocoforza sono costretto a guardare a questa faticosissima ricostruzione perché, se vogliamo che la sinistra non sparisca del tutto dal Parlamento, tocca inevitabilmente sperare che qualcosa di buono esca fuori dal PD.
E questo sicuramente NON è Dario Corallo. Perché nonostante tutti siano d’accordo sul fatto che Renzi va messo a riposo, dal comunque meno antipatico dei Matteo nazionali hanno ereditato la straordinaria capacità di pretendersi infallibili. Sono tutti lì a dire “eh ma Renzi s’è inimicato la gente perché è presuntuoso ed arrogante, non chiede mai scusa eppure ha sbagliato tante volte” e adesso che un coglione si lancia in una polemica sterile soltanto per farsi pubblicità ecco che tutti si ergono in sua difesa.
Allora o non avete capito nulla, o lo fate apposta, e davvero non so cosa sia peggio. Se non vi levate quella puzza sotto al naso e l’idea d’essere più infallibili del Papa siete destinati a soccombere. Avessi sentito UNO, tolto il povero Vittorio Zucconi, dire “Corallo, la tua stronzata l’hai detta, ora torna a cuccia e chiedi scusa a Burioni”. Al di là del capolavoro albertosordiano di additare la presunta saccenza & arroganza dell’immunologo con saccenza & arroganza, ma che bisogno c’era? Invece niente, tutti a levare lo scudo in difesa del giovane e coraggioso compagno. Perché uno del PD non sbaglia mai.
Dopo la sconfitta di Rutelli, Nanni Moretti disse “con questi dirigenti non vinceremo mai”. Si sbagliava, ma solo perché dall’altra parte facevano talmente tanto schifo che una volta, per miracolo, abbiamo rivinto. Adesso invece ci siamo assicurati la sconfitta per i trent’anni a venire. Ma voi siete sicuri d’essere un partito di sinistra, anzi il grande partito di sinistra, con Minniti e Calenda? Con gente che ha fatto sentire a D’Alema, MASSIMO D’ALEMA, IL PIU’ GRANDE ALLEATO DI BERLUSCONI, l’esigenza di spostarsi più a sinistra?!?! Ma siete stronzi, imbecilli, fascisti o tutti e tre?
Di sicuro siete snob e presuntuosi. Anche in queste schermaglie per la scelta del prossimo leader, si parla solo dei volti, e mai dei programmi. Come se fosse un’elezione dei candidati M5S. (Questa è una grande vittoria del berlusconismo, e la dimostrazione che ormai il pensiero di Berlusconi, anzi l’assenza di pensiero, è sopravvissuto al suo creatore). Ma davvero non avete niente di meglio da proporre? Ma che non ce l’avete uno con le mani spaccate dal lavoro, siete tutti per forza in camicia bianca? Fin quando non capirete che è colpa vostra se gli operai sono finiti nelle mani di Salvini, dovete solo fare silenzio.
Perché non c’è cosa che fa più rabbia, a chi non arriva a fine mese, che sentirsi dire come deve campare dal solito finto fricchettone col babbo avvocato. Madonna se avete scartavetrato i coglioni.

sabato 17 novembre 2018

Tipe da Instagram


1)      la finta modella
Quella che paga per farsi fare le foto nemmeno va presa in considerazione. Al massimo ha bisogno d’una mano d’aiuto per capire quanto sia poraccia.
Quelle che invece si sparano le pose finto artistiche meritano un approfondimento.
a) fotografate dal proprio ragazzo. Lo sanno benissimo, di stare con un coglione, e lo sfruttano a ragion veduta. Generalmente lui è un debosciato pieno di soldi, e di corna.
b) fotografate dalla propria bff. Queste invece non si accorgono dell’inganno. La vostra amica che vi fa le foto in realtà vi invidia, anzi vi odia proprio dal profondo, e conserva tutte le foto in cui siete venute di merda pronta a sputtanarvi. Il motivo per cui, nonostante siate bellocce e abbiate migliaia di like, nessuno uomo vi sfiora da anni, sta nelle maledizioni potentissime che quel roito grassoccio che vi fa da fotografa personale vi lancia ad ogni scatto.
c) fotografate da fotografi fintoprofessionisti. Allora, menzione speciale per quei tizi che anni fa hanno investito i loro risparmi in una reflex decente ed hanno aperto un profilo .ph su Instragram: voi siete i veri geni del ventunesimo secolo. Grappoli di fica aggratis, e magari ve la danno pure.
Tutte le tipologie di finto modelle sembrano dominate dall’incrollabile convinzione di essere delle fiche stratosferiche. Invece, nonostante si comprino i follower e si facciano fotografare sempre più nude, continuano a ricevere i soliti 200 like dei soliti 200 segaioli. Figliole, è ora di fare una riflessione. Avete 8000 follower e una foto a tette gnude raccatta 150 like, io ho 250 seguaci ma una foto del mio gatto di cuoricini ne riceve 30. Io due domandine comincerei a farmele.

2)      l’acculturata
Categoria recentissima. Ha cominciato col postare roba di Frida Kahlo, adesso è passata a Marina Abramovic. Fino a ieri l’altro il momento più culturale della sua esistenza erano le repliche di Uomini & Donne over 50. Di solito si rifanno il profilo, per nascondere le inevitabili foto da maiala di pochi mesi prima.

3)      l’artista
La peggiore. Ti ammorba coi suoi disegnini, quadretti, gioielli fatti con i materiali di recupero, e se la tira neanche fosse la Canalis però col cervello della Hack. Ovviamente, ha il talento di una nutria spiaggiata.

4)      la fotografa
Se fotografa le amiche bone, la possiamo tollerare. Se pretende di fare foto artistiche, gesùmmaria.

5)      la promoter
Si diverte solo lei. Fa la pr in qualche disco scrausa che si prodiga di far passare come il posto più in voga del momento; oppure la bartender; oppure l’istruttrice di fitness. In ogni caso, ti massacra il cazzo con pubblicità varie in cui ovviamente mercifica il proprio corpo. Alla faccia dell’evoluzione culturale.


AGGIORNAMENTO DEL 15/12/18


1)      QUELLA CHE SI FIDANZA
      Categoria leggermente più difficile da individuare, perché più sfuggente. Me ne sono accorto dalla sparizione delle stories di questa tipa, oggettivamente bona. Se non vedo più le cazzate di un botolo non ci faccio caso, ma quando per giorni mancano determinati stacchi di coscia qualcosa dentro di te si rompe. A un certo punto riappare, però non più nelle solite pose ammiccanti e seminude. Anzi, non è mai da sola, ma sempre avvinghiata ad un tipo meglio identificato come “amore mio”. Da lì in poi, è un bombardamento di foto che testimoniano la loro invincibile unione. Dopo un paio di mesi, nuovo silenzio della tipa. Un paio di settimane e ricomincia con le foto da maiala.

2)      LA FISSATA
      Questa non è solo rompicazzo sui social, è sicuramente pericolosa nella vita reale. Monotematica e martellante su un argomento che di solito fa venire l’orticaria. Come minimo è vegana, femminista, nazigattara, canimegliodellepersone, cinquestelle, novax, nosex eccetera eccetera eccetera. La maggior parte delle volte si scopre che s’è fatta ingabbiare in quelle strutture di vendita piramidali ed è piena di debiti in banca e creme al cetriolo in garage.


CURVATURA DELLE STORIES
Salvo rarissime eccezioni (tra cui il sottoscritto), la quantità di stories pubblicate è inversamente proporzionale alla quantità di sesso praticato.

Gli adolescenti, la musica e i BombaBomba


Premessa: Ho pensato molto se pubblicare o meno questo pezzo: contrasta col solito livore di tutto il blog; temevo di passare per adulatore; serve a poco parlare di gusti musicali.
Ma poi m’è capitato di vedere la Dark Polo Gang a X-Factor, e questa combo di due tra i peggiori mali della musica (trap&talent) m’ha dato la scossa. Quindi ora ve lo beccate fuori tempo massimo, sperando (lo so, sono presuntuoso) che possa dare un minimo contributo alla prosecuzione di questa imprevedibile reunion.

Il 2 novembre si riuniscono i Bombabomba ed io sono molto, molto felice di questo fatto (chi non viene fa caare).
Primo, perché sono un appassionato di musica in generale, di reggae in particolare, e andare a vedere dei concerti dal vivo è senz’altro il mio vizio preferito. E Markone e Cillo in combinazione sono tanta roba già col sound system, quando alle spalle hanno invece una formazione di musicisti coi controcazzi beh… se non venite fare caare.
Secondo, perché per me la musica è importante. Le sensazioni che dà, ma soprattutto i messaggi che riesce a veicolare, e i BombaBomba hanno rivestito un ruolo essenziale nella formazione del mio carattere. Marco e Marcello mi conoscono entrambi di persona, ma non credo sappiano quanto hanno influito le loro parole nella mia crescita.
Anche i miei amici a cui non piace il reggae conoscono i loro testi, per averli sentiti fino allo sfinimento nella mia macchina, o essere venuti a qualche serata in giro. Hanno avuto, quindi, quella funzione aggregatrice di solito riservata, per quelli dei miei anni, agli 883 e/o a Ligabue. Cantare Referendum in Lada Niva diretti al Centro Sociale… a 18 anni, cosa potevamo chiedere di più?
Comunque, non c’è solo questo. Come direbbe Michele Apicella, le parole sono importanti. Le parole che un adolescente ascolta uscire dal proprio stereo, ancora di più. Qui è il momento di aprire una riflessione più ampia: sto invecchiando, quindi chiaramente mi sembra che le nuove generazioni siano una banda di debosciati senza valori, e che molto sia determinato dalla musica che ascoltano. Mi spiego meglio: gli adolescenti della mia generazione sono cresciuti con i grandi cantautori, con Caparezza, coi Modena Ramblers, tutta gente politicamente schierata larga a sinistra, tutta gente che cantava di pace, fratellanza, rispetto. A questi ognuno aggiungeva qualcosa a seconda del gusto personale. Io a 14 anni presi di nascosto a mio papà il cd di Duri i Banchi dei Pitura Freska per masterizzarlo (non volevo che mi considerasse quel che ero: un fattone) e m’innamorai follemente della musica in levare; qualcuno poi mi disse “Ehi, senti questi, sono di Pistoia” ed ecco che dai 16 i BombaBomba fanno parte della mia vita. Ne sono molto contento, perché riconosco loro di aver avuto un’influenza positiva sul mio modo di pensare, di relazionarmi con il mondo circostante. Hanno contribuito a rendermi una persona curiosa, a non avere pregiudizi, ad essere sempre pronto ad accogliere tutti i punti di vista, a capire che con l’educazione ed il buonsenso si può dominare il mondo. A rivedere molti dei concetti che mi erano stati proposti fino a quel momento, a pensare alla felicità mia e di chi mi sta a cuore più che alle condizioni imposte dalla società.
Eppure, nonostante tutti questi messaggi positivi, le mie cazzate le ho fatte, anche belle grosse. Però penso che se mi fossi ascoltato sti cazzo di rapper fake sarebbe andata molto peggio. Lo so, è un discorso da ottantenne reazionario, ma non credo d’essere del tutto fuori di strada a dire che testi che inneggiano al sessismo, alla violenza ed al consumo di droghe pesanti certo non bastano da soli a renderti un delinquente, ma diciamo che t’incoraggiano su quella strada. Senza dubbio non mi dicono che nel mondo c’è bisogno della mia parola per portare avanti ideali di pace e collaborazione.
E poi, come dice il Generale, se canti di un qualcosa che non t’è capitato, “son solo fregnacce senza significato”. La differenza è tutta qui, tra l’ascoltare fuffa finto delinquenziale oppure canzoni autentiche. Nelle nuove leve vedo smarrito quel senso, magari fittizio, di unità che avevamo noi a sedici anni; la convinzione che le convinzioni degli adulti fossero vecchie, le nostre migliori, che il mondo andasse cambiato in meglio. Cioè, non il mondo, ma gli uomini che lo vivono, “perché siamo noi che dobbiamo cambiare, siamo noi l’unica cosa da rifare”.
PS: Lo so, la butto sempre in politica. Ma scorgo, nell’abissale scollatura tra l’apparato del PD e la sinistra reale, quella delle fabbriche, dei Circoli Arci e dei movimenti studenteschi, anche una frattura musicale. L’impegno politico, quello autentico, giacché la parola dovrebbe significare “interessarsi della vita cittadina”, è del tutto assente in questa nuova infornata di cantanti hipster. Lagne, lagne, e ancora lagne. Se non ti vuoi impegnare allora tanto vale che mi canti roba allegra, direbbe (con ragione) Bugo.
E invece se gli attuali sedicenni ascoltassero quel che ascoltavamo noi dieci (anche quindici) anni fa, probabilmente ci sarebbe una base più solida per costruire qualcosa di concreto a sinistra. Ragazzi, riemergete dall’ascolto dell’ultima fatica di *inserire nome di rapper fintogangsta* e ascoltatevi Compresse. Vi farà bene.
PPS: Lo so che ci sono ancora artisti impegnati, e anche tra quelli della nuova generazione, solo non mi sembra facciano tutta sta gran presa sul pubblico. Cioè, fanno tendenzialmente caare. Come voi se non venite venerdì.

mercoledì 14 novembre 2018

Davvero siete ancora grillini?


Cos’hanno in comune un fascista, un misogino e un raccomandato? Sono tutti nella lista dei giornalisti liberi (ben 8) stilata dal nuovo Catone il Censore, aka Alessandro di Battista, uno che ha certo lo spessore politico, etico e morale per pontificare sulle più note firme del giornalismo italiano.
Difficile immaginare una rettifica più schifosa dopo aver definito la categoria piena di pennivendoli e puttane. Eppure, che il M5S avesse un problema coi media era evidente dagli esordi; ve lo ricordate, quando andare in TV comportava l’immediata espulsione dal Movimento, senza neanche passare dal blog? Bei tempi, con quei grillini ingenui, candidi, che forse credevano davvero di poter cambiare le cose.; la Taverna che si fa buttare fuori dall’aula strillando contro i decreti che passano con il voto di fiducia.
Ora che sono al Governo, hanno scoperto che blindare un decreto con la fiducia (pur avendo una maggioranza larghissima) non è poi così male, ed inoltre sono OVUNQUE. Tempo fa, il Ministro Bonafede ammetteva di aver saltato un Consiglio dei Ministri per farsi intervistare dalla Berlinguer.
Ma le epurazioni non sono finite, e ieri i Cingustarz hanno stabilito un nuovo record: buttare fuori un proprio membro solo per essersi attenuto a quelle che sono (dovrebbero essere) le linee politiche del Movimento. Perché, o siamo veramente tutti così coglioni come quelli che l’hanno votati, o ci dobbiamo ricordare di quanto hanno rotto il cazzo contro i condoni. Specie Luigi di Maio, quello che vive in una palazzina abusiva, ingrandita negli anni e poi via via condonata, quello che diceva se faccio un condono ad Ischia mi iscrivo al PD, quello che poi l’hanno eletto nel collegio di Ischia e magicamente ha cambiato idea.
Però lo sappiamo, la coerenza non è certo l’arma vincente del Giggino nazionale, quindi i pentaSenatori ritrovatisi in Commissione a decidere sul DL Genova, devono essersi trovati in grave imbarazzo leggendo del condono per Ischia (e anche, voglio sperare, dell’innalzamento di 20 volte della tolleranza di idrocarburi nei fanghi usati in agricoltura). Seguire le ultime indicazioni del Di Maio, ormai ridotto a patetica macchietta del futuro appeso di Piazzale Loreto, oppure tenere la linea indicata da TUTTO IL MOVIMENTO FIN DALLA SUA NASCITA?
Bene, Gregorio de Falco, che non è un politico navigato, ha fatto la scelta sbagliata: ha votato secondo coscienza, ma soprattutto ha votato rispettando il mandato degli elettori che lo hanno scelto. Quindi, è ovviamente stato espulso.
Niente tv, e sono dappertutto. Niente condoni, e li infilano vigliaccamente in un decreto che non può non passare. Niente Autostrade nella ricostruzione del Ponte Morandi, e invece o lo fanno loro o siamo ancora al palo. Niente alleanze con chi urla “Vesuvio lavali col fuoco”, e invece hanno regalato l’Italia a Salvini.
Se avete votato 5 Stelle e siete pentiti, vi capisco. Magari siete pure di sinistra, e volevate dare una lezione a questa classe dirigente borghesuccia che ha perso completamente di vista operai e studenti. Era una cazzata eh, perché se ritenevate il PD troppo poco di sinistra avreste dovuto votare PIU’ a sinistra, non più a destra. Se invece ancora li difendete, nonostante abbiano disatteso TUTTE e dico TUTTE le promesse elettorali, con una velocità e una faccia di merda che neanche Berlusconi ai tempi d’oro, allora siete proprio dei coglioni, e vi meritate la Taverna. Come moglie.

venerdì 5 ottobre 2018

La verità dietro al reddito di cittadinanza. Lettera a Luigi di Maio.


Caro Luigi di Maio,
oggi voglio cercare di scriverti con pacatezza, al contrario del solito. E’ vero, sul mio blog ti ho spesso insultato, è solo che la stupidità (vera o presunta) mi manda in bestia.
Allora, siamo quasi coetanei, quindi dovremmo capirci per quel che concerne il linguaggio. Nonostante abbia qualche anno in meno di te, però, penso di poterti dare una lezione importante riguardo il mondo del lavoro.
Premessa: vengo da una famiglia di contadini, e quindi l’estate, durante gli studi, era sì periodo di svago, ma anche di fatica, visto che mio nonno mi usava come rimpiazzo degli operai in ferie. Questo però mi ha permesso, a 18 anni, di comprarmi la macchina coi miei risparmi, e soprattutto di entrare già nell’ottica lavorativa.
Quindi, quando dopo un esame all’università ho detto a mia madre “smetto di studiare” e lei mi ha risposto “ok, smetto di mantenerti”, non mi sono trovato del tutto impreparato. Certo, mi sono dovuto adattare, trovandomi per un certo periodo anche a fare la guardia notturna, oppure arrangiandomi con un solo pasto al giorno perché non me ne potevo permettere due, ma son sempre riuscito a cavarmela in qualche modo.
Ti racconto questo non per prendermi meriti o carità, ma solo per legittimare le mie parole. Ho vissuto ogni tipo di sopruso e umiliazione: stipendi non pagati (interamente o in parte), contratti non rispettati (SEMPRE), turni da manicomio; per esempio, mentre ti scrivo, sono al quindicesimo giorno consecutivo, e devo arrivare a diciotto. A settembre ho lavorato ventinove giorni su trenta, e son fortunato, perché almeno questi mi pagano. Certo, la domenica conta come un giorno feriale e gli straordinari sono in regalo, ma ho trovato quasi sempre di peggio.
Eccolo, il vero problema: il lavoro c’è, manca la voglia di pagarlo. Mancano i controlli a quei grandissimi figli di troia dei PADRONI, che poverini piangono, pagano troppe tasse. Anch’io vorrei piangere, a bordo della mia Maserati, sulla quale fra l’altro pagherò le stesse tasse del povero coglione di operaio che sfrutto. Voi la chiamate flat tax, io la chiamo provvedimento tipico dei vostri alleati vicini alle grandi lobby industriali (oltre che reale motivo per cui CR7 è venuto a giocare in Italia).
Quindi, avete puntato sull’assistenzialismo, un colpo al cerchio e uno alla botte. “Aboliremo la povertà”; l’hai detto davvero, incredibile. Intanto, è uno schiaffo a tutte le persone come me, che pur di lavorare hanno accettato di tutto, paghe da fame comprese. Adesso guadagno circa 1200€, di cui 400 se ne vanno in benzina. Chi me lo fa fare di continuare, se resto a casa e me ne danno 780? La dignità. Ma c’è dignità nell’essere costretti ad accettare che un miliardario testa di cazzo si rifiuti di pagarti la maggiorazione festiva, perché tanto se gli dici di no ti licenzia e trova un altro?
E poi è venuto fuori il vero motivo per cui date pane alla folla. Per i vostri interessi: questo reddito arriverà sotto forma di bancomat e sarà del tutto tracciabile. Ergo, compri quello che vogliamo noi e, soprattutto, dove vogliamo noi. La più schifosa e palese manovra di corruzione mai vista. La roba da mangiare la compri da Carrefour, che ci ha dato una mazzetta più grossa della Coop. Oppure, i vestiti all’Oviesse, perché uno dei soci è cugino della moglie di un sottosegretario. E via così.
Ridateci Andreotti, per pietà.

sabato 18 agosto 2018

Il panino Goditroia e la fuffa femminista


Delle edizioni di MusicaW a cui ho partecipato ho perso il conto. Ogni volta, ogni anno, con qualsiasi artista, mi son sempre divertito e ho sempre apprezzato lo spirito della manifestazione. Per me, pistoiese rimasto orfano del Blues, e comunque troppo giovane per averne goduto appieno l’atmosfera, il festival di Castellina è una piccola oasi nel deserto.

Anzitutto, per la buona musica. Quest’anno, causa lavoro, mi son goduto solo Seasick Steve ed è stata l’ennesima, ottima, scoperta. Se mi chiedete un ricordo particolare, l’aver visto quel grandissimo artista di Fausto Mesolella prima che lo colpisse una morte improvvisa. Ne avrei altri ma di solito se li porta via la sbornia che invariabilmente raccatto.
Poi, per l’organizzazione. Esattamente quel che ci si aspetta in un piccolo paese toscano: gratis, alla buona, con simpatia e quel po’ di grezzume che ci contraddistingue. E poi, non ci scordiamo che dietro a tutto questo ci son dei volontari! A proposito, faccio mea culpa: non ho lasciato offerte quest’anno. Non ho nemmeno comprato, non trovandola, la maglietta come faccio sempre (forse le avevano finite)… Rimedierò il prossimo anno sicuramente.
E’ facile pensare che uno dei principali introiti del festival derivi dagli stand di ristorazione. I panini sono fenomenali, poco da dire. Premetto che io il Goditroia non l’ho mai mangiato, perché non mi piacciono i wurstel. Ma quando sono arrivato e ho scoperto delle polemiche, dopo essermi fatto una grassa risata, mi sono offuscato. In un Paese dove un Ministro si permette di dire che delle persone, se non emigravano, non morivano, e nessuno s’indigna, prendersela con un panino mi pare francamente esagerato.
Io invece me la prendo con lei, cara signorina Eleonora Luciotto. Ho fatto un giro sul suo pomposissimo blog, una versione terzo millennio del “faccio cose, vedo gente” di morettiana memoria (immagino che pure Moretti lo consideri sessista). Dunque lei, livornese, che si vanta d’essere tanto acculturata e di collaborare con fior fior di riviste, aver avviato i meglio progetti d’integrazione, aver fondato le meglio associazioni, quindi d’essere una persona che campa di cultura, era la prima volta che andava a MusicaW… bell’acculturata de sto cazzo! Lei mi sembra proprio una di quelle che Proietti definisce “le signore impellicciate delle prime”: quelle che l’importante è farsi vedere, anche se di fondo non s’è capito un cazzo (oh, mi scusi se ho usato la parola cazzo per ben tre volte in poche righe, adesso passerò pure io per misogino).
Da cosa lo deduco che era la sua prima partecipazione? Semplice, quel panino è nel menù da quando ne ho memoria. Esiste anche un’altra probabilità, ovvero che per rilanciare la sua popolarità (non vedo un suo articolo su gay.it da oltre un anno) abbia sfruttato questa tristissima occasione. In ogni caso, complimenti per la figura di merda.

giovedì 16 agosto 2018

follie a cinque stelle

#1 Gli insegnamenti honesti di Giggino

Luigi di Maio ha già dato ampiamente prova di essere una mente brillante, ma la sua ultima uscita, da sola, batte tutte le precedenti. “L’incidente di Marcinelle insegna che non si dovrebbe emigrare”.
Sulle prime pensavo fosse una fake news. Poi ho sentito quelle parole uscire dalla sua bocca e mi son chiesto davvero quanto manchi alle squadracce con le camicie nere in giro per il Paese, mandate dalla Lega; quelle mandate dal Movimento Cingustarz si distingueranno per le camicie di forza. Perché questi sono fuori di testa, non c’è altra spiegazione.
Le spiegazioni invece le voglio dal nostro Ministro del Lavoro 0, nel senso dei giorni da lui lavorati durante la di lui miserabile esistenza. E se erano Italiani, Giggì, che dicevi? Che non si dovrebbe nascere?
Ma tu, che spesso (e giustamente!) ti sei vantato delle tue origini meridionali (“io sono un uomo del Sud, mai potrò allearmi con la Lega” cit.), lo sai che nel Sud Italia l’emigrazione è tornata ad essere una necessità, perché altrimenti si muore di fame, o di mafia? (che poi spesso i due fenomeni sono correlati) Lo sai che, numeri alla mano, esiste in giro per il mondo un’altra Italia?
Io credo che se una cosa del genere l’avesse detta al Circolino lo scemo del paese, ché ogni paese ne ha uno, l’avrebbero comunque insultato tutti. Invece è uscita dalla bocca di un Vicepremier. Fosse stato Berlusconi a dirlo adesso ci sarebbero Travaglio, Scanzi e la Taverna a gridare SCAHNDALO HONESTAAAAAA PER I POVERI NECRI SCRAFAZZATI, incatenati davanti Palazzo Chigi mentre si fustigano la schiena in segno di vicinanza per la povera sorte di quella gente.
Quindi, riassumiamo, il Vicepremier e Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico dell’Italia, Stato facente parte del G8, dell’Unione Europea e della Nato, quindi a pieno titolo considerabile nazione occidentale avanzata, nel diciassettesimo anno del terzo millennio ha giustificato la morte di persone che stavano lavorando dicendo che era meglio se se ne restavano a casa loro. Possiamo applicare questo principio praticamente a tutto. Era meglio se gli altri Stati europei lasciavano correre sull’invasione della Polonia da parte di Hitler, era meglio se la Franzoni non faceva figli, era meglio se dio cane t’avevano tirato sotto colla macchina da piccino, pezzo di merda.

#2 Le arringhe honeste di Paoletta
C’è un particolare, nell’agghiacciante arringa della Vicepresidente del Senato, che sulle prime non avevo considerato, e che invece adesso m’è apparso chiaro nella sua totale oscenità.

Quell’attacco finale al Pd il cui “primario erano le bbbanche”. Al di là del chiedersi in relazione a cosa fosse primario (interesse? scopo? ghiacciolo alla menta?) emergono due considerazioni. La prima è la furberia per ottenere l’approvazione degli analfabeti funzionali: la questione vaccini si pone perché il Pd, invece di pensare alla nostra salute, tutelava i propri interessi economici. Ma probabilmente mi sono spinto troppo oltre nella disamina del linguaggio Tavernico, e dovrei fermarmi all’equazione Pd-banche-honestàààà.
E poi, se giustamente (giustamente!) si accusano i Governi precedenti di aver tagliato la spesa sanitaria, ma allora anche eliminare l’obbligo vaccinale non sarebbe stato funzionale a quella decisione? E qui la Taverna s’è fatta sgamare, ha scoperto il giochino, il vero motivo per cui la sua parte politica insiste tanto sulla questione. Io non credo (ma forse ho troppa fiducia nel genere umano) che questa gente sia così stupida dal voler negare gli evidenti progressi della scienza e della medicina. Tuttavia, hanno da tagliare, e allora fanno leva sulla vostra, di stupidità (che avete già ampiamente dimostrato votandoli): sperano che, rendendo facoltativo il ricorso alle vaccinazioni, si riesca ad abbassare la spesa sanitaria. Senza dover ricorrere a misure più drastiche, invero necessarie, che andrebbero contro al loro programma populista.
E, considerando che dopo 4 mesi dall’insediamento del Governo, non si hanno ancora notizie di flat tax, reddito di cittadinanza, abolizione delle accise sulla benzina, restituzione dei 49 milioni di euro rubati dai loro alleati, forse temono che qualcuno inizi a svegliarsi dal come di Honestà & Coherenza in cui vi hanno fatto sprofondare.
Speriamo inventino presto il vaccino contro le teste di cazzo. Loro, ma soprattutto voi.