sabato 12 settembre 2020

Il fascista del 2020

 Marco Landucci

Chi è, dunque, un fascista? Che cos'è, oggi, il fascismo? Mi accusano spesso di essere un estremista e di usare questi termini a sproposito; metto subito le mani avanti: anch'io, a volte, sono fascista; lo siamo un po' tutti, ed è il motivo principale per cui, a distanza di un secolo, dei cento anni più “veloci” della storia dell'uomo, il fascismo continua a trovare terreno fertile.

Quand'ero piccolo costringevo mio padre a mettere a ripetizione, in auto, “le sorti de un pianeta” dei Pitura Freska; vi risparmio il veneziano, ma in sostanza la canzone insiste su due principi: la vita è un diritto e ogni vita va rispettata. OGNI vita, “che venga da una reggia o che venga dalla strada”: ecco perché, nella vicenda dell'omicidio di Willy, i più fascisti son quelli che insistono sul fatto che fosse un bravo ragazzo, perfettamente integrato nella nostra società. No, nossignori, anche fosse stato un gran pezzo di merda la sostanza non cambia: ogni vita va rispettata. Anche, udite udite, quella di Benito Mussolini: come ebbe a dire Sandro Pertini, Piazzale Loreto fu un errore di cui pentirsi per tutta la vita, e l'unico modo di riparare sarebbe stato di renderlo un monito per le generazioni a venire (suggeriva di mettere la foto del Duce appeso accanto a quella dei Presidenti, negli uffici e nelle scuole).

Proprio il Presidente socialista mi porta alla caratteristica “simpatica” dei fascisti: il loro modo di pensare, tanto dogmatico quanto volubile e incoerente. Hanno il mito della Gioventù Italica, e venerano l'uomo che ha mandato a morire il più alto numero dei “nostri ragazzi” della storia, ben consapevole che sarebbe andata così. Roba da inchiodare il cervello. Ma voglio parlare dei fascisti di oggi, di quelli che si rallegravano per l'omicidio di Carlo Giuliani, per il massacro della Diaz (sì, ci torno spesso, il G8 di Genova ha segnato profondamente la mia infanzia e la mia visione etica e politica) e adesso votano Salvini: andava bene pestare i No-Global, adesso si battono contro il mercato, vogliono i dazi e l'uscita dall'Euro.

Qui possiamo individuare le due peculiarità fondamentali del fascismo: opportunismo e violenza. Chiunque avalli comportamenti violenti è fascista. Chiunque pensi che sia giusto possedere armi per la difesa personale, ancor di più chi è favore della pena di morte o, in generale, dell'uso della violenza da parte delle forze dell'ordine. Praticamente si dichiarano a favore della disciplina e poi consentono ai rappresentanti dello Stato di fare il cazzo che gli pare usando quegli strumenti che dovrebbero, appunto, essere garanti di giustizia e legalità. Stupendo.

L'opportunismo però è ancora più fascista, perché più subdolo, più difficile da individuare. Riprendiamo il Mattew verdevestito, prima comunista padano, secessionista che cantava “Vesuvio lavali col fuoco”, oggi grande statista che fa i manifesti “Prima la Campania”. Ci sono idee dietro a questo? Ovviamente no, solo la brama di potere.

Messa in questi termini viene naturale chiedersi come tantissime persone, purtroppo sempre più, possano essere attirate da un sistema di potere che non si fa scrupolo di usare metodi meschini, e per giunta in modo palese, per crescere. Facile: con la paura. Paura del diverso, della novità, che siano i terroni, i negri, i froci, i fricchettoni... non importa, basta che la gente si senta minacciata. E l'evoluzione della Lega (senza più Nord) ne è il paradigma perfetto: se prima erano i Meridionali il grande pericolo, adesso che al Sud sbarcano gli africani si possono attirare anche loro dentro il sistema. Perché niente fa più paura della miseria e del rischio di perdere quel che abbiamo a causa di un nemico esterno; siamo tutti impegnati non a guardare oltre la siepe, ma a difendere il nostro giardino. Ma il bluff si scopre subito: il fascismo ha bisogno della miseria, e quindi farà di tutto per alimentarla. Salvini che non ha fatto niente per risolvere il problema dell'immigrazione è di nuovo l'esempio perfetto.

Perché il fascismo era, ed è, uno dei tanti sistemi, uno dei più efficaci, con cui “la Kasta” cerca di mantenere i propri privilegi. Il fascista si assoggetta alla morale comune, dettata ovviamente dai potenti (scusate l'abuso di termini da grillino, maledetti loro che se ne sono appropriati, ma è risaputo che la storia la scrivono i vincitori) e cambia pelle a seconda delle esigenze del momento. Per questo, come diceva lucidamente Pannella, nessuno è più fascista dei democristiani; il fascismo, morto Mussolini, ha proseguito a regnare, sia con la Dc, sia con la ridicola sinistra che ha svenduto il patrimonio statale a poche famiglie di industriali (esiste qualcosa di più fascista?); in un certo qual modo, più personalistico, anche con Berlusconi.

Senza dubbio i Cinque Stelle cercano in ogni modo di governare in maniera fascista (e quindi, sia chiaro, anche il Pd): basti vedere come sono disposti alla qualunque pur di rimanere in sella. Sia dal punto di vista politico, stravolgendo l'alleanza di Governo e tutti i loro principi fondanti (con l'ultima ridicola perla del Mandato Zero), sia da quello morale, continuando a sacrificare i morti in mare sull'altare del consenso. Eppure perdono terreno: non sono abbastanza bravi a fare paura, non sono ancora dei veri fascisti. Hanno dato un approccio troppo paternalistico alla miseria: il Reddito di Cittadinanza (lasciamo perdere le considerazioni sulla sua efficacia) ha l'evidente fine dell'immobilismo, anzi dell'impoverimento sociale (condizione perfetta per il proliferare del fascismo, come purtroppo s'incomincia a vedere), ma passa per una concessione da pappemolli incapaci (cioè, da quel che realmente sono), non per la mano santa di un Duce che vuol bene al suo popolo. Per questo possiamo stare ancora abbastanza tranquilli, certo sti fascisti aumentano ma ancora non ci sanno fare, come ebbe a dire Villaggio a Borghezio i leghisti vorrebbero tanto essere dei nazisti ma sono soltanto degli incapaci. Tocca però stare attenti e non avere paura di esporsi: riconoscere il fascista nel disonesto, in chi sfrutta una posizione di potere per raccomandare o intascare soldi, nei violenti di ogni genere, in chi discrimina, in chi rifiuta la novità, in chi trova sempre un nemico esterno per giustificare i propri problemi e le proprie debolezze. In sostanza, in tutti quelli che si vantano d'essere “uomini tutti d'un pezzo”, con sani e rigidi principi, col culto dell'onore, e poi sono solo dei grandissimi stronzi pronti a buttartelo in culo anche solo per passarti avanti in fila alle Poste. Oppure di creparti di mazzate ma solo in netta superiorità numerica.

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