lunedì 13 maggio 2019
Sfogo notturno causa eccesso di sobrietà
Ci sono quelle volte che le vostre scelte le capisco. Addirittura quasi le rimpiango, ma solo perché son cinico. E' un modo come un altro per tirare avanti. Perché siamo stanchi, e delusi, e spesso pigri. A volte fragili, e trovano il modo di azzopparti. A volte tutte queste cose insieme ed allora te la vedi pure brutta, magari c'hai solo 10 euro per campare una settimana. E dire che lavori e pure guadagni, ma hai trovato il modo di farti fregare. Ce ne sono tantissimi, il modo in cui il mondo ti frega è un'industria che tira sempre. Cambia ogni giorno perché ogni giorno puoi trovare un modo nuovo per non guardarti in faccia. E poi a me piace cambiare, se c'è una cosa che non mi manda a picco è che lo so, le cose le affronto sempre di faccia. E allora prendiamola tutta, sta merda. Ma no, basta con la pigrizia, è la volontà, la volontà che ci allontana. La volontà di cambiare, di sentirsi insieme così inadeguati ma incapaci di subire, e alla fine di assorbire il sistema, come fate voi. Che v'incattivite sul vostro divano, che siete stanchi, o pigri, o zoppi, o tutte queste cose insieme e finite per reagire nello stesso modo in cui vi fregano, fregando qualcun altro. E allora dovrete smetterla di vedere me come cinico, voi sarete diventati cattivi. Quasi nessuno per scelta o vocazione, per aver ceduto alla pigrizia, ma per necessità, per aver rinunciato non a come avrebbe voluto essere, ma a com'è. Ai sogni, a quasi tutti, quasi tutti finiamo per rinunciare, alla morale no. Alla volontà di difendere la mia morale io non rinuncio. Io rinuncio a questa società che premia i cattivi, gli arrivisti, i leccaculo, i senza scrupoli. Te lo insegnano da piccino, te lo inculcano nella testa da quando sei ancora incosciente, e sempre non per volontà, ma solo perché siete tutti calati in questa società di merda, incapaci di accorgervene o di reagire. E pazienza se per quelli come me non c'è posto, io un posto qui non ce lo voglio.
Rispetto la legge, ma solo quando mi torna comodo
Rispetto delle leggi. A sentire la gente di destra, loro
sono quelli ligi al dovere, mentre le zecche comuniste si fanno le canne, non
si lavano, e soprattutto vivono sempre nell’illegalità.
Allora, quando la sindaca di un Movimento “non di destra né
di sinistra” (quindi, di destra) applica la legge e assegna le case alle
famiglie, questi signori dovrebbero ritenersi soddisfatti. Invece no, proteste
a non finire, perché “prima gli Itagliani!”. Anche se poi quelli nelle case,
comunque, italiani sono. Ma non abbastanza, si vede.
Una cosa che proprio non tollero, e che è tipica di questi
fascistelli da quattro soldi, è che non sono in grado di pronunciare
correttamente il nome della Patria, di quella che loro sostengono essere la
Cosa più Preziosa che esista. Anche Salvini dice “Itaglia”… ma dove cazzo la
sentite la G? Ma uno che non riesce a pronunciare correttamente una parola di
sei lettere, può fare il Ministro?
In compenso, al Franco Franchi del Governo, Giggino, sembra
giovare l’aria di campagna (elettorale). E allora via, la banda degli Honesti
caccia Armando Siri, indagato per corruzione. Era già stato condannato per
bancarotta eh, ma che vuoi che controllino la fedina penale di un Sottosegretario?
Hanno cose più importanti a cui pensare. Lasciamoli lavorare, vedi che pian
piano ce la fanno.
Ora, la morte del Compagno de Michelis mi spinge ad una
riflessione. La Prima Repubblica fu spazzata via con Tangentopoli. Giusto,
rubavano e pagarono il conto. Ma sbaglio o è stato accertato che anche la Lega
ha rubato soldi pubblici? Non è esattamente
la stessa cosa? Come mai adesso ci va bene?
Ma soprattutto, come mai va bene ai Cingustarz, i paladini
della trasparenza? Come, fate tutto questo puzzo per il presunto conflitto
d’interessi del babbo di Renzi, dite chi ruba deve pagare, e poi andate al
Governo con dei ladri conclamati?
Ma si capisce, devono essere un po’ confusi. Dopotutto, è
difficile schierarsi così duramente contro il conflitto d’interessi quando loro
ne sono l’esempio più fulgido. Per chi non lo sapesse, ogni Parlamentare
giallovestito versa ogni mese 300€ del suo stipendio (quindi, per usare il loro
linguaggio, dei soldi NOSTRI!!1!1) ad un’azienda privata. Privata! Che non s’è
ancora capito bene cosa faccia, se non arricchire il signor Casaleggio coi
soldi pubblici.
Allora, per nascondere queste evidenti falle nel loro
sistema, le devono sparare sempre più grosse. La foto di Salvini col mitra è
uscita quando s’è scoperto del troiaio di Siri, per esempio. Le grandi
battaglie Honeste sui costi della politica fanno davvero ridere. Grazie al
taglio dei vitalizi il Compagno de Michelis è morto in condizioni difficili,
lui, che al vostro cospetto era un Gigante, uno che da Ministro degli Esteri ci
ha permesso di essere rispettati in tutto il mondo (Sigonella vi dice niente?),
non come quell’ameba deficiente di Moavero che non s’è prodigato nemmeno in una
parola di cordoglio.
Tuttavia la macchina di propaganda non si ferma. Ieri
Facebook ha bloccato decine e decine di pagine a sostegno filogovernativo
perché ricettacolo di fake news e altre amenità. Ma non basta, loro sanno
spettacolarizzare. Ti fanno passare il taglio dei vitalizi come la panacea di
tutti i mali. Ti tolgono la povertà con 40 euro. Sparano addosso ad una
proposta di Zanda dicendo che serve ad aumentare gli stipendi dei Parlamentari,
e invece non è vero un cazzo di niente, l’idea era quella di legare i rimborsi
alle presenze, di modo che chi si fa eleggere e poi non si presenta mai (capito
Matthew?) becca meno soldi. Lapidato sulla pubblica piazza, tanto quell’idiota
di Zingaretti sta zitto, nelle ultime due settimane s’è sentito solo per dirsi
contrario alla legalizzazione delle droghe leggere. Genio vero.
sabato 20 aprile 2019
Sono stati i zingheri
Siamo tutti tolleranti. E siamo tutti razzisti. Ma
più di ogni altra questione, siamo tutti ipocriti. Che è la cosa che mi fa
incazzare di più.
Che è il motivo per cui le persone che tollero, e
che mi tollerano, sono assai poche. Provo a spiegarmi.
Io sono razzista, e parecchio, come tutti voi: lo
siamo nei confronti di ciò che consideriamo “diverso”. E’ questo il grande
dibattito. E’ per questo che “prima gli italiani dei rom” è una stronzata
colossale; perché quei rom cui assegnano le case popolari sono italiani, e dunque hanno, ai sensi di legge, tutti i diritti
di cittadinanza. Dire che non sono
italiani come noi non serve a niente, rifarsela con loro non serve a
niente. Dovreste chiedere ai politici, a quelli che avete votato, di modificare
la legge. Cioè di rifare delle leggi razziali.
Dunque, cari miei che vi sentite più italiani di
altri, cos’è un Italiano? Sappiamo che la cittadinanza, a vostro giudizio, non
basta. Eppure è quello dice la legge, e voi che vi sgolate perché venga
applicata non riuscite a rendervi conto del corto circuito mentale nel quale
incappate.
“Eh ma insomma dai come fai a dire che gli zingheri
sono come noi? Tu ti sentiresti sicuro ad averceli nello stesso palazzo?” Allora,
no. Non sono come noi. Ma nemmeno io lo sono, la sola idea d’essere considerato
uguale ad un padano cerebroleso leghista mi fa orrore. Tutti abbiamo pregiudizi nei confronti dei rom, ed evidentemente,
se è un sentimento così diffuso, avrà pure un fondo di verità. Ma giacché vi
considerate superiori in quanto “civili”, dovreste avere la capacità di
discernere, dovreste applicare l’unica vera e sana distinzione, quella tra
persone perbene e teste di cazzo. Pacciani e i compagni di merende mi sembrano
100% italiani, eppure…
“Eh ma diamo le case a chi non le vuole, loro per
cultura sono nomadi”. Altra cazzata tipica, figlia dell’equazione rom =
giostrai. Tanto per cominciare, se uno la casa non la vuole la rifiuta, e poi
ormai i rom sono stanziali da generazioni. Vedete per caso in giro carovane di
roulottes zingare? Non mi pare. E state tranquilli che quelli che fanno i
giostrai della casa popolare non ne
hanno bisogno, perché loro sì che sono
nomadi, lo richiede il lavoro che fanno, e poi vivono in case viaggianti
che a confronto con le abitazioni messe
a disposizione dai Comuni sono degli alberghi di lusso.
Avete mai perso il posto di lavoro in favore di un
rom? Avete mai subito angherie da parte di un rom? O la cosa peggiore che v’ha
fatto è stato non farvi lo sconto al terzo giro di macchinine a scontro?
Ridicoli.
sabato 30 marzo 2019
La sinistra dei figli di papà: o finti fricchettoni, o finti Berlusconi, comunque ci state sui coglioni.
Quando fate i no global con le Nike, mi fate
incazzare. Non voglio dire per forza che vi dobbiate fabbricare da soli i
vestiti o comprare degli stracci osceni al mercato equo e solidale, no, chiedo
solo coerenza. Nella fabbrichetta di Monsummano che la globalizzazione sta
mandando in fallimento, le dovreste comprare, le vostre scarpe: questa sì che
sarebbe una scelta alternativa e giusta.
E mi fate incazzare pure quando fate i fricchettoni
integralisti. Quando blaterate di rivoluzione sociale ed uguaglianza. Perché ve
lo potete permettere, mentre in Piazza Verdi comprate del fumo da un negro e
pensate “poveretto chissà quanta sofferenza”; per voi invece dev’essere stata
dura rinunciare al paio nuovo di Birkenstock pur di andare allo Sziget, nelle
vacanze dalla vostra durissima laurea al Dams, fuoricorso da tre anni,
appartamento pagato. Come sarebbe bello il mondo se tutti potessimo vivere come
voi. Avete ragione, cazzo. Peccato che l’uguaglianza tenda ad abbassare il
livello, non ad alzarlo. E sono convinto che invece d’essere tutti egualmente
proletari, con l’affitto da pagare ed il mal di denti, perché col cazzo che ti
puoi permettere il dentista, ve ne tornereste ad arroccarvi nei vostri manieri
ed a votare lo scudo crociato.
Quel che non capite è proprio questo, chi vive al di
fuori di questo vostro mondo meraviglioso vi ha in odio profondo, anche se
magari condivide i vostri principi. Ma siete una delle tante cause per cui
tante persone di sinistra son finite per votare altrove. Fate incazzare. E’
chiaro che un operaio ha interesse a migliorare le proprie condizioni, ma non
vuole che le sue battaglie vengano portate avanti dai figli di Confindustria:
suona falso. Sia che siano vestiti di stracci, sia che si atteggino da eurocrati in giacca e cravatta.
Abbiamo bisogno che la politica torni ad occuparsi
del Paese reale; un mantra che i penosi rappresentanti della sinistra ci
ripetono allo sfinimento. Ecco, allora andate a casa e lasciate la vostra
poltrona a chi s’è fatto vent’anni di fabbrica. Il segretario del Pd lo voglio
laureato in Storia, o Filosofia, e con una bella dose di precariato e lavori di
merda alle spalle. Uno che sappia cosa voglia dire barcamenarsi nello schifo di
Paese che ci avete confezionato voi, dai vostri comodi scranni ben pagati. Uno
che abbia il coraggio di schierarsi, di essere fieramente di sinistra: per
esempio, che dica chiaramente che in Venezuela è in atto un colpo di Stato
appoggiato dagli Usa; che si lanci in una politica veramente ecologista; che rilanci la battaglia per i diritti di
tutti. Che dica, semplicemente, “chi ha di più paga di più”, che parli di lavoro,
di eguaglianza sociale, non di impresa, di rilancio delle imprese, di aiuti
agli imprenditori: fai pagare meno tasse ad un imprenditore e lui spenderà i
soldi in più in puttane e cocaina, o li porterà in Lussemburgo, o qualsiasi
altra cosa ma di sicuro non aumenterà lo stipendio ai suoi dipendenti.
Ecco perché non può andarci bene la deriva che ha
preso il centrosinistra negli ultimi anni: perché è centro destra. Ma se il
resto della sinistra è formato dall’esercito di incoerenti personaggetti di cui
parlavo all’inizio, stiamo freschi. Ci attende una lunga fase di leghismo al
Governo, sostenuto da tanti ex comunisti incazzati; si potrebbe obiettare che
chi si professava comunista e ora vota Salvini si è semplicemente smascherato,
vuol dire che non è mai stato davvero di sinistra. Ma servono anche i loro
voti, maledetti snob del cazzo del Pd.
giovedì 28 febbraio 2019
MOGOL HAI ROTTO I COGLIONI
Mogol ha 82 anni. Perché non è in pensione? Perché deve
esistere in Italia, sempre e per tutte le categorie, la distinzione tra normali
e celebri? Mi sembra che a 67 anni, se sei un NIP (non important paraculo), ti
mandino in pensione per forza.
Cosa consente al signor Rapetti di presiedere la Società
Italiana Autori ed Editori nonostante alla sua età le persone siano più
impegnate a lottare contro l’invecchiamento (e tutto quel che ne consegue)
piuttosto che per i diritti d’autore?
“E’ stato il più grande paroliere italiano” direte voi.
Pfui, rispondo io. A parte che decisamente non è vero, perché la summa di tutti
i testi di Mogol non vale un appunto scritto da Battiato su un fazzoletto in un
bar, e certo non finiranno mai sulle antologie come quelli di Guccini, ma poi
chi l’ha detto che questo ti trasformi automaticamente nella persona giusta per
una carica?
A me, sentire che il Presidente della Siae “ascolta
pochissima musica” e “non ha visto SanRemo” fa rabbrividire. Basta pure per
chiederne le dimissioni, a dirla tutta.
Mogol, hai rotto i coglioni. Hai 82 anni ed è evidente che
tu stia rincoglionendo; cioè, un coglione fascista lo sei sempre stato, ma
prima stavi attento a non darlo troppo a vedere. Vabbè che ora va di moda, ma insomma…
Non esagerare, Giulio.
Eppure, questa vicenda mi sembra lo specchio perfetto dell’Italia.
Vince il Festival un ragazzo italiano, e tutti a gridare allo scandalo perché ha
origini egiziane. Non mi sembra che quando El Shaarawy segna con la Nazionale
il pubblico non esulti. Non mi sembra ci siano state rivolte popolari contro le
vittorie al Festival di Anna Oxa. Ah già, lei ha un colore della pelle più
accettabile, e poi è (era) gnocca.
Le soluzioni a questa rivolta dell’opinione pubblica sono
state: intervento di Ministri del Governo per dire che si deve far scegliere il
vincitore solo al televoto (hanno parecchio da fare i nostri governanti a
quanto pare), così che si possano riapprezzare Marco Carta e Valerio Scanu come
massimi rappresentanti della canzone italiana; altro intervento governativo per
imporre un 33% di musica italiana nelle radio.
A parte che dai rilevamenti emerge che già il 45% della
musica che passa parla la nostra lingua, visto che questo ipotetico provvedimento nasce come reazione allo scalpore suscitato da una
canzone italiana cantata da un neGro, cosa dobbiamo intendere per musica
italiana? Cantata nella nostra lingua oppure eseguita solo da persone autoctone?
Cioè, per capirsi, Sting che canta in vernacolo senese è meno italiano dei
Lacuna Coil che cantano in inglese? O viceversa? Perché fatico a comprendere.
E più di me, fatica Mogol. Che si è ovviamente detto d’accordo,
perché più roba italiana passa e più lui è un bel presidente! Ma soprattutto
più gli si gonfiano le tasche. Si sgonfieranno invece le tasche di quelle
radio, non poche, alcune storiche e con davvero una bella programmazione, che
mandano già solo musica italiana. Perché
la devo imporre anche agli altri? Non siamo nel libero mercato, non siamo il
grande Occidente, la patria della libertà? Se non ti piace quel che passano le
radio, comprati dei cd. Questo sì che aiuterebbe gli artisti.
Poi, chi lo stabilisce cosa trasmettono le emittenti radio?
Le major discografiche. Dunque io mi dovrei sentir propinare la peggio merda
che esce dai talent (leggetevi una recente intervista a Red Ronnie sull’argomento,
se apro sta parentesi facciamo notte) perché così incassate? Prendete sti
regazzini, gli fate stampare un paio di singoli e poi li buttate via. Poi ci
lamentiamo della qualità della nostra musica.
PS: Soldi di Mahmood è la canzone italiana più ascoltata di
sempre su Spotify. Un successo clamoroso, al pari di Occidentali’s Karma
(povero Gabbani, anche lì dovremmo aprire una parentesi sugli “uccisi dalle
case discografiche”, ma vi basti guardare la faccia di Roberto Angelini quando
gli rammentano Gatto Matto per capire tutto). Dunque la giuria di qualità non
aveva tutti i torti. C’era Mauro Pagani ragazzi, altro che Mogol. Uno è un
musicista, l’altro un vecchio demente.
PPS: la canzone di Ultimo è ributtante. Oscena, banale e
nemmeno orecchiabile. La questione non è “come mai non abbia vinto” ma “come
cazzo ha fatto ad arrivare secondo”. Come dite? Con i voti delle regazzì e con
quelli dei call center comprati dalle case discografiche? Eh ma tanto il prossim’anno
tutto al televoto, così sarà meglio. Ecco, mentre sto bimbetto (ma chi cazz’è
poi) se ne stava a piagnucolare in sala stampa, io sognavo che la Bertè
entrasse e lo incenerisse sputando fuoco dalla bocca. O che Silvestri, Rancore
e Ghemon lo corcassero di mazzate.
venerdì 1 febbraio 2019
La casalinga di Marghera ed il cattolicesimo travisato
Dio stronzo. Sì, è una bestemmia, ma è anche la verità: il
Dio dei cattolici è stronzo. E’ un Dio cattivo, vendicativo, di cui avere
paura. Non vuole che tu ti goda niente della vita e che tu abbia altro in testa
all’infuori di Lvi. Chiaro che poi dentro a sti poveri fedeli cresca la rabbia,
e che esploda in manifestazioni di stupidità ed incoerenza uniche. Perché, per
credere in un Dio così tanto stronzo, non si può essere intelligenti.
Ecco allora che non mi stupisco quando leggo i fan di
Salvini, che del cattolicesimo fa una delle sue armi elettorali preferite,
gioire per i neGri morti in mare. Eppure il loro messia diceva “ama il prossimo
tuo come te stesso”. E’ una contraddizione talmente elementare che ve la
saprebbe smontare anche Maurizio Gasparri.
Sono così poco intelligenti, i cattolici, che arrivano a
sostenere che i tizi che vengono dalla zona del loro Messia siano inferiori.
Sì, gran parte della colpa è di Zeffirelli, un altro che proprio una cima non
era, se le massaie pensano che Gesù sia alto bello biondo. Alto bello biondi
occhi celesti puppapperaaaaaa.
E poi, ignoranza e fanatismo religioso, da sempre e
dovunque, vanno a braccetto. Ecco perché noi toscani siamo credenti all’acqua
di rose (quando lo siamo), ed a certe questioni diamo un peso relativo. Ma da
quando mi sono trasferito in Veneto, dove invece le Chiese a messa son sempre
piene, la realtà mi si è parata davanti con dolore. Prendiamo una casalinga di Marghera,
cinquantenne, che ha finito le superiori a calci in culo, senza imparare
assolutamente niente. Sposata con uno zubo indecente che lavora ventisette ore
al giorno, di cui sedici da ubriaco, la povera massaia trova consolazione solo
nel Cristo. E nella tv, e chi c’è SEMPRE in tv? Salvini. E Salvini le sembra la
versione più ricca, più giovane, più bella, e forse leggermente (leggermente)
meno grezza del marito. E siccome anni e anni di messa le hanno insegnato ad
essere sotto-messa alla figura maschile, ecco pronta la migliore fan possibile
del Matthew.
Poi, adesso queste signore hanno accesso ad i social
network, quindi la loro valvola di sfogo si è ampliata incredibilmente: se
prima si limitavano ai circoli parrocchiali ed alle sedute dalla parrucchiera,
dove al limite erano in dieci a dire le stesse robe, e dove se trovavano un
prete decente rischiavano anche di prendere dei sonori vaffanculo, adesso il
mondo è la loro piazza. E queste povere casalinghe venete possono fare rete,
sentirsi unite nel nome del Cristo e del Matteo, e sfogare tutta la loro
rabbia.
Che è enorme, cieca, frutto di una vita vissuta nella paura,
nell’autoconvinzione di dover servire, di essere inferiori, di peccare senza rimedio.
Perché solo una rabbia enorme può essere così irrazionale. Solo una rabbia
enorme può spingere un cattolico a dichiararsi tale e contemporaneamente
scagliarsi contro i principi della sua religione.
Ma non temete, noi che credenti non siamo ci segneremo tutti
i vostri commenti sui social, ed il giorno che questo Governo verrà rovesciato
dal popolo (se pensate che concederanno libere elezioni tra quattro anni siete
proprio ingenui) vi verremo a cercare casa per casa. E non avremo rispetto dei
valori cristiani che voi stessi state infangando.
venerdì 18 gennaio 2019
Quando Corallo insultò Burioni. Un breve discorso, una lunga agonia.
QUESTO ARTICOLO PARLA DI ROBA VECCHIA, HO ASPETTATO UN PO' PERCHE' INFAMARE IL PD E' COME SPARARE SULLA CROCE ROSSA.
Dobbiamo andare oltre Renzi. Dobbiamo guardare al futuro.
Dobbiamo rinnovarci. Questo è il mantra che chiunque sia vicino al PD (membri
del partito, tesserati, semplici simpatizzanti) ripete ossessivamente dalla
sconfitta elettorale, mentre il partito continua a perdere voti.
Adesso che dovremmo essere vicini ad una svolta, sono
partite le grandi manovre. Poco m’importa sapere chi sarà il prossimo
segretario di un partito che non voterò, ma giocoforza sono costretto a
guardare a questa faticosissima ricostruzione perché, se vogliamo che la
sinistra non sparisca del tutto dal Parlamento, tocca inevitabilmente sperare
che qualcosa di buono esca fuori dal PD.
E questo sicuramente NON è Dario Corallo. Perché nonostante
tutti siano d’accordo sul fatto che Renzi va messo a riposo, dal comunque meno
antipatico dei Matteo nazionali hanno ereditato la straordinaria capacità di
pretendersi infallibili. Sono tutti lì a dire “eh ma Renzi s’è inimicato la
gente perché è presuntuoso ed arrogante, non chiede mai scusa eppure ha
sbagliato tante volte” e adesso che un coglione si lancia in una polemica
sterile soltanto per farsi pubblicità ecco che tutti si ergono in sua difesa.
Allora o non avete capito nulla, o lo fate apposta, e
davvero non so cosa sia peggio. Se non vi
levate quella puzza sotto al naso e l’idea d’essere più infallibili del Papa
siete destinati a soccombere. Avessi sentito UNO, tolto il povero Vittorio
Zucconi, dire “Corallo, la tua stronzata l’hai detta, ora torna a cuccia e
chiedi scusa a Burioni”. Al di là del capolavoro albertosordiano di additare la
presunta saccenza & arroganza dell’immunologo con saccenza & arroganza,
ma che bisogno c’era? Invece niente, tutti a levare lo scudo in difesa del
giovane e coraggioso compagno. Perché uno del PD non sbaglia mai.
Dopo la sconfitta di Rutelli, Nanni Moretti disse “con
questi dirigenti non vinceremo mai”. Si sbagliava, ma solo perché dall’altra
parte facevano talmente tanto schifo che una volta, per miracolo, abbiamo
rivinto. Adesso invece ci siamo assicurati la sconfitta per i trent’anni a
venire. Ma voi siete sicuri d’essere un partito di sinistra, anzi il grande partito di sinistra, con
Minniti e Calenda? Con gente che ha fatto sentire a D’Alema, MASSIMO D’ALEMA,
IL PIU’ GRANDE ALLEATO DI BERLUSCONI, l’esigenza di spostarsi più a sinistra?!?! Ma siete stronzi,
imbecilli, fascisti o tutti e tre?
Di sicuro siete snob e presuntuosi. Anche in queste
schermaglie per la scelta del prossimo leader, si parla solo dei volti, e mai
dei programmi. Come se fosse un’elezione dei candidati M5S. (Questa è una
grande vittoria del berlusconismo, e la dimostrazione che ormai il pensiero di
Berlusconi, anzi l’assenza di pensiero, è sopravvissuto al suo creatore). Ma
davvero non avete niente di meglio da proporre? Ma che non ce l’avete uno con
le mani spaccate dal lavoro, siete tutti per forza in camicia bianca? Fin
quando non capirete che è colpa vostra se gli operai sono finiti nelle mani di
Salvini, dovete solo fare silenzio.
Perché non c’è cosa che fa più rabbia, a chi non arriva a
fine mese, che sentirsi dire come deve campare dal solito finto fricchettone
col babbo avvocato. Madonna se avete scartavetrato i coglioni.
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