martedì 3 settembre 2019

Mio malgrado mi son visto il Jova Beach Party e un sacco di concerti indie demmerda


Mi spiegate che senso ha andare ad un concerto per stare tutto il tempo col cellulare in mano? Cioè, andate per far vedere agli altri di esserci andati, altrimenti non si spiega... Vi potreste comprare il dvd oppure guardarlo su Youtube, meno costo e meno sbatti, stesso risultato.
Come mi permetto di sputare sentenze di tal fatta? Primo, sono presuntuoso. Secondo, ho una certa esperienza in materia, e quando un concerto ti garba (ovvero, ti garba di più della gioia social di comunicare agli altri che ci sei andato) il cellulare lo tieni in tasca. Un breve elenco che comprende solo le volte che mi sono spostato appositamente per il live in questione:

Bruce Springsteen @ Franchi – Firenze
Vasco Rossi @ Modena Park
Tears for Fears @ Lucca Summer Festival
Carlos Santana @ Pistoia Blues
Yann Tiersen @ Prato Piazza Duomo
Giorgio Moroder @ Padova
Paul Kalkbrenner x2
The Prodigy @ Home Festival
Metempsicosi N volte
Snoop Dogg @ Lucca Summer Festival
Franco Battiato x4
Subsonica @ Pistoia Blues
Max Gazzè x3 (da solo, cover band Pink Floyd, con Marina Rei & Paola Turci @ Moontale Festival)
Daniele Silvestri @ Parco delle Cascine
Bugo @ Flog
Gatti Mezzi @ Flog
Premiata Forneria Marconi x3
Baustelle @ TuscanyHall
Mario Venuti @ Nave de Vero
Gipsy King @ Nave de Vero
Tre Allegri Ragazzi Morti @ Flog
I Cani @ Flog
Bobo Rondelli x2
Brunori Sas @ Metarock
Larry Carlton @ Pistoia Blues
Marcus Miller @ Lucca Summer Festival
Bunny Wailer @ Roots & Culture Festival
Horace Andy @ Lago Verde
The Groundation @ Roots & Culture Festival
Fat Freddy’s Drop @ Estragon
Gentleman’s Dub Club @ Flog
Zion Train @ Musica W Festival
Mr Vegas @ Roots & Culture Festival
Africa Unite @ Prato non ricordo dove
The Bluebeaters @ Lago Verde
Sir Oliver Skardy @ San Dona’ di Piave
Bombabomba N volte (a volte Cillo Cillo a volte Marko Marko)
Il Generale N volte
Toni Moretto N volte
Il Jaka @ Flog N volte
Mama Marjas @ Flog
Nico Royale N volte
Earth Beat Movement N volte
Rankin Alpha N volte
Quartiere Coffe @ Musica W Festival
Chisco @ non ricordo
Alborosie @ Beat Festival
Ex CCCP con Gazzè e Appino @ Siena Piazza del Campo
Maurizio Geri N volte
Riccardo Tesi @ non ricordo
Sergio Montaleni N volte
Bandabardò @ Pistoia Blues
Pop X @ Musica W Festival
Seasick Steve @ Musica W Festival
MONO @ Musica W Festival
High on Fire @ Musica W Festival
Cisco Bellotti @ Musica W Festival
Modena City Ramblers @ Pistoia mercato ortofrutticolo
Francesco Guccini @ Firenze Mandela forum
Fausto Mesolella @ Musica W Festival
Riccardo Marasco @ Agliana
Gem Boy @ H2NO
Murubutu @ Mira on Air
Babaman @ Pisa non ricordo
4 Owls @ Marghera Cs Rivolta
Caparezza @ TuscanyHall
Noyz Narcos @ Marghera Cs Rivolta
Colle der Fomento @ Marghera Cs Rivolta
Linea 77 @ Festa dell'Unità Pistoia
Gian Maria Testa, Stefano Bollani, Enrico Rava  & Banda Osiris @ Teatro Manzoni per “guarda che luna”
Sud Sound System @ Teatro Manzoni per “acido fenico”
Apres La Classe @ un festival della birra a caso nel pratese
Giorgio Canali @ un festival della birra a caso nel pratese
Dj Hype @ Deposito Pontecorvo

Più tutti quelli che sul momento non mi ricordo o che ho proprio rimosso dalla memoria o che non vi voglio menzionare (ho fatto uno sforzo con la Bandabardò, non starò a scrivere pure i Sonhora).

sabato 31 agosto 2019

Fuori dall'Ozne, un paio d'anni fa

C'era una luce sull'acqua
il mio amico poeta dice che comincia bene
e si lasciava guardare
immobile come la noia
e la prossima sigaretta fuori dal locale
mani ghiacciate e vini discutibili
vi guardo di traverso ma tranquilli
è soltanto sonno

venerdì 30 agosto 2019

Da che parte stanno gli sbirri?


Ha detto che la gran parte dei poliziotti e dei carabinieri sono con lui, che lo stanno sommergendo d’attestati di stima e che, per loro, il Mattew rimarrà sempre il vero Ministro dell’Interno.
L’affermazione è forte ed ha scatenato reazioni anche indignate. Eppure, periodicamente, emergono particolari inquietanti sul modo di pensare e d’agire delle nostre forze dell’ordine. Eppure, immediatamente dopo, tutte queste considerazioni ritornano nell’oblio, vuoi perché opportunamente insabbiate, vuoi per l’italica fascinazione del potere.
L’ultimo sussulto di coscienza nell’opinione pubblica (in una parte, sia chiaro) c’era stato con la rimozione degli striscioni anti Sega dai balconi. A qualcuno era sembrato una limitazione della libertà di pensiero, si era arrivati addirittura a sostenere che la Digos usasse “metodi fascisti”. Certo, nei media tradizionali i termini erano stati assai più gentili, ma insomma il succo quello era. E sempre questo è con le nuove affermazioni del miserabile Seghista.
A me invece è sempre sembrato così chiaro ed evidente. Sarà che ho frequentato due ambienti lontanissimi tra loro, ma accomunati dalla repulsione, vicendevole, per i personaggi in divisa, come i centri sociali e lo stadio. Lì capisci che è un attimo per finire a terra manganellati e presi a calci, che hai di fronte una pletora di personaggi esaltati, cattivi e soprattutto impunibili. E fascisti.
Faccio un esempio facile facile. Hanno destato grande scalpore le “manifestazioni” di (scusate il termine) CasaPound a Roma contro le assegnazioni, del tutto legittime, di case popolari a famiglie rom italiane. Ebbene, la scena della mamma con la figlia che entra in casa scortata dalla polizia mentre quei cerebrolesi le urlano contro di tutto è agghiacciante. Direte voi: ma i poliziotti hanno fatto il loro dovere e li hanno protetti. Rispondo: certo, sono pagati per quello. Come sono stati però trattati i coglioni neofascisti lì intorno? Coi guanti di velluto. Perché questi pezzenti che cercano di fare del male ad una mamma con una bambina vengono gentilmente allontanati, tra l’altro senza arresti né denunce,  e chi organizza una pacifica manifestazione contro la guerra viene manganellato senza pietà?  
Perché le forze dell’ordine sono a larghissima maggioranza fascista. E il problema non è loro, è vostro. Vostro che non riuscite, o non volete, accorgervene. E’ talmente palese che le guardie siano fasciste che non mi metto nemmeno a perdere tempo a spiegare perché. Ma che cazzo, ma il G8 di Genova non ve lo ricordate? Ma le stragi di Stato? Voi state male sul serio.

Ps: data la loro ideologia, è evidente che detti personaggi costituiscano per la Sega un enorme bacino di voti. Se non fosse il motto dei cingustarz vi direi “sveglia”.

giovedì 22 agosto 2019

Questo post contiene 9 volte la parola "negro"


Stamattina ho fatto tardi a lavoro. La pasticceria era intasata di negri al cellulare (rigorosamente ultima generazione) che tentavano di spacciare, non si riusciva ad entrare.
Quando infine ho preso il caffè, uscendo mi sono accorto che uno zinghero stava sgommando via con la mia macchina.
Allora ho preso il bus, anche se l’autista negro sembrava volesse tirar dritto e alla fine m’ha aperto bofonchiando “bianco di merda”, e son dovuto rimanere in piedi perché tutti i posti erano occupati da negri giovani, atletici e chiaramente spacciatori. Poi è salito il controllore, anche lui negro, che nonostante avessi timbrato il biglietto m’ha fatto la multa perché non avevo il documento dietro. Gli ho spiegato che m’avevano rubato la macchina col portafogli dentro, m’ha riso in faccia.
Finalmente arrivo a lavoro, e quel negro del mio capo mi fa un cazziatone per il ritardo, poi mi dice “tanto non mi servi più, porta via le tue cose”: nel mio ufficio adesso c’è un negro.
Torno a casa, e qui la ciliegina sulla torta: la Boldrini c’ha fatto buttar dentro una quarantina di negri, che a turno sodomizzano lei e la mia compagna. Mi dicono entrambe “vattene alla mensa della Caritas, microdotato e microcefalo”, ma anche lì mi respingono perché non sono negro, o almeno marroncino, o zinghero.
Maledetti negri, m’hanno rovinato la vita.

martedì 20 agosto 2019

Perché sono molto più patriottico di un leghista - elenco in costruzione


Quando vado a fare la spesa, sto sempre attento a comprare prodotti locali. Il leghista medio invece deve alimentare la sua indole borghese con la roba di marca.

Così, ad esempio, in bagno: io sapone Fissi (Firenze), bagnoschiuma e shampoo Naturerb (Pistoia), lui tutto Fructis. Per pulire: io sgrassatore Blix (Massa Carrara), lui il Viakal… dato dalla polacca.

Mi vesto con la roba presa al mercato, ok sarà cinese, ma almeno è prodotta in Italia. Polo e Lacoste per il leghista medio.

Guidavo (ora sono costretto alla vettura aziendale) una macchina italiana. Suv tedesco per il leghista medio.

Insomma, io faccio quello che posso per alimentare l’economia italiana; compro italiano, mangio italiano, sostengo le attività culturali partecipando quanto possibile a mostre, cinema, concerti. Il leghista medio invece ha spostato la sua fabbrichetta con 20 operai da Treviso a Lubiana. Al cinema non ci va, lui ha Sky che guarda dal suo megatelevisore Samsung comprato su Amazon.

Io dico “dobbiamo accogliere tutti” e passo per antitaliano. Lui dice “prima gli ItaGliani” e passa per patriota.
CHE CAZZO DI PROBLEMI AVETE.

giovedì 8 agosto 2019

Il sarcasmo è la mia difesa

-Ma ti piacerebbe fare il critico?-
Certo, mentre faccio l'ennesima recensione dissacrante dell'ennesimo disco indie plasticoso, è una domanda legittima. Ma no.
-Per fare il critico devi avere un'alta considerazione di te stesso. Non mi pare proprio il caso-
-Ah beh scusami, mi pareva-
-Non devi scusarti- a sto ragazzo gli metto un po' di soggezione, lo so; la metto spesso a quanto pare. Non vorrei. Cioè, a sto giro sì, ma in linea di massima vorrei essere più gentile e meno cinico (ed avere uno stile migliore che mi consenta di scrivere roba meno merdosa di “in linea di massima”). Meno grigio, con lo sguardo di traverso e la bocca che sa di fiele.
-Me l'hanno già chiesto in diversi. Ma io non voglio essere critico, solo sarcastico. È il modo che ho per affrontare sta merda di mondo-
-Capisco-
E invece no, perché tu, pischello intimorito dalla mia età, da quel che facevo alla tua, dai segni che m'ha lasciato addosso, tu, maledetto pischello, ce la fai ad essere gentile. Ci vuole una forza assurda per non farsi sbranare dagli insicuri in cerca di rivalsa. Spesso sono sarcastici.
Che venga da qui la vostra insopportabile rassicurante flemma? Cioè voi vi bastate?! Io no, io cazzo no, ho bisogno di competere e, se non di vincere, quantomeno di sapere che ho qualcuno da schiacciare.
Direte sei invidioso. No. Sono competitivo, ma non invidio. Perché non sono interessato ad avere di più. Qui nasce il mio dolore, sono battagliero ma poi alla fine non m'interessa quel che vinco; ho trovato il modo di mettermelo comunque in culo. Mi sento dilaniare tra questa indole da gara, retaggio di una cultura che non apprezzo, ed appunto il disprezzo per quel che si vorrebbe ottenessi. Corro senza meta ormai da anni, ne ho combinate tante ma sono orgoglioso di non avere imparato niente, almeno quando ve le racconto ci fate due risate, invece di pensare “mamma questo che palle, si crede il Messia”. Adesso però sono stanco di saltare sui treni in corsa, leccarmi le ferite quel tanto che basta per reggermi in piedi e cambiare di nuovo strada. È stato bello, ho vissuto tante vite. Adesso voglio la mia.

venerdì 2 agosto 2019

Ultimi sussulti di un'estate bizzosa


Marina di Castagneto Carducci - 27/09/2016

In spiaggia addirittura si suda, il mare più invitante che abbia mai visto qua mi fa sentire stupido: non ho portato il costume.
Intorno solo vecchie di varie nazionalità, il trio di milanesi parla di ogni ristorante/bagno/pensione in un modo che fa capire quanto siano avvezze alle vacanze a Donoratico; certo, io che conosco il posto da quando sono nato potrei intervenire diffondendo succulente notizie e pettegolezzi, ma mi limito a sorridere sornione.
Continua ad arrivare gente, la famiglia di asiatici si tuffa e la invidio. Dietro, la gente ancora pranza, al ritmo lento che solo un martedì di ferie autunnale sa regalare. Quel ritmo che dovrebbe essere proprio di ogni vacanza, e che invece la nostra frenesia ha voluto cancellare, relegandolo alla rarità dei 30 gradi alle porte di ottobre.
Questo mare è veramente troppo liscio e blu, come se fosse profondissimo da subito, e il rumore della risacca misto alle ciarle multilingue (milanesi a sinistra, tedesche a destra, giapponesi davanti) si porta via le ultime resistenze dei miei intenti iniziali; volevo scrivere di decadenza, ma oggi sembra più l'avvento di una primavera in pensione che la fine dell'estate. Nei rumori che la brezza si porta via lascio le voci dentro la mia testa e, dopo tanto tempo, respiro. Adesso mi godrò una sigaretta, io che non le fumo.
Niente, continuano a mettermi solo ansia. Immergo i piedi nell'acqua per riprendermi, ed una grossa nuvola bianca, per niente minacciosa, riporta i colori alla realtà; il paesaggio abbandona quelle tinte morbide che oggi lo rendono così speciale, ma non basta il cinismo dei contorni netti a spengere la pelle; quella sensazione sempre più rara di sentirsi parte della natura e non personaggi che si muovono al suo interno, dominanti o soggiogati che siano. Mi sento di ringraziare ogni singolo granello di sabbia che resterà indosso e che adesso mi massaggia i piedi con una grazia che non ricordavo.
E mi sconvolge pensare che la sabbia è sempre così morbida e giusta, sono io che non riesco a sentirla. Certo il tizio col cingolato dei gelati ed i Black Eyed Peas a palla si potrebbe anche sparare.