Giulio Paci
So
che vivrò per sempre. La cosa per cui sentirò maggiormente la mancanza è il silenzio. Ciò che mi comprendeva e mi
lasciava essere un uomo buono. Se ora è tardi è tardi per sempre.
L’uomo
non visto resterà l’uomo che non si vede, finché una notte scomparirà anche lui
senza sapere cos’era l’amore, senza aver avuto mai una donna. Giovane o no, ho
piantato dei semi ovunque ed ora è nata una foresta. Finché cresceranno
fiori la natura avrà speranza e la
memoria servirà solo al canto delle stagioni. Conto di far presto. Non sono i
ricordi ma è la vita che mi ha lasciato
solo. La campana suona ad ogni ora. Si mangia per due volte al giorno un lungo
pasto. La guerra fa orrore. Più che i morti sono i vivi. Si crede ci sia ancora
una fine, un traguardo, dopo di che le cose inutili scompariranno. Le parole
scompariranno. La storia avrà assunto un nuovo significato. Dormiremo riuniti e
senza vestiti. Nudi com’erano un tempo i roghi, i sogni dei bambini e i
bambini. Qualcuno sarà sveglio per sorvegliare il continuo della festa.
Creeremo il pane dal niente e ne saremo capaci. Percorreremo la vita con la
sola forza dell’immaginazione. Poiché anche l’amore cambia insieme con la noia.
Come il nulla che ad oggi è il suo scontento. E non è amore l’amore quanto il
non sapere cosa sia, questo rende la vita una cosa rara. Innocua è la fine di tutto.
Per questo gli uomini muoiono mentre io vivrò per sempre. La prima cosa, il
cielo e la terra. Nascere dunque è trovarsi in mezzo a loro. Si può nascere, se
così si vuole.