mercoledì 18 marzo 2020

CANTO DEI BRIGANTI

Niccolò Ferri

Torna la bruma, è nuovamente sera.
Ritorna Cesare eroe trionfante, gloria
d'obelischi su cui ne' sangue sarà ritratto
ne' ricordo mai di martiri contro il tempo

E poi c'eravamo noi, sepolti
tra le cartoline venute da lontano
dalle mani di amici, dal cuore dell'Europa
dalle valli scheletriche di forestieri
senza vittorie ne' fotografie
dai volti secchi.
C'eravamo noi, cavalieri ultimi
di questa Storia dei ricordi brevi
a spaccare le armature gusci di noce
a arrotondare i pugnali contro i lampi della credulità
ai cippi di pietra grezza che le memorie offrirono al camposanto
e ai draghi di muschio, freddi
fiamme del bosco.
E cavalieri ci chiamammo, e ci chiamarono
perché alla guerra c'invocò
la Musa. Il patimento degli sconfitti secolari
fu la nostra moira fra i frastuoni
degli amori persi, ricordi
che se ne vanno con la marea alta.
E ci sentimmo certo soli, al dolore
riconciliati dal dolore e dalle canzoni
che certo più tristi delle nostre nubi
c'incalzarono, di modo che ci dissero briganti
e ciò che rubavamo non era, in fondo, che una vita
questa vita che non è molto, e in cui le divise sono già d'avanzo

Ed era ovvio per noi, nudi, vederne la follia

lunedì 16 marzo 2020

LIBRI DEL PASSATO

Giulio Paci

Certi libri esisteranno solo nel passato. Altri saranno nuovi libri. Questo vuol dire che è memoria ormai comune, la guerra, le feste dei cabaret, le passeggiate lungo il fiume, i vicoli delle donne, i vicoli delle cacate. Sono certo cose che continuano ad esistere. Un tempo c’erano le partenze. Poi le morti. Ora stiamo tornando, e stiamo consigliando a tutti di tornare. Oggi però ci occupiamo del giorno, come un giorno successivo ad un altro. Oggi è l’abitudine ciò che risulta vero, quel che suggerisce le parole a chiunque indossi una penna. Per questo non serve parlar di niente se non grazie alla poesia. Per avere ancora un’idea del tempo come tempo che scorre, come tempo che esiste. E non sia l’uomo, un uomo del ritorno alla casa, ma ogni uomo la casa di cui l’uomo ha bisogno. 

giovedì 5 dicembre 2019

Non smettere di sognare troppo presto - per F

Non smettere di sognare troppo presto
nessuna resa al pessimismo conforme
al mediocre susseguirsi delle norme
sputare sangue in silenzio per restare onesto

Lungo sentieri battuti da passi ansanti
pesanti per le lunghe battaglie
svilite
ridotte a teatri d'inutili schermaglie
alza lo sguardo sul dolore e scopri
che non c'è fine
ripetersi incessante di strade millenarie
eppure sempre diverse si scontrano
coi pochi beati illusi
con masse di greggi ottusi
feroci e zelanti ogni novità rinnegano
dietro ogni curva tendono ingannevoli muraglie
delle loro incrollabili paure

Immobile è l'uomo che muore

giovedì 28 novembre 2019

Io me ne vado

del Ciarlatano
io me ne vado.
attraverso un labirinto con muri fatti di ideologie
vado oltre l’orizzonte per vedere quanti morti ha fatto il mare.

Voi restate qui per carità che le navi son troppo piene di vuoto
incolmabile

per capriccio o per semplice inganno naufragano dei corpi
troppo piccoli per essere vivi

sarebbe bello vedervi finire
sarebbe bello potervi ignorare
sarebbe bello potervi odiare
senza però aver paura di morire

m’auguro i vostri pensieri notturni restino gli incubi che di giorno acclamate


mostri! mostrate quello che i miserabili priori mormorano
magari la morte e i martiri che tramano.
ma voi tremate; e tra terrori e terremoti
trovate il terreno fertile per tramutarvi in morti viventi

senza provare vergogna ridete ridete e ridete ancora 
perché la vita è un sogno
perché la vita è bella
ma la guerra non è un gioco anche se voi siete solo pedine

meritate quello che avete
anche se tra ori e ornamenti, adorate chi non conosce rispetto
 persone di sabbia, cenere e violenza
persone fatte di sangue secco, sanguisughe sazie di siero
fagocitate feti, fermamente convinti che fuori piove ed è colpa di altri
votate di far piovere bombe 

plasmati dalla noia, creati per annoiare, messi al mondo per occupare lo spazio di un innocenza ormai naufragata
su questo museo ormai chiuso da tempo, dove il futuro si abbatte senza pietà
un futuro talmente incerto che prende spunto dal passato.

avete paure, non dormite se no per riposare
cannibali di voi stessi, cospargete di egoismo il mondo pur di morire il più tardi possibile.

mostri, solo mostri. Testimoni fasulli, testi slavati da infausti tempi 
senza far male a nessuno tranne che al prossimo.

non avete niente da dire
non avete niente da mostrare
non avete nulla da sapere
non avete nulla da perdere
non avete nulla
siete ancora meno.

io me ne vado dal vostro pensiero, voi rimanete in trappola
voi rimanete qui a mangiare carne di uomo
voi rimanete qui a morire
voi rimanete qui a sbavare su speranze sbiadite sbandierate da sbandati.
mentre le badanti dell’est bramano una vita
mentre i braccianti del sud credono che le catene si siano rotte 
mentre i veli cadono voi vi voltate 

i veli cadono 
veli pesanti
pieni di idee e capelli che profumano di spezie dell’est
con essi cade piombo e fuoco
sale e acqua

abbandonatemi qui con gli esclusi
abbandonate il mondo vi prego
abbondate con la vostra assenza
abbiate pietà

io me ne vado adesso e per sempre
a piangere, vivere, sorridere e morire
a chiedersi il perchè

voi no
voi rimanete pure qui a sparare su chi è già morto.

mercoledì 27 novembre 2019

Io non vi capisco, ma voi capite poo

26/11
Ieri giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Partendo dal fatto che mi sembra terribile già nella sua stessa esistenza, io sarei a favore di una giornata contro la violenza in generale, anzi di una vita contro la violenza, ma insomma è l'interpretazione dell'evento che m'ha sconvolto parecchio.
Intendo, io sono un gran fruitore delle vostre Instastorie e due culi non li disdegno mai, ma ieri mi sono sembrati davvero tanto fuori luogo. Cioè, niente in contrario, però non postateli con la scusa di quella giornata lì, magari prima un bel pippone sulla donna che non è un oggetto, che deve avere lo stesso salario e gli stessi diritti degli uomini, e poi dopo una foto a troione da battaglia. Chi v'impedisce di metterle? Nessuno, non certo io che assai le gradisco, ma cazzo se non avete capito niente della battaglia per l'emancipazione. Siete mentalmente arretrate e proprio vittime di quegli schemi di pensiero maschilisti che pensate di combattere, svilite tutte le ragazze che cercano davvero di darsi da fare e vi meritate la Meloni come portavoce.

Altri che non capiscono nulla, tanto per cambiare, sono quelli del PD e derivati. Sono anni che ragionano di riprendere contatto col territorio senza averne nessuno con la realtà. Quello che mi fa più ridere è Bersani che blatera di una “Cosa Nuova” tutte le volte che lo vedo, senza spiegare cosa intende, senza rendersi conto che come promotore di rinnovamento lui proprio non va bene.
Se quelli del PD vogliono tornare sul territorio, riaprire le sezioni, farsi vedere nei Circoli Arci non prenderanno mezzo voto in più, perché sono posti frequentati soltanto da pensionati che li voterebbero aprioristicamente: sono quel 18% che hanno preso l'ultima volta.
Come sono giunto a questa conclusione? Semplice, facendone diretta esperienza. Anni fa partecipai da UNA E DICO UNA riunione dei Giovani Democratici di Pistoia. Ore di discussione su un argomento fondamentale: scegliere la foto migliore per il santino elettorale del candidato, poi eletto ed attualmente tenuto in Grande Considerazione dai notabili del partito. Programmi, idee, proposte? Nessuna, ma davvero una grande attenzione all'esposizione ed al ritocco fotografico.
E' l'epoca dell'apparire, la piena realizzazione del berlusconismo, e se Zingaretti e soci pensano che tornando a Sarripoli a mangiare le salsicce recupereranno terreno si sbagliano di grosso. Ai giovani d'oggi non gliene frega un cazzo: nella mia città ha vinto un panaio solo perchè viene bene nelle foto su Instagram. La frattura è insanabile ed io, in quella riunione drammatica, l'ho vissuta sulla mia pelle, me ne sono andato sentendomi un dinosauro, incapace d'instaurare un dialogo con alcuni ragazzi di tre/quattro anni più giovani di me, e che adesso sono avviati verso un decente avvenire politico... sempre con delle belle foto. Dei programmi, del territorio, delle idee non frega più un cazzo a nessuno: cari piddini, scegliete un segretario belloccio e forse beccherete qualche voto in più.

sabato 23 novembre 2019

Motivi per cui son stato in silenzio

La digitalizzazione è una bella cosa, però si perde il senso materiale degli oggetti. Quindi, durante le Grandi Litigate, ricordatevi di farvi dare la password di Netflix.

Il dottore m'ha costretto a tornare a Pistoia, dice devo riprendere contatto con i miei familiari, i miei amici, le mie abitudini. Così, da buon chiazzanese, la prima sera ho fatto l'azione più tipica delle mie parti: mi sono impantanato in una redola

-Come ti va la vita?-
-Beh sabato sono finito in fossa con la macchina-
-Eh? Allora?-
-Niente, il carro attrezzi che ho chiamato è finito in fossa davanti ai miei occhi-

-Come ti va la vita?-
-Beh lunedì sono entrato in casa nuova, in centro pieno, molto carina. Solo che è al quarto piano-
-Vabbè dai è una cosa sopportabile-
-La sera stessa mi sono rotto il ginocchio-

Dieta della settimana: sigarette, lacrime e vin novello

L'indie rock è roba per chi non ha mai sentito i primi album di Vasco e crede che sti fighetti scrivano bene. Invece copiano male.

Capisci che ti serve aiuto quando vedi i tuoi amici dopo un mese di isolamento, li convinci ad andare dove vuoi tu e poi passi la serata impaziente di rannicchiarti a piangere a letto.

Ciao concentrazione ciao.
Manco il tempo oggi piove eh visto devo rinnovare la patente la pentola sul foo stasera non vengo belle scarpe che stavo dicendo?

lunedì 4 novembre 2019

Per cominciare male la settimana


Quasi ogni mattina faccio colazione alla pasticceria sotto casa. Ci sono due bariste che si alternano, una tristemente nota come La Lenta. Stamattina toccava a lei. C’era inoltre la Mamma Borghese con Cayenne intenta a scegliere 124 paste per chissà quale ricorrenza; alle 8 di mattina, lei che ha tanto da fare. Insomma, s’è accumulata una discreta fila. Ad un certo punto il Tizio Intelligente svicola e passa davanti a tutti; l’ho visto sorridere compiaciuto. Che misera esistenza.

Con la stessa cadenza mi faccio 40 km di SS309 Romea per andare a lavoro. Trattasi di statale a una corsia, lunghissima, drittissima, trafficatissima, pericolosissima, piena di mezzi pesanti ed agricoli. Si forma un’unica interminabile colonna di ogni genere di veicoli, e l’unica è starsene lì sperando che la velocità media non sia clamorosamente bassa. Eppure, tutte le cazzo di volte c’è un Tizio Intelligente, sempre e comunque su macchina tedesca, che ti si mette al culo, sfanala e manda affanculo finché non riesce a piazzartisi davanti. Giusto davanti a te, perché più in là non c’è verso d’andare. Rischiare la propria e l’altrui vita per guadagnare cinque metri d’asfalto. Che misera esistenza.