giovedì 22 agosto 2019

Questo post contiene 9 volte la parola "negro"


Stamattina ho fatto tardi a lavoro. La pasticceria era intasata di negri al cellulare (rigorosamente ultima generazione) che tentavano di spacciare, non si riusciva ad entrare.
Quando infine ho preso il caffè, uscendo mi sono accorto che uno zinghero stava sgommando via con la mia macchina.
Allora ho preso il bus, anche se l’autista negro sembrava volesse tirar dritto e alla fine m’ha aperto bofonchiando “bianco di merda”, e son dovuto rimanere in piedi perché tutti i posti erano occupati da negri giovani, atletici e chiaramente spacciatori. Poi è salito il controllore, anche lui negro, che nonostante avessi timbrato il biglietto m’ha fatto la multa perché non avevo il documento dietro. Gli ho spiegato che m’avevano rubato la macchina col portafogli dentro, m’ha riso in faccia.
Finalmente arrivo a lavoro, e quel negro del mio capo mi fa un cazziatone per il ritardo, poi mi dice “tanto non mi servi più, porta via le tue cose”: nel mio ufficio adesso c’è un negro.
Torno a casa, e qui la ciliegina sulla torta: la Boldrini c’ha fatto buttar dentro una quarantina di negri, che a turno sodomizzano lei e la mia compagna. Mi dicono entrambe “vattene alla mensa della Caritas, microdotato e microcefalo”, ma anche lì mi respingono perché non sono negro, o almeno marroncino, o zinghero.
Maledetti negri, m’hanno rovinato la vita.

martedì 20 agosto 2019

Perché sono molto più patriottico di un leghista - elenco in costruzione


Quando vado a fare la spesa, sto sempre attento a comprare prodotti locali. Il leghista medio invece deve alimentare la sua indole borghese con la roba di marca.

Così, ad esempio, in bagno: io sapone Fissi (Firenze), bagnoschiuma e shampoo Naturerb (Pistoia), lui tutto Fructis. Per pulire: io sgrassatore Blix (Massa Carrara), lui il Viakal… dato dalla polacca.

Mi vesto con la roba presa al mercato, ok sarà cinese, ma almeno è prodotta in Italia. Polo e Lacoste per il leghista medio.

Guidavo (ora sono costretto alla vettura aziendale) una macchina italiana. Suv tedesco per il leghista medio.

Insomma, io faccio quello che posso per alimentare l’economia italiana; compro italiano, mangio italiano, sostengo le attività culturali partecipando quanto possibile a mostre, cinema, concerti. Il leghista medio invece ha spostato la sua fabbrichetta con 20 operai da Treviso a Lubiana. Al cinema non ci va, lui ha Sky che guarda dal suo megatelevisore Samsung comprato su Amazon.

Io dico “dobbiamo accogliere tutti” e passo per antitaliano. Lui dice “prima gli ItaGliani” e passa per patriota.
CHE CAZZO DI PROBLEMI AVETE.

giovedì 8 agosto 2019

Il sarcasmo è la mia difesa

-Ma ti piacerebbe fare il critico?-
Certo, mentre faccio l'ennesima recensione dissacrante dell'ennesimo disco indie plasticoso, è una domanda legittima. Ma no.
-Per fare il critico devi avere un'alta considerazione di te stesso. Non mi pare proprio il caso-
-Ah beh scusami, mi pareva-
-Non devi scusarti- a sto ragazzo gli metto un po' di soggezione, lo so; la metto spesso a quanto pare. Non vorrei. Cioè, a sto giro sì, ma in linea di massima vorrei essere più gentile e meno cinico (ed avere uno stile migliore che mi consenta di scrivere roba meno merdosa di “in linea di massima”). Meno grigio, con lo sguardo di traverso e la bocca che sa di fiele.
-Me l'hanno già chiesto in diversi. Ma io non voglio essere critico, solo sarcastico. È il modo che ho per affrontare sta merda di mondo-
-Capisco-
E invece no, perché tu, pischello intimorito dalla mia età, da quel che facevo alla tua, dai segni che m'ha lasciato addosso, tu, maledetto pischello, ce la fai ad essere gentile. Ci vuole una forza assurda per non farsi sbranare dagli insicuri in cerca di rivalsa. Spesso sono sarcastici.
Che venga da qui la vostra insopportabile rassicurante flemma? Cioè voi vi bastate?! Io no, io cazzo no, ho bisogno di competere e, se non di vincere, quantomeno di sapere che ho qualcuno da schiacciare.
Direte sei invidioso. No. Sono competitivo, ma non invidio. Perché non sono interessato ad avere di più. Qui nasce il mio dolore, sono battagliero ma poi alla fine non m'interessa quel che vinco; ho trovato il modo di mettermelo comunque in culo. Mi sento dilaniare tra questa indole da gara, retaggio di una cultura che non apprezzo, ed appunto il disprezzo per quel che si vorrebbe ottenessi. Corro senza meta ormai da anni, ne ho combinate tante ma sono orgoglioso di non avere imparato niente, almeno quando ve le racconto ci fate due risate, invece di pensare “mamma questo che palle, si crede il Messia”. Adesso però sono stanco di saltare sui treni in corsa, leccarmi le ferite quel tanto che basta per reggermi in piedi e cambiare di nuovo strada. È stato bello, ho vissuto tante vite. Adesso voglio la mia.

venerdì 2 agosto 2019

Ultimi sussulti di un'estate bizzosa


Marina di Castagneto Carducci - 27/09/2016

In spiaggia addirittura si suda, il mare più invitante che abbia mai visto qua mi fa sentire stupido: non ho portato il costume.
Intorno solo vecchie di varie nazionalità, il trio di milanesi parla di ogni ristorante/bagno/pensione in un modo che fa capire quanto siano avvezze alle vacanze a Donoratico; certo, io che conosco il posto da quando sono nato potrei intervenire diffondendo succulente notizie e pettegolezzi, ma mi limito a sorridere sornione.
Continua ad arrivare gente, la famiglia di asiatici si tuffa e la invidio. Dietro, la gente ancora pranza, al ritmo lento che solo un martedì di ferie autunnale sa regalare. Quel ritmo che dovrebbe essere proprio di ogni vacanza, e che invece la nostra frenesia ha voluto cancellare, relegandolo alla rarità dei 30 gradi alle porte di ottobre.
Questo mare è veramente troppo liscio e blu, come se fosse profondissimo da subito, e il rumore della risacca misto alle ciarle multilingue (milanesi a sinistra, tedesche a destra, giapponesi davanti) si porta via le ultime resistenze dei miei intenti iniziali; volevo scrivere di decadenza, ma oggi sembra più l'avvento di una primavera in pensione che la fine dell'estate. Nei rumori che la brezza si porta via lascio le voci dentro la mia testa e, dopo tanto tempo, respiro. Adesso mi godrò una sigaretta, io che non le fumo.
Niente, continuano a mettermi solo ansia. Immergo i piedi nell'acqua per riprendermi, ed una grossa nuvola bianca, per niente minacciosa, riporta i colori alla realtà; il paesaggio abbandona quelle tinte morbide che oggi lo rendono così speciale, ma non basta il cinismo dei contorni netti a spengere la pelle; quella sensazione sempre più rara di sentirsi parte della natura e non personaggi che si muovono al suo interno, dominanti o soggiogati che siano. Mi sento di ringraziare ogni singolo granello di sabbia che resterà indosso e che adesso mi massaggia i piedi con una grazia che non ricordavo.
E mi sconvolge pensare che la sabbia è sempre così morbida e giusta, sono io che non riesco a sentirla. Certo il tizio col cingolato dei gelati ed i Black Eyed Peas a palla si potrebbe anche sparare.

sabato 27 luglio 2019

La sinistra proletaria ed il diritto allo sfavio


Ci avete tolto il gusto del porcamadonna. Perché essere di sinistra è difficile. Cioè, per voi, Calenda&fans, no. Per voi figli d’industriali, politici e notabili vari essere di sinistra è semplicissimo. Quando hai tutto, quando fare concessioni al diverso o allo straniero non costa niente, essere di sinistra è ganzo.
Quando invece fai l’operaio, e nel corso del tempo hai visto questi figli di papà di sedicente sinistra smontarti pezzo per pezzo la vita, contratti del cazzo, diminuzione degli ammortizzatori sociali, fabbriche delocalizzate, crollo del potere d’acquisto ecc ecc, insomma, quando per arrivare a fine mese è dura, essere di sinistra è ancor più dura. Cazzo, è quasi impossibile.
In fondo, la sinistra esiste perché nel mondo ci sono i perdenti. E sono la maggioranza. Solo che alla gente proprio non va di essere classificata come tale. E allora vince la destra, anche se questo significa ammettere che sono davvero in pochi, quelli che ce la fanno. Li legittimate col vostro voto, per non sentirvi dei falliti. E a quelli che invece non importa di rientrare nella schiera dei disgraziati, spesso perdere provoca un piacere sadico. Non c’è vittoria, a sinistra.
Ecco perché era importante poter dire porcamadonna. Il negro lo aiuto sì, però che palle, che c’è venuto a fare qua; lo zinghero mi sta sul cazzo ma anche lui che deve fare; i tossici vanno aiutati ma mi fanno schifo e se schiantano, pazienza. Questo era il necessario sfogo. Perché essere di sinistra è tanto complicato, e c’è tanto più valore se ti posso dare una parte della mia minestra io, anche se la mangerei tutta perché mi sono spaccato la schiena nel campo, che nei cinquanta euro annui che la famiglia Vip-rossa invia ad un bambino in Somalia. E te la do, caro il mi negretto, perché sono di sinistra e allora è giusto lottare e condividere, ma fammi dire porcamadonna vai a lavorare.
Invece no, i perbenisti di fintosinistra ci insegnano che così non va bene. Che dobbiamo dire poverini, che vanno capiti, aiutati ad inserirsi. Ma se non siamo inseriti nemmeno noi proletari! Che infatti poi ci incazziamo, smettiamo di dare l’elemosina alla tipa finto invalida fuori dal supermercato, e a forza di sentirci dire che così non va bene poi alla fine votiamo Salvini.
Eppure noi siamo di sinistra; voi che lo sbandierate tanto, no.

sabato 13 luglio 2019

Polemica misogina del fine settimana


Sono una persona piena di difetti. Badate bene, non voglio dire con orgoglio che sono fatto così e me ne vanto. Tutt’altro, penso d’essere una merda e spesso alcune mie debolezze, specie quando non riesco a gestire i rapporti con le altre persone, mi causano vuoti esistenziali profondissimi. Ci sto male, parecchio.
Però d’una cosa vado molto fiero: policy of truth. Non ho peli sulla lingua, dico quel che penso e faccio quello che dico (e mi garba fare citazioni che non capirete). Di conseguenza accetto ogni giudizio sul mio conto. Quando mi danno di stronzo, tossico, anaffettivo, incapace in qualsiasi attività sportiva e manuale ecc ecc io non me la prendo. E’ la verità, perché dovrei prendermela?* E quando invece mi accusano con palesi invenzioni o mi dipingono come non sono, me ne sbatto; se non sono così, cazzomene?
Ecco perché quel che tollero di meno nel mondo è l’ipocrisia. Oggi ce l’ho con le fiettine. Purtroppo, ogni eccesso è nocivo, e sebbene sia assolutamente d’accordo sul fatto che il trattamento uomo/donna è ancora assai lontano dalla parità, il rigurgito femminista cui stiamo assistendo in questi ultimi tempi è davvero nauseante.
Vengo al dunque: la parità salariale! Giusta, giustissima, ma come mai al mio amico per farsi assumere in un bar è toccato farsi un corso da barman professionale, l’attestato haccp, un mese aggratis “per imparare” e il budello di su madre vestito da pirata (spesa complessiva un millino), mentre alla mia amica è bastato essere gnocca?
E poi, care fiettine che pensate che un bel sorriso e un bel paio di tette vi concedano un lasciapassare per qualsiasi cosa, prima o poi comincerete ad invecchiare. E mentre avrete pensato soltanto a Tentescion Island e alla ricostruzione unghie, magari il vostro collega maschio si sarà fatto pure il corso da sommelier. E sarà fottutamente stracazzo giusto che guadagni più di voi.
E poi, soprattutto, ma quanto siete svilenti per il resto del genere femminile? Regaliamo un paio d’ali ai brutti, che i belli volano già.

PS: prima d'essere tacciato di maschilismo, ci tengo a fare una precisazione (oggi, purtroppo, ho dormito poco e temo di sottovalutare la vostra capacità di discernimento). Le fiettine sono usate solo come paradigma dell'incompetenza. L'esempio potrebbe benissimo valere anche al contrario.


*bonus per i locali. Ad esempio, perchè il signor Tomasi sindaco di Pistoia, fascista, se la prende se lo chiamano fascista? Perché i suoi luogotenenti se la prendono quando poi tra di loro si chiamano "camerata" e fanno le commemorazioni fasciste per i loro cari estinti? Perché v'ho sentito sai, al cimitero a San Rocco. Ridicoli.

Una nuova - vecchia - idea di fascismo

Pezzo che mi son scordato di pubblicare. Ero in ferie alla facciaccia vostra


Avete ragione, quando diciamo che Salvini è un fascista è un’esagerazione. Così come lo era novant’anni fa dare a Mussolini del dittatore sanguinario: all’inizio, fu salutato come un simpatico guascone. Stessa cosa per Zio Hitle; nel 1938, ai Mondiali di calcio, Churchill gli fa addirittura il saluto nazista.
Cosa volete che sia un po’ di sano nazionalismo. Difesa dei confini. Superiorità della razza. Cosa mai potrebbe accadere, e poi ci siamo noi vecchi volponi della politica a tenerli buoni. Previsione un tantinello sbagliata.
La situazione oggi è molto simile: crisi economica, aumento delle disuguaglianze, dissoluzione del sistema di valori e di etica, della morale comune. Quindi, non è che Salvini sia fascista (cioè, sì, e anche della peggio specie, e potete stare sicuri che se mi dovesse attraversare sulle strisce accelererei), è che la storia ci insegna a non sottovalutare certe tendenze.
Ma dopotutto gli italiani hanno qualche problema con la memoria. Ce l’hanno sicuramente tutti quelli sotto al Po che han votato Lega, dimenticandosi che fino a pochi, pochissimi anni fa, questi signori li avrebbero volentieri ridotti in miseria e schiavitù, che parlavano di secessione, di razza padana. Ho ancora il volantino dello Stato Padano, quello che prevedeva l’affondamento dell’Emilia rossa per creare un canale che avrebbe separato ariani e terroni.
Parlavano anche di Roma ladrona. Quella Roma ladrona a cui hanno indebitamente sottratto 49 milioni di euro. Una cifra mostruosa di soldi nostri, per usare il loro linguaggio. Mani Pulite, anni fa, ha spazzato via un’intera classe dirigente perché rubava soldi pubblici. Adesso la si premia con un risultato schiacciante alle elezioni: ma dico, cosa vi è successo?
Poi è venuto per loro il momento di governare. Cioè, di farlo da protagonisti, perché dalla Seconda Repubblica in poi la Lega è stata al Governo più tempo di tutti gli altri partiti. E’ la Lega autrice dell’attuale legge sull’immigrazione, ma di questo ho già parlato allo sfinimento.
Mi dicevo, a questo punto ci renderemo conto che sparano cazzate. Che dopo un anno gli unici risultati che hanno portato a casa sono un aumento del numero d’irregolari e la possibilità di sparare alla cazzo alla gente che s’avventura nel tuo giardino. Eh ma cuota ciento!!1!! Sì, bella merda, grazie davvero raga, per mandare 4 stronzi in pensione un anno prima io ci andrò dieci anni dopo. Davvero grazie. Eh ma la flat tax!!1!!1! Anche qui, bella merda. Questa è una merda talmente grande che hanno tentato d’insabbiarla subito, e tutti, perché questa fa davvero bene ai padroni, di qualunque schieramento siano. La tassa al 15% per le partite IVA sotto i 75000€/anno sta creando un nuovo esercito di schiavi, di datori di lavoro che ti assumono come dipendente, ti trattano come dipendente, però “ti apri partita IVA così paghi meno tasse”, così non hai malattia e altre tutele, però le responsabilità sono tue, caro il mio libero professionista.
Ieri a Radio Capital sento l’intervento di questo tizio che dice “a Caserta i padroni hanno licenziato gli italiani per prendere i pakistani a 2€ l’ora, per forza poi la gente vota Salvini”. Questo ragionamento lo fanno in molti. Mi spinge a pensare due cose: primo, che tante, tante persone sono davvero stupide; secondo, che non sarà certo Salvini a risolvere il problema. Anzi, se non ve ne siete accorti Mattew farà di tutto per alimentarlo sempre di più, perché i padroni abbiano sempre più disperati da sfruttare, sistemi per evadere le tasse, ogni mezzo possibile per ingrassare il loro portafogli. Sapete chi seppe, con grande opportunismo, mettersi al servizio delle lobby dei potenti? Proprio lui, Benny. Perché il fascismo in fondo è proprio questo: far credere al popolo di comandare, mentre sono i padroni che fan la dittatura.