Marco Landucci
Chi è, dunque, un fascista? Che cos'è,
oggi, il fascismo? Mi accusano spesso di essere un estremista e di
usare questi termini a sproposito; metto subito le mani avanti:
anch'io, a volte, sono fascista; lo siamo un po' tutti, ed è il
motivo principale per cui, a distanza di un secolo, dei cento anni
più “veloci” della storia dell'uomo, il fascismo continua a
trovare terreno fertile.
Quand'ero piccolo costringevo mio padre
a mettere a ripetizione, in auto, “le sorti de un pianeta” dei
Pitura Freska; vi risparmio il veneziano, ma in sostanza la canzone
insiste su due principi: la vita è un diritto e ogni vita va
rispettata. OGNI vita, “che venga da una reggia o che venga dalla
strada”: ecco perché, nella vicenda dell'omicidio di Willy, i più
fascisti son quelli che insistono sul fatto che fosse un bravo
ragazzo, perfettamente integrato nella nostra società. No,
nossignori, anche fosse stato un gran pezzo di merda la sostanza non
cambia: ogni vita va rispettata. Anche, udite udite, quella di Benito
Mussolini: come ebbe a dire Sandro Pertini, Piazzale Loreto fu un
errore di cui pentirsi per tutta la vita, e l'unico modo di riparare
sarebbe stato di renderlo un monito per le generazioni a venire
(suggeriva di mettere la foto del Duce appeso accanto a quella dei
Presidenti, negli uffici e nelle scuole).
Proprio il Presidente socialista mi
porta alla caratteristica “simpatica” dei fascisti: il loro modo
di pensare, tanto dogmatico quanto volubile e incoerente. Hanno il
mito della Gioventù Italica, e venerano l'uomo che ha mandato a
morire il più alto numero dei “nostri ragazzi” della storia, ben
consapevole che sarebbe andata così. Roba da inchiodare il cervello.
Ma voglio parlare dei fascisti di oggi, di quelli che si rallegravano
per l'omicidio di Carlo Giuliani, per il massacro della Diaz (sì, ci
torno spesso, il G8 di Genova ha segnato profondamente la mia
infanzia e la mia visione etica e politica) e adesso votano Salvini:
andava bene pestare i No-Global, adesso si battono contro il mercato,
vogliono i dazi e l'uscita dall'Euro.
Qui possiamo individuare le due
peculiarità fondamentali del fascismo: opportunismo e violenza.
Chiunque avalli comportamenti violenti è fascista. Chiunque pensi
che sia giusto possedere armi per la difesa personale, ancor di più
chi è favore della pena di morte o, in generale, dell'uso della
violenza da parte delle forze dell'ordine. Praticamente si dichiarano
a favore della disciplina e poi consentono ai rappresentanti dello
Stato di fare il cazzo che gli pare usando quegli strumenti che
dovrebbero, appunto, essere garanti di giustizia e legalità.
Stupendo.
L'opportunismo però è ancora più
fascista, perché più subdolo, più difficile da individuare.
Riprendiamo il Mattew verdevestito, prima comunista padano,
secessionista che cantava “Vesuvio lavali col fuoco”, oggi grande
statista che fa i manifesti “Prima la Campania”. Ci sono idee
dietro a questo? Ovviamente no, solo la brama di potere.
Messa in questi termini viene naturale
chiedersi come tantissime persone, purtroppo sempre più, possano
essere attirate da un sistema di potere che non si fa scrupolo di
usare metodi meschini, e per giunta in modo palese, per crescere.
Facile: con la paura. Paura del diverso, della novità, che siano i
terroni, i negri, i froci, i fricchettoni... non importa, basta che
la gente si senta minacciata. E l'evoluzione della Lega (senza più
Nord) ne è il paradigma perfetto: se prima erano i Meridionali il
grande pericolo, adesso che al Sud sbarcano gli africani si possono
attirare anche loro dentro il sistema. Perché niente fa più paura
della miseria e del rischio di perdere quel che abbiamo a causa di un
nemico esterno; siamo tutti impegnati non a guardare oltre la siepe,
ma a difendere il nostro giardino. Ma il bluff si scopre subito: il
fascismo ha bisogno della miseria, e quindi farà di tutto per
alimentarla. Salvini che non ha fatto niente per risolvere il
problema dell'immigrazione è di nuovo l'esempio perfetto.
Perché il fascismo era, ed è, uno dei
tanti sistemi, uno dei più efficaci, con cui “la Kasta” cerca di
mantenere i propri privilegi. Il fascista si assoggetta alla morale
comune, dettata ovviamente dai potenti (scusate l'abuso di termini da
grillino, maledetti loro che se ne sono appropriati, ma è risaputo
che la storia la scrivono i vincitori) e cambia pelle a seconda delle
esigenze del momento. Per questo, come diceva lucidamente Pannella,
nessuno è più fascista dei democristiani; il fascismo, morto
Mussolini, ha proseguito a regnare, sia con la Dc, sia con la
ridicola sinistra che ha svenduto il patrimonio statale a poche
famiglie di industriali (esiste qualcosa di più fascista?); in un
certo qual modo, più personalistico, anche con Berlusconi.
Senza dubbio i Cinque Stelle cercano in
ogni modo di governare in maniera fascista (e quindi, sia chiaro,
anche il Pd): basti vedere come sono disposti alla qualunque pur di
rimanere in sella. Sia dal punto di vista politico, stravolgendo
l'alleanza di Governo e tutti i loro principi fondanti (con l'ultima
ridicola perla del Mandato Zero), sia da quello morale, continuando a
sacrificare i morti in mare sull'altare del consenso. Eppure perdono
terreno: non sono abbastanza bravi a fare paura, non sono ancora dei
veri fascisti. Hanno dato un approccio troppo paternalistico alla
miseria: il Reddito di Cittadinanza (lasciamo perdere le
considerazioni sulla sua efficacia) ha l'evidente fine
dell'immobilismo, anzi dell'impoverimento sociale (condizione
perfetta per il proliferare del fascismo, come purtroppo s'incomincia
a vedere), ma passa per una concessione da pappemolli incapaci (cioè,
da quel che realmente sono), non per la mano santa di un Duce che
vuol bene al suo popolo. Per questo possiamo stare ancora abbastanza
tranquilli, certo sti fascisti aumentano ma ancora non ci sanno fare,
come ebbe a dire Villaggio a Borghezio i leghisti vorrebbero tanto
essere dei nazisti ma sono soltanto degli incapaci. Tocca però stare
attenti e non avere paura di esporsi: riconoscere il fascista nel
disonesto, in chi sfrutta una posizione di potere per raccomandare o
intascare soldi, nei violenti di ogni genere, in chi discrimina, in
chi rifiuta la novità, in chi trova sempre un nemico esterno per
giustificare i propri problemi e le proprie debolezze. In sostanza,
in tutti quelli che si vantano d'essere “uomini tutti d'un pezzo”,
con sani e rigidi principi, col culto dell'onore, e poi sono solo dei
grandissimi stronzi pronti a buttartelo in culo anche solo per
passarti avanti in fila alle Poste. Oppure di creparti di mazzate ma
solo in netta superiorità numerica.